Bionda e giovane: anche l’altra Le Pen è vincente

ParigiUn nuovo spettro si aggira nel mondo politico francese: è biondo, piacente e ha 22 anni. Ancora una volta gli avversari hanno tentato di demonizzare una Le Pen: stavolta si tratta di Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Marine. Ma stando ai sondaggi, il terrorismo non ha funzionato: Marion potrebbe essere eletta in Assemblea nazionale con il 36,5%. Dopo essere arrivata in testa al primo turno di legislative, domani le urne dovrebbero registrare il suo successo. Che a cascata diventerebbe un trionfo per il Front National. E un disastro per l’Ump, dato al 34,5%.
Questa combattiva studentessa di giurisprudenza ha dato filo da torcere agli sfidanti. Perché, se è vero che è stata candidata nella 3a circoscrizione di Vaucluse, dove al voto presidenziale zia Marine aveva ottenuto un’altissima percentuale, il 31,5%, superando sia Hollande che Sarkozy, un eventuale successo sarebbe da attribuire a lei sola. La zia è alle prese con un’altra sfida a un migliaio di chilometri di distanza e non l’ha affatto aiutata: né con dichiarazioni pubbliche, né siglando intese in loco. Le ha solo offerto una chance quando si è trattato di depositare la candidature.
Marion ha dovuto affrontare attacchi trasversali per tutta la campagna. Da destra, dove il deputato uscente neogollista, Jean-Michel Ferrand, l’ha pubblicamente definita poco più che una comparsa, priva di sostanza politica; al Ps, che in questa zona ha fallito a tal punto l’appuntamento con le «politiche» da invitare al secondo turno la socialista al ritiro, in favore dell’Ump. Ieri ancora una volta, inutilmente.
Il patto di desistenza con i neogollisti è stato respinto. E ha invece aperto una crepa nel Ps. La candidata socialista non ha infatti rinunciato a correre contro Marion. Così l’appello a fare barriera contro il Front National, lanciato dal segretario socialista Martine Aubry, si è infranto col dissenso di Catherine Arkilovitch, 62 anni, definita ormai dagli stessi socialisti «la candidata della sinistra diversa».
Gli iscritti locali al Ps, compreso il sindaco e perfino il candidato del Front de gauche, l’estrema sinistra, hanno invitato a votare Ump. Nonostante questa pattuglia di detrattori Marion Maréchal-Le Pen sembra prossima a segnare la storia dell’Assemblea nazionale francese. Oltreché di una circoscrizione guidata dai negollisti dal 1986.
«Sono membro del Front National da quando avevo 17 anni», ha spiegato al quotidiano France Soir, giustificando la sua presenza nella corsa a un seggio da deputata. Modesta non lo è ed ha poca esperienza questa biondissima definita dal Time «astro nascente» della politica francese. Ma ascolta le persone e ha appreso la retorica un po’ violenta della zia utilizzandola solo per difendersi.
Ribattezzata «Marion-ette» dai neogollisti, col sorriso sulle labbra ha spiegato che lei non è affatto una pedina di nonno Jean-Marie, il fondatore e padre padrone del Front fino alla nuova era «Bleu Marine». La gente mi ha votata per una ragione: «Si è stufata di voi», dice. E annuncia: «Anche una parte dell’elettorato socialista coglierà la chance di sbarazzarsi di Ferrand (il deputato Ump, ndr) e del suo sistema clientelare».
D’altronde ci sono poco più di duemila voti di differenza tra lei e il neogollista. Il primo turno c’è stata «la conferma che il voto per il Front National non è un voto di crisi come vogliono far credere, ma un voto convinto e consapevole», ha commentato domenica il primo risultato: 34,63 per lei e 30,63% per l’avversario più prossimo. Se il 21,98 della dissidente socialista dovesse essere confermato, ha la vittoria in tasca. Per la laurea in Giurisprudenza, dovrà invece aspettare settembre.
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