BUSTARELLE L'ex presidente avrebbe pagato i voti di deputati dell'opposizione

Brasilia Si apre una vera e propria inchiesta sull'ex presidente brasiliano, Luiz Ignacio Lula da Silva, indagato per la prima volta per la sua partecipazione allo scandalo «Mensalao», in cui era già stato sentito lo scorso anno come testimone. Si tratta del più grande scandalo di corruzione in Brasile negli ultimi anni ed è legato alle presunte mazzette mensili pagate dal partito di Lula (Pt, Partido dos Trabalhadores) ad alcuni deputati dell'opposizione per approvare i progetti del governo nel periodo 2003-2005.
L'inchiesta, che dovrebbe durare circa 30 giorni, sarà portata avanti dall'unita di crimine finanziario della polizia.
I magistrati ora cercheranno di far luce sul ruolo di Lula, che ha sempre negato di essere al corrente dello schema di pagamenti, nello scandalo. A dicembre il processo «Mensalao» si concluse con l'accusa di frode e corruzione per 25 persone tra i quali tre stretti collaboratori di Lula, Jose Dirceu, Jose Genoino e Delubio Soares. Secondo la denuncia fatta dal pubblicitario Marcos Valerio l'ex presidente avrebbe autorizzato il trasferimento di 7 milioni di dollari dalla filiale della Portugal Telecom in Cina, attraverso un conto corrente a Macao, per finanziarie il suo partito nella campagna elettorale del 2005. Valerio, considerato il gestore del Mensalao, è stato condannato a 40 anni di prigione e sta cercando una riduzione della pena. Lula è stato presidente del Brasile dal 2003 al 2011 prima di cedere il suo mandato all'attuale leader Dilma Rousseff, che viene dallo stesso partito.

Commenti
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marforio

Sab, 13/04/2013 - 08:21

Non e possibile.Initalia come in brasile i comunisti hanno le mani pulite , ma la coscienza di uno sporco vomitevole.

killkoms

Dom, 14/04/2013 - 22:49

da buon companeros!