La corsa alla Casa Bianca divide le famiglie illustri

"Separati in casa" dalla politica: opinioni divergenti a casa di Schwarzenegger, dell'ex capo del Tesoro Rubin e del reverendo Jackson

Il caso più imbarazzante è quello del governatore della California, il repubblicano Arnold Schwarzenegger, e di sua moglie Maria Schriver, una Kennedy: lui si è schierato con John McCain, lei per Barack Obama. È l’effetto imprevisto della campagna elettorale più tesa, incerta, appassionante degli ultimi quarant’anni, che oltre a spaccare l’America divide le famiglie, soprattutto quelle famose e progressiste. Quattro anni fa era tutto più semplice: tra i democratici John Kerry era il candidato dell’establishment e il suo rivale, John Edwards, troppo a sinistra per piacere ai nomi che contano. Ma quest’anno è diverso.

Barack è giovane e affascinante, Hillary è esperta e rassicurante. Lui è di colore, lei è donna. Lui rappresenta la speranza, lei la continuità con l’America felice degli anni Novanta. E nelle case degli americani accade di tutto: padri contro figli, mariti contro mogli, fratelli contro sorelle. Robert Rubin, eccellente segretario al Tesoro ai tempi di Bill, è un convinto sostenitore dell’ex first lady, ma suo figlio James voterà per il senatore dell’Illinois. Jesse Jackson negli anni Ottanta fu il primo candidato nero a partecipare alle primarie democratiche e oggi è, ovviamente, uno dei principali sostenitori di Obama. Ma sua moglie Jacqueline no: alla solidarietà razziale antepone quella di sesso; appoggerà la Clinton, mentre i figli sono divisi.

E che dire della sorelle Sanchez? Entrambe sono deputatesse alla Camera dei Rappresentanti per il partito democratico, una da dodici anni, l’altra da sei. Pensavano di condividere la stessa visione del mondo, gli stessi valori. Per ragioni di opportunità avevano deciso di non appoggiare nessuno dei due candidati. Ma è bastato il dibattito televisivo tra Hillary e Barack per far saltare un’intesa che sembrava indistruttibile. La più giovane, Linda, ha sentito per caso l’altra mentre, parlando con un’amica, elogiava la Clinton; è andata su tutte le furie e, d’impulso, ha annunciato alla stampa che si schierava con Obama. Loretta lo ha appreso dai Tg e per ripicca ha dichiarato pubblicamente l’appoggio per l’ex first lady. L’idillio (coniugale) invece continua, ma a fatica, tra una delle avvocatesse emergenti di Washington, Shazia Khan, e suo marito, Samir Kanani, famoso oncologo. Recentemente erano in viaggio in Argentina, quando hanno avuto la malaugurata idea di seguire sulla Cnn una trasmissione elettorale. Ne è scaturita una discussione così veemente da indurre il personale dell’albergo a entrare nella stanza per verificare che fosse tutto a posto. Shazia e Samir vivono ancora insieme, ma hanno deciso di non parlare più di politica.

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