Una corsa lunga 300 anni tra cavalli, regine e cappelli

Un concorso, un pubblico, una sfilata, tante scommesse e fiumi di Champagne. Ascot è l'Inghilterra che celebra se stessa con una tradizione che coinvolge tutto il mondo per una settimana all'anno durante la quale si consumano 200 bottiglie di Champagne in nome di una gara ippica e di una coppa d'oro. Ma anche una galoppata della vanità e dall'aristocrazia di corte alla "upper class" britannica e non solo. Al Royal Enclosure all'arrivo della Regina Elisabetta e del principe Filippo, che sono partiti dal vicino castello di Windsor seduti sulla carrozza reale scortata da un corteo composto da splendidi cavalli adobbati e altre carrozze, scortati da poliziotti a cavallo, nelle quale sedevano anche i e figli e i nipoti dei regnanti, si è levato un "Dio salvi la Regina!", la quale stava seduta accanto all'inossidabile Duca di Edimburgo, vestita come la cerimonia pomeridiana prevede; un abito color rosa e un cappello del medesimo colore pastello dalla falda non troppo larga per ben vedere i suoi cavalli e suoi fantini correre nell'ippodromo più importante e antico del mondo. Da vera intenditrice la Regina non ha mai mancato all'appuntamento tanto blasonato da rendere obligatorio il cappello per le signore e per i signori, il "dress code" è una legge, gli uomini devono vestire in grigio, al massimo un pantalone rigato e una cravatta un po' vistosa. Il cappello a cilidro sempre grigio o al massimo nero con una bordura di velluto. E poi a metà corsa è sacro il picnic sull'erba, mentre i nobili se ne stanno seduti sulle loro tribune con giornalisti ed esperti al massimo nei salotti interni cosparsi di divani e tavoli su cinque piani salendo e scendendo da lunghe scalemobili fino raggiungere il ristorante con veduta panoramica sul campo da golf e sugli antichi caselli costruito nel 1711. In palio oggi sono circa 4 milioni di sterline suddivise per 18 gare. Il tutto sotto gli occhi della Regina. L'ippodromo che si trova nella località di Berkshire aperto in due periodi dell'anno, oltre a questo anche in autunno per un totale di 25 giorni, in occasione della Ascot Gold Cup e delle "stakes" ossia puntate d'azzardo di King George VI and Queen Elizabeth. Le corse che si tengono nell'ovale erboso, al centro del quale purtroppo stazionano anche auto, sono lunghe due miglia, circa quattro chilimetri, il tutto fa parte dei beni della Crown Estate, il portafoglio finanziario della Corona Britannica. Purtroppo la facciata del tempio dell'ippica si è rivestita di volgarità. Al posto della vecchia e piccola struttura è stato costruito un grande edificio di vetro e ferro simile a un areoporto circondato da gazzebi per offrire ogni ristoro. Nel tondino sfilano i cavalli e con loro i fantini più quotati del mondo dalle giubbe colorate per poi entrare nel ring sotto i riflettori delle tv, dei fotografi e dei binocoli dei presenti. La competizione equestre del recinto reale è un'occasione unica per cavalli e fantini delle più prestigiose scuderie europee, arabe, americane... Chiacchierare con la persona giusta o indossare l'abito adatto alla cerimonia non è tutto, bisogna avere competenza e passione per gli animali a quattro zampe che corrono a una velocità impressionante e che discendono tutti da purosangue, intrecciati con le migliori puledre. Ma torniamo al Rayal Ascot. La Regina si siede e le corse prendono il via. Soprendente la terza corsa con il Gruppo 1 "Prince of Walles". Anche gli italiani sono venuti ad ammirare tra le regine, quella dei Turf, Golden Lilac che nasce da Grey Lila che a sua volta Kemmist che nasce da Mistrals Collette, tutte cavalle che hanno nel sangue, negli occhi e nel cuore i prati verdi di Angera di proprietà della famiglia Saini Fasanotti. Golden Lilac è considerata una delle prime cavalle imbattuta nella Poulle d'essais des Pouliches nel Prix de Diane e nel Prix d'Hispahan, dopo un'infezione grave la davano per spacciata, ma a Parigi ha sorpreso tutti. Gli italiani sono rimasti sorpresi quando al momento del via alla corsa Golden Lilac non si è presentata perchè il suo allenatore il grande Andrè Fabre e il Barone Von Botticher (proprietario) non volevano mettere a rischio una perla così rara su un terreno troppo pesante provato dalle piogge dei giorni precedenti. E insieme a questa edizione di Ascot quanti ricordi, Ribout, Molvedo, Prince Royale, Glaustak, Tom Rolf ecc...Ma questo è il passato il futuro sta in Golden Lilac che viene da Grey Lila, vincitrice del Moulin de Longchamp che a sua volta viene da Kemmist (vincitrice di Ascot) e da Mistrals Collette, grande campionessa. E' una ripetizione è vero, ma merita. Come meritano applausi i cavalli e i fantini di questa edizione tra i quali Yoviality della Principessa Haia di Giordania, cavalcata da William Buick; Emoulus cavalcata da Pat Smullen; Clinical portata da Luke Morris; Chachamaidee cavalcata da Tom Queally e So You Think portata da Joseph O'Brien. Dopo questa irlandese l'elenco sarebbe lungo. L'anno scorso aveva vinto Rewilding bravo come un altro cavallo della Regina, Hoyam che ha corso ques'anno ma è arrivato secondo tra le corse delle "giovani scommesse" (fantino Jamer Spencer), un fantino al quale la Regina è particolarmente affezionata come a Richard Kingscot su Ceiling Kitty, quest'ultimo vittorioso.