Castro continua la svolta economica Stop al sistema della doppia valuta

L'Avana Le riforme economiche a Cuba compiono un importante passo in avanti. Come annunciato già nello scorso ottobre, è stato abolito il sistema della doppia moneta, causa di evidenti disuguaglianze in un Paese che si propone come modello di equità sociale. L'esistenza accanto al peso cubano, la disastrata valuta nazionale, del cosiddetto «Cuc» o peso convertibile risale all'inizio degli anni Novanta, quando la caduta dell'Unione Sovietica ebbe come conseguenza la fine delle sue generose elargizioni a sostegno di Cuba e una gravissima crisi che minacciava la tenuta della società e dello stesso regime. Fidel Castro non ebbe altra scelta se non puntare sull'unica industria nazionale che potesse assicurare proventi importanti e aprì dunque al turismo internazionale. Venne decisa anche l'introduzione del peso convertibile, di fatto equivalente a un dollaro americano, una valuta da utilizzare nel settore turistico e per pagare le merci d'importazione. I comuni cittadini cubani, dipendenti dello Stato che era padrone di tutto, continuavano invece a ricevere i soliti pesos «ordinari», il cui valore reale è di soli 4 centesimi di dollaro. Evidente che il tenore di vita dei cubani che lavorano nel turismo diventava così ben superiore a quello degli altri connazionali, suscitando invidie e tensioni sociali. Tutto questo finirà con la scomparsa del «Cuc», decretata ieri dal governo dell'Avana. Ma il cambiamento sarà graduale e il fatto che i tassi di cambio, come pure ha deciso il governo, non varieranno significa che per la gran massa dei cubani l'accesso a beni di consumo di qualità rimarrà un miraggio. Al tempo stesso è stata decisa l'introduzione di norme di mercato per la compravendita di auto nuove, il che porterà finalmente al progressivo rinnovamento del pittoresco ma sgangheratissimo parco auto dell'isola.