In Cile i minatori "eroi" ora vivono da miserabili

Droga, alcol o i postumi dello choc: un calvario per i superstiti

La triste storia delle centinaia di minatori rimasti vittime di un crollo nelle viscere della terra in Turchia richiama alla memoria un celebre episodio di cronaca di alcuni anni fa. Era l'agosto del 2010 quando il mondo venne a conoscenza della drammatica sorte di 33 minatori cileni, rimasti intrappolati a 700 metri di profondità nella miniera di San Josè, da cui si estraevano oro e rame. Per una volta, l'angosciosa vicenda ebbe un lieto fine: il 13 ottobre, 69 giorni dopo l'inizio del dramma, i Trentatré - come erano stati soprannominati con enfasi - furono estratti sani e salvi grazie a una complessa e audace operazione di recupero. In Cile fu festa grande, e nel mondo intero la grande simpatia per loro si mutò in sollievo. I Trentatré divennero eroi nazionali, furono intervistati infinite volte, invitati in mezzo mondo e fu programmato l'immancabile «filmone» sulla loro odissea.

Ma cosa successe dopo, e come vivono adesso quelle persone? Questa è la parte meno positiva della storia, purtroppo. Anzitutto, dal punto di vista giudiziario i minatori cileni non hanno ottenuto alcuna soddisfazione: nessun procedimento penale a carico dei presunti responsabili del disastro, mentre resta aperta la strada di un risarcimento. Ma in attesa che questo possa mai arrivare, è un fatto che le vite quotidiane degli uomini che furono festeggiati e onorati da un intero Paese - autorità in testa - sono attualmente assai miserabili. In primo luogo, le conseguenze fisiche e psicologiche del dramma vissuto (nella storia umana nessuno è rimasto bloccato sottoterra per tanto tempo) rendono impossibile per molti di loro il ritorno al lavoro. Molti dei Trentatré, salvati dai tunnel della miniera di San Josè, sono caduti in quelli non meno bui dell'alcool o della droga tentando così di sfuggire ai loro incubi. Altri vorrebbero lavorare ma non vengono assunti per timore che si dimostrino problematici. Tutti hanno ricevuto una somma in denaro (omaggio di un ricco cileno e in conto dei diritti cinematografici sulla loro storia): ma i soldi finiscono, e anche i Trentatré stanno finendo male. RFab

Commenti

mbotawy'

Gio, 15/05/2014 - 16:08

Non so',e mi sorprende leggere che i 33 ex minatori ora siano affetti dalla dipendenza di droghe ed alcohol.Sono orgoglio del ex governo Piñera,che li ha sistemati finanziariamente bene. Santiago de Chile 15 de Mayo 2014