Costretti a pagare tangenti: potranno detrarle dalle tasse

In Svizzera per legge l'imprenditore deve solo dimostrare che senza bustarelle  non sarebbe stato in grado di lavorare: "Prendiamo atto di come va il mondo"

Sta perdendo poco alla volta la fama di paradiso inviolabile degli evasori fiscali, ma la Svizzera resta l'olimpo di un'altra categoria di personaggi abituati a maneggiare il denaro con disinvoltura. I tangentisti. C'è bisogno di velocizzare un affare? Di battere sul tempo un concorrente? Di smuovere una faccenda finita nelle sabbie mobili? Di ottenere un prezzo più vantaggioso in una compravendita? Problemi zero appena al di là del confine lombardo e piemontese. Da Lugano a Basilea la tangente non soltanto è tollerata, ma la si può mettere in bilancio come un costo aziendale e quindi dedurre dalle tasse nella dichiarazione dei redditi. Proprio come la benzina per l'auto aziendale o le ricevute dei pranzi di lavoro.

La mazzetta in franchi è considerata realisticamente. Nessuno scandalo, nessuna indignazione. È un prezzo da pagare per poter lavorare. Come ha scritto l'altro giorno il quotidiano Tages Anzeiger di Zurigo, secondo la legge elvetica per la deducibilità fiscale «è sufficiente dimostrare che, senza tangente, determinate operazioni non potevano essere portate a termine».

Si altera la concorrenza? Si deprime il merito? Si rischia di compromettere la qualità dei lavori da fare? Salgono i prezzi? Pazienza, gli svizzeri sono sempre gli eredi di Giovanni Calvino, il teologo riformatore per il quale il denaro è un indice della benevolenza divina. Religione e capitalismo vanno a braccetto per questa gente che bada al sodo, unge gli affari e sorvola sul resto.

«È una legge pragmatica - ha spiegato il deputato ticinese Fulvio Pelli, membro della commissione Finanza del Parlamento federale -. Prende atto che queste cose capitano, perché così va il mondo». Non puoi eliminare le tangenti? Allora meglio approfittarne e guadagnarci. L'unico che può essere perseguito dalla legge non è il corruttore ma semmai il corrotto, sempre che si riesca a dimostrare che intascando la bustarella egli abbia danneggiato la propria azienda. In quel caso rischia una denuncia per il reato di amministrazione infedele.

Spese di rappresentanza, parcelle, mediazioni, commissioni, provvigioni. Un'ampia gamma di eufemismi giustifica le mazzette, che appesantiscono le tasche di personaggi spregiudicati e alleggeriscono le dichiarazioni fiscali degli imprenditori senza scrupoli. L'unico limite, pesante, è che sono considerate reato (e a maggior ragione escluse dal vantaggio tributario) le tangenti versate ai funzionari pubblici o ai politici. Un limite piuttosto recente, che la legislazione federale ha introdotto nel 1999 per rispettare le regole internazionali anticorruzione imposte dall'Ocse.

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico si è mobilitata agli inizi degli Anni 80 e ci ha messo un sacco di tempo per fare cambiare abitudini a molti Paesi. Le mazzette tra privati o per funzionari stranieri erano fiscalmente deducibili non soltanto in Svizzera, ma anche in Germania, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Giappone. In Italia non è mai stato così, e così pure negli Usa. Sono stati appunto gli americani, stufi di perdere affari in giro per il mondo a favore degli sfrontati concorrenti europei, a spingere per estendere i limiti al pizzo.

Berna ha resistito più di altri. Ha ceduto alle raccomandazioni dell'Ocse vietando le bustarelle a pubblici ufficiali stranieri nelle transazioni internazionali; ma non ha rinunciato alle mazzette tra privati, e ai conseguenti vantaggi tributari. Del resto, la Svizzera è una delle casseforti della finanza internazionale, terra di conti correnti cifrati, di segreti bancari e di capitali di provenienza dubbia. Lì evadere il fisco non è reato penale e il riciclaggio è punibile solo se si prova l'intenzionalità. E poi le mazzette legali sono un modo per aiutare il fisco: chi sborsa le deduce, ma chi incassa ci paga le tasse. Ecco una cosa da importare dalla Svizzera, oltre agli orologi, al cioccolato e alla Hunziker. Sai quanta Imu si risparmierebbe Saccomanni.

Commenti
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leopardi50

Ven, 19/07/2013 - 08:47

Perdona Filippi ma forse la colazione di questa stamattina ti è risultata indigesta. Le tangenti raramente lasciano elementi di tracciabilità: quale cifra indico nella dichiarazione dei redditi? Faccio un forfait che avvantaggia me o il tangentista? La Svizzera di sicuro non è immune dal malcostume tangentizio ma credere che vogliono legalizzare l'illegalizzabile mi sembra come guardare in cielo e vedere gli asini volare. O forse si vuole trasmettere al nostro popolo l'antica novella che ormai il malcostume è prassi consolidata e tanto vale ricavarne profitti.

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miladicodro

Ven, 19/07/2013 - 09:31

Qualcuno lo vada a raccontare o far presente ai magistrati nostrani che in parossismo di giacobinismo e di purezza morale fanno saltare per aria commesse miliardarie vitali per le nostre industrie.Il quanto esposto dalla @democratica@ Svizzera non è nient'altro che lo specchio di come gira il mondo e di ciò che fanno tutti i paesi industrializzati.Cosa pensano che gli appalti all'estero della Kulona siano dovuti per la Krande disiplina Tedeska?Ma per favore,piantatela lì di fare danno altrimenti tra poco saremo come Detroit,e in quanto al padre di tutte le magagne Italiane,certo adp,se solo si rendesse conto dei danni combinati con mani pulite dovrebbe nascondersi per la vergogna,e invece è ancora qui a menarla.Andava inviato nel Sahara a spalare sabbia e con lui tutti coloro che giornalmente ci tormentano con la questione morale,samaritani del cavolo.

silviob2

Ven, 19/07/2013 - 09:51

Metteranno una nuova sezione nel modello della dichiarazione dei redditi? Per avere la detrazione bisognerà allegare la fattura del funzionario che ha intascato la tangente? Sapete come sono precisi gli svizzeri..........

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Ven, 19/07/2013 - 10:07

@MILADICODRO: Mi ha preceduto. Solo i tafazziani nostrani si comportano come "se il mondo fosse". In compenso campano alle spalle di coloro che si danno da fare nel mondo che è. Ipocriti maledetti, al più anime belle rintronate. Saluti

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Zagovian

Ven, 19/07/2013 - 10:17

Queste "commissioni",per loro natura "sottobanco", sono rigorosamente anonime.L'Azienda le può detrarre(nel contesto di una ragionevole percentuale,basata sulla "consuetudine".Chi la riceve,a sua discrezione,ne dichiara l'"ingresso" come "proventi diversi".Ne uno ne l'altro, fanno riferimento a NOMI! Tutti sanno,che i "managers" di Aziende Tedesche,Svizzere,Belghe,...per esempio,ricevono "mazzette" per favorire certi affari.La differenza con i "nostrani",è sostanziale:il manager tedesco la riceve,non compromettendo l'interesse Aziendale,di qualità,prezzo,etc.(non prenderà MAI una "mazzetta",laddove la sua decisione, possa danneggiare l'Azienda,per cui la "mazzetta" E' A TOTALE CARICO DEL FORNITORE!....In Italia,succede il contrario:pur di prendersi la "mazzetta",la qualità,ed il resto vanno a pattuglia...(vedi lavori pubblici)

epc

Ven, 19/07/2013 - 10:24

Scusate ma temo che titolo e testo dell'articolo siano fuorvianti! Per "tangente" si intende un pagamento fatto ad un funzionario PUBBLICO per ottenere indebiti vantaggi (ad esempio in un appalto). Questo è un reato in Italia, in Svizzera e pure nel Katanga!!!!! Quello che è sacrosantamente tollerato in Svizzera è la possibilità, da parte di una azienda, di pagare UFFICIALMENTE un concorrente per evitare che quest'ultimo gi faccia concorrenza in una certa cosa. Esempio: la ditta "Piripicchi United" vuole entrare sul mercato di Basilea vendendo piripicchi freschi. Sa che la sua concorrente "Piripicchi International", già attiva a Zurigo e Soletta, medita di fare la stessa cosa. Allora un rappresentatnte della prima ditta convince la seconda a rinunciare ad aprire un piripicchi-store a Basilea per i prossimi dieci anni; e per questo paga una certa cifra. Il tutto avviene in maniera legale e con tanto di detrazione dalle tasse. L'unico vincolo, ovviamente (e l'articolo lo dice) è che la cosa non venga fatta sottobanco, ma la dirigenza della Piripicchi International sia d'accordo. Bianco, pulito, lecito! L'assurdità e semmai in Italia dove si sono inventati la ridicola "corruzione tra privati", facendo sì che probabilmente queste operazioni, che esistono anche in Italia, siano d'ora in poi fatte in nero..... Complimentoni al governo dei tecnici....

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luigipiso

Ven, 19/07/2013 - 10:30

Legalizzare le tangenti tra privati. La mafia insomma, tu mi dai la tangente ed io ti lascio lavorare. Modificare immediatamente l'art.1 della Costituzione. L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La terza persona del verbo essere indica una affermazione che determina la tipologia del lavoro ammissibile e cioè tutto quello che è legale. Il nero non è ammissibile e stabilisce la divisione tra Stato e mafia. E che ci vuole a cambiare questo articolo? Basta far detrarre anche l'acquisto delle molotov che i piccoli imprenditori, che falliranno grazie alle mazzette acquisteranno nei momenti di rabbia.

MagoGi

Ven, 19/07/2013 - 10:50

Probabilmente questa legge mira a far emergere episodi di corruzione con un meccanismo di contrasto di interessi. Certo un esempio di pragmatismo, ma non so fino a quanto possa essere efficace...

no b.

Ven, 19/07/2013 - 14:31

nuova puntata: difendere i corruttori e le tangenti!