Andare in bici? Per le donne saudite è una conquista storica

L'Arabia Saudita ha appena dato alle donne il permesso di usare le due ruote. Ma solo in zone limitate e in presenza di un "guardiano"

Il diritto di andare in bicicletta le donne saudite ce l'hanno da qualche giorno. Sembra incredibile, ma da quella parte del mondo è una conquista storica ciò che per le donne occidentali è talmente scontato da essere considerato senza importanza. L'autorità religiosa dell'Arabia Saudita ha di recente annunciato che finalmente le donne potranno andare in bici sulle strade pubbliche. Ma solo in zone limitate, come parchi e zone ricreative, solo se indossano l'abaya, la tradizionale veste nera che le copre dalla testa ai piedi, e rigorosamente accompagnate da un parente. "Le donne - scrive il quotidiano saudita al-Yaum, citando una fonte della commissione per la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio - sono libere di andare in bici nei parchi, sul lungomare e in altre aree a condizione che indossino abiti modesti e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti".
La stessa commissione ha precisato di non aver mai vietato la bicicletta alla donne straniere. Per quanto riguarda quelle saudite invece il permesso si limita allo scopo "di divertimento", non dovranno cioè usare le due ruote come mezzo di trasporto. L'autorità religiosa consiglia inoltre anche di andare in bici lontano dalle aree con manifestazioni giovanili, per evitare il confronto con i gruppi di protesta. Il permesso alle donne arriva dopo il successo del film La bicicletta verde (Wajda), scritto e diretto dal regista saudita Haifaa al-Mansour che racconta la storia di una bambina di 11 anni di Riad che lotta per realizzare il sogno di avere una bici, vietata dalla società conservatrice in cui vive.
In Arabia Saudita le donne hanno avuto il diritto di voto e di elezione solo nel 2011. Non è loro permesso guidare l'auto, viaggiare, lavorare e subire interventi medici senza il permesso di un uomo della famiglia. Subiscono forti discriminazioni e la polizia religiosa fa rispettare le regole su come si devono vestire. Naturalmente molto dipende dalla rigidità con cui di volta in volta queste leggi vengono applicate, ma la rete del fondamentalismo ha maglie molto strette.