Coprifuoco anche per i turisti italiani

Sono circa seimila, secondo dati forniti dall'ambasciata italiana al Cairo, i nostri connazionali attualmente in vacanza in Egitto. Di questi, meno di un migliaio si troverebbero nella capitale, mentre il rimanente sono sparpagliati nelle località balneari sul Mar Rosso (Sharm el-Sheikh, Hurghada, Berenice, Marsa Alam) e a Marsa Matrouh sul Mediterraneo. Sono cifre nettamente inferiori - di circa l'80 per cento - a quelle dell'anno scorso: situazione che si spiega ovviamente con il precipitare della situazione politica nel Paese negli ultimi mesi.
La nostra ambasciata conferma che è stato imposto il coprifuoco dalle 21 locali (ma da oggi comincerà alle 19) alle 6 del mattino anche nel Sinai. L'invito del ministero degli Esteri è a evitare viaggi in Egitto con «destinazioni diverse dai resort sul Mar Rosso e della costa mediterranea», dove per il momento non si registrano criticità. L'ultimo aggiornamento del sito Viaggiare Sicuri della Farnesina sconsiglia «fortemente» anche le escursioni.
La Fiavet (la federazione delle imprese turistiche italiane) rassicura sul fatto che i turisti non corrono alcun rischio: i gravi fatti di violenza di queste ore non li coinvolgono e a loro non è mai stato fatto alcun male. Le autorità egiziane, assicura il presidente Fortunato Giovannoni, tutelano al massimo la sicurezza dei turisti, fermo restando che prudenza e buon senso restano fondamentali. Per Flavia Franceschini, presidente dell'associazione dei tour operator aderenti a Confindustria, la situazione è sostanzialmente «invariata rispetto alle settimane scorse» e dopo gli avvisi emessi dal ministero degli Esteri le escursioni sono limitate alle zone limitrofe ai villaggi turistici, mentre tutti i tour dell'«Egitto Classico» che comprendono Il Cairo, Luxor, Assuan e le crociere sul Nilo rimangono sospesi per cautela.
A Sharm el-Sheikh, secondo quanto riferiscono turisti italiani presenti sul posto, la situazione è calma, anche se alcuni segnali indicano un minimo di preoccupazione. «Nel nostro villaggio - racconta al telefono Paolo, 50 anni, che come ogni estate ha portato da Como la sua giovane figlia a fare una vacanza sul Mar Rosso - c'è molta tranquillità e nessuno ci impedisce di uscire e di recarci in città, dove pure tutto è normale. Rispetto a qualche anno fa, però, i turisti preferiscono uscire accompagnati dalle guide e sono aumentati i controlli all'ingresso: il metal detector è diventato obbligatorio, mentre prima facevano solo controlli a campione. Le escursioni si svolgono normalmente, ma l'uscita di stasera per una festa in una discoteca all'esterno è stata annullata perché l'agenzia non si accolla la responsabilità: ci hanno spiegato che al Cairo c'è stata una “piccola rappresaglia” e dunque la serata danzante si terrà all'interno del resort».
Il coprifuoco imposto anche nel governatorato del Sinai meridionale dunque, almeno per ora, non interferisce con le normali attività dei turisti nei villaggi di vacanza. Qui l'eco delle violenze che ieri hanno insanguinato le principali città dell'Egitto arriva lontana e ovattata.