Siria, niente notizie su Dall'Oglio. Opposizione: preoccupati, ma è vivo

La Coalizione siriana è "preoccupata" per la sorte del gesuita, scomparso da giorni, ma ribadisce che non è morto

Sulla sorte di padre Paolo Dall'Oglio, gesuita italiano scomparso da giorni in Siria, continuano a rincorrersi voci sempre differenti e tra loro discordanti. Il sacerdote, che è stato visto per l'ultima volta a Raqqa, città nelle mani dell'insurrezione che combatte il governo del presidente Bashar al-Assad, manca dal trenta luglio. Da allora, nonostante l'impegno messo in campo dalla Farnesina, di lui si è saputo ben poco.

La Coalizione siriana, piattaforma politica con base in Turchia, in un comunicato emesso oggi, ha scritto di guardare con "profonda preoccupazione" alla sorte di Dall'Oglio, ma non ha abbandonato l'idea che il padre gesuita possa essere trovato ancora in vita. A dare speranza alle difficili ricerche sono notizie provenienti da Raqqa, che ribadiscono che il sacerdote sarebbe ancora vivo.

L'opposizione ha chiesto ai "battaglioni e i consigli locali di Raqqa" di "fare ogni possibile passo per garantire il sicuro ritorno di padre Paolo", ricordando quelli che dovrebbero essere i principi guida dell'azione degli insorti, "la protezione dei civili, così come dei giornalisti e dei religiosi".

Nella difficile situazione che sta attraversando il Paese, sono almeno quattro i sacerdoti finiti sotto sequestro in meno di un anno, la cui situazione ancora non è stata risolta. Tra di loro anche i due vescovi di Aleppo, l'ortodosso Paul Yazigi e il cristiano siriaco Yohanna Ibrahim. Tra le ipotesi avanzate sulla sparizione di padre Dall'Oglio, anche la tesi che il gesuita stia sfruttando la sua posizione, nota in tutta il Paese per la promozione del dialogo interreligioso, per provare a trattare la liberazione dei due.

Voci differenti sulla sorte di Dall'Oglio erano arrivate nei giorni scorsi, in due diversi momenti. Prima il sito vicino all'opposizione Zaman Alwasl aveva dato peso all'idea che il sacerdote fosse rimasto ucciso, citando Lama Atassi, un'attivista che avrebbe ottenuto l'informazione da un elemento di spicco dell'Esercito siriano libero. Poi a ribadire la tesi ci aveva pensato l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con base a Londra che da mesi lavora con contatti dell'opposizione per tentare di tenere traccia del numero di morti della guerra civile.

L'Osservatorio aveva spiegato su facebook che Dall'Oglio sarebbe stato ucciso nelle prigioni dello Stato islamico dell'Iraq e della Siria (Isis), un gruppo legato ad al Qaeda nato dalla fusione di gruppi provenienti da entrambi i Paesi, una delle numerose sigle che compongono un'opposizione molto ramificata. La Farnesina aveva smentito la validità della notizia.

Né il Vaticano, né il ministero degli Esteri al momento hanno notizie precise sulla sorte di padre Paolo. Il viceministro degli Esteri Marta Dassù ha ribadito, ai microfoni di Radio Anch'io, che "non ci sono conferme in nessuna direzione".

Commenti
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serjoe

Ven, 16/08/2013 - 11:32

Il prete prima o poi saltera' fuori vivo e vegeto,dopo che i suoi amici gaedisti avranno incassato un bel gruzzoletto da usare per assassinare cristiani infedeli.Ci scommetterei su questo.