Autobomba in Sinai: uccise sei reclute

Sei reclute dell'esercito egiziano sono le ultime vittime dello scontro sempre più violento, soprattutto dopo la deposizione del presidente egiziano Mohamed Morsi, tra i gruppi jihadisti nel Sinai del nord e le forze di sicurezza egiziane. Due autobomba sono esplose ieri mattina a Rafah, la città egiziana al confine con la striscia di Gaza, investendo due installazioni militari. Malgrado la grande operazione antiterrorismo condotta da giorni da militari e polizia nella zona, continua l'attività delle cellule islamiche. Una di loro, Ansar Beit el Maqdiss, la stessa che ha rivendicato l'attentato la scorsa settimana contro il ministro dell'interno Mohamed Ibrahim, ha messo la firma anche su quella che, in un comunicato, ha definito una serie di «operazioni» condotte ieri contro le forze militari in Sinai.