IL CASOLa ribelle Amina «Addio Femen, siete islamofobe»

L'attivista tunisina Amina Sboui, liberata all'inizio di agosto dopo oltre due mesi di carcere, lascia il collettivo Femen, e lo fa con accuse pesanti. Il gruppo, ha detto in un'intervista all'Huffington Post maghrebino, è islamofobo, perciò «non voglio che il mio nome sia associato a questa organizzazione». Poi specifica: «Non mi è piaciuta l'azione in cui le ragazze strillavano “Amina Akbar, Femen Akbar“ (riprendendo la tipica preghiera islamica)davanti all'ambasciata tunisina in Francia, o quando hanno bruciato la bandiera di Tawhid (un dogma fondamentale dell'islam) davanti alla moschea di Parigi». Entrambe le azioni furono organizzate da Femen proprio in sostegno alla 18enne detenuta. «Bisogna rispettare tutte le religioni», ha detto Amina, puntando il dito anche contro la «scarsa trasparenza» dei finanziamenti a Femen.

Commenti
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serjoe

Mer, 21/08/2013 - 11:16

Questa e' una mazzata per i benpensanti del cosiddetto "islam moderato", se anche una come Amina (forse l'unica nel mondo arabo) non riesce a sottrarsi all'influenza profomda che la religione opera sui loro cervelli.Parlare di democrazia in queste condizione e' semplice stupidita'.