Caso Urru, giallo liberazioneI due cooperanti spagnolistarebbero entrambi bene

<em>Sahara Media</em>, che ieri aveva rilanciato la notizia della liberazione della 29enne italiana, smentisce: tutto falso. Autorità del Mali rassicurano sui due compagni della Urru

Continua il giallo intorno alla presunta liberazione di Rossella Urru. La cooperante sarda Del Cisp era stata data per libera ieri, dopo che alcuni siti africani - il senegalese Dakaractu e l'agenzia di stampa Sahara Media avevano riportato la notizia di uno scambio di ostaggi, durante il quale la donna sequestrata a ottobre sarebbe stata rilasciata.

Più fonti, che presumibilmente attingevano ad una stessa informazione, avevano dato per certo lo scambio e quindi per imminente il ritorno in Italia di Rossella Urru. Ma a mancare ieri, e tuttora, erano le conferme ufficiali. Silenzio dalla Farnesina. Inviti alla cautela da parte di Margherita Boniver,  inviato speciale del governo per la trattativa. In sostanza nessuna voce ufficiale che potesse confermare il rilascio della Urru.

Un'ulteriore smentita viene oggi da Sahara Media, una delle "fonti" a parlare ieri della liberazione della cooperante italiana. L'agenzia stampa non conferma la notizia secondo la quale ci sarebbe stato un accordo tra il governo della Mauritania e al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) per il rilascio. Anzi. Smentisce la notizia lanciata ieri, sottolineando come una "fonte informata" abbia sconfessato, definendolo falso, il lancio del media mauritano.

Sulla vicenda sembrano dunque non esserci novità rilevanti. E in serata a confermare l'impressione è anche Margherita Boniver, che condanna lo spargersi di voci non confermate sui media, sottolineando anche come debba essere la Farnesina a diramare notizie certe in occasioni simili, prima che una voce possa essere considerata attendibile.

Rassicurazioni sulle condizioni dei due cooperanti spagnoli rapiti insieme a Rossella Urru sono arrivate invece dalle autorità del Mali, che hanno assicurato al governo di Madrid che "stanno bene", dopo un viaggio lampo del capo della diplomazia spagnola Jose Manuel Garcia-Margallo a Bamako.

Commenti

Izdubar

Lun, 05/03/2012 - 08:11

Occorre vietare alle ONLUS di operare in zone ad alto rischio. Occorre vietare a viaggiatori in cerca di emozioni forti di avventurarsi in zone infestate da terroristi, predoni e simili. Occorre dire chiaro e forte che chi contravviene al divieto sarà lasciato a sé stesso, e che non verranno pagati riscatti (i cui proventi servono in genere ad acquistare armi e finanziare attività terroristiche), né verranno rilasciati terroristi detenuti. È ora di finirla con queste storie piagnucolose!