L'America al fronte con Al Qaida

C'è chi ricorda che apprestandosi a bombardare le posizioni di Assad dal cielo e dal mare, Barack Obama si troverà di fatto dalla stessa parte del fronte di Al Qaida: imbarazzante per un presidente che ama intestarsi l'eliminazione fisica di Osama bin Laden a riprova della coerenza della sua Amministrazione nella lotta al terrorismo islamico (anche se è lecito opinare che senza Bush lo «sceicco del terrore» sarebbe ancora al suo posto di combattimento). Sarà anche così, ma gli obiettivi della Casa Bianca e quelli dei qaidisti sono completamente diversi. La prima si accontenterà di ammaccare un po' il dittatore di Damasco, lanciando con l'occasione un messaggio ai suoi alleati di Teheran, mentre i secondi vorrebbero fargli fare la fine di Gheddafi e di Saddam.

A meno di sorprese (nessuno ha la sfera di cristallo), Assad uscirà un po' scosso ma vivo dall'imminente attacco occidentale e nemmeno gli orfani di Osama riusciranno a liquidarlo. Il vero problema è cosa succederà dopo. Le possibilità sono così numerose da far girare la testa: si va dal rischio di un'esplosione generale del Medio Oriente (se sarà tirato in ballo Israele) a quello del ritorno in grande stile del terrorismo in Occidente (già obliquamente minacciato da Assad), dal definitivo precipitare della Siria nel caos alla continuazione della situazione attuale (paradossale ma è la più probabile). Poi c'è quella in cui spera Putin: l'America che s'impantana in un altro Vietnam.

Commenti

alberto_his

Gio, 29/08/2013 - 10:02

La reale novità è che gli USA scenderebbero materialmente in campo insieme ad AQ, mentre in passato sono stati dalla stessa parte ma senza i crismi dell'ufficialità: il lavoro sporco è spesso stato sub-appaltato all'organizzazione terrorista, supportata e finanziata con l'aiuto dei partner locali, sauditi in testa. Non sarà un altro Vietnam; piuttosto la Russia pensi a difendere le posizioni senza star a guardare o a vendersi anche questo fronte.

epesce098

Gio, 29/08/2013 - 10:39

Certo, se gli USA dovessero intervenire in Siria a fianco di al qaeda, la situazione precipiterebbe in Medio Oriente e Obama ne uscirà ancora una volta con le corna rotte, come è già successo in Iraq, in Libia, in Tunisia, in Afganistan. Sarà la terza guerra mondiale e noi ne pagheremo le conseguenze come al solito.