Europee tra rabbia e paure: cresce l'ondata euroscettica

Oggi le elezioni in Inghilterra e Olanda. Le Pen suona la carica: "Bloccheremo tutto". Tutti i risultati dopo le 23 di domenica: vai allo speciale

Nigel Farage, leader dello UK Independence Party, va a votare

"Siamo sicuri di stravincere". Mark Quinlan, funzionario del policy team dello UK Independence Party, è ottimista. Rinchiuso nel quartier generale dell'Ukip a Londra fa eco alle parole del leader Nigel Farage che ha promesso un "terremoto" nella politica britannica. Terremoto che, potrebbe travolgere e spazzare via l'europarlamento che a fine settimana sarà completamente rinnovato. Nei prossimi quattro giorni si voterà in tutti i 28 Paesi dell’Unione europea in un giro di consultazioni che coinvolgono oltre 300 milioni di persone. Si inizia oggi nel Regno Unito e in Olanda dove monta l'attesa per verificare l’avanzata dei movimenti euroscettici di Nigel Farage e Geert Wilders. "Credo che a Bruxelles siano nel panico - promette la leader del Front Naztional Marine Le Pen in una intervista alla Stampa - andiamo a Strasburgo per bloccare tutto".

Secondo i sondaggi, nel nuovo parlamento europeo un deputato su quattro sarà euroscettico. Il primo banco di prova sarà l'Inghilterra. Questa mattina Farage è andato a votare europee in un seggio a Cudham: "È tutta una aberrazione. Vogliamo indietro il nostro Paese. È stato svenduto". Alla vigilia dell'election day che accorpa elezioni locali ed europee, i sondaggi danno ragione all'Ukip fotografando una lotta serrata coi Labour e Ukip intorno al 27% di consensi, mentre i conservatori che siedono al governo scivolano al terzo posto col 23%. Quindi i liberaldemocratici con il 10%. L’appuntamento elettorale di domani costituisce per il Paese il test più significativo prima delle elezioni politiche fissate per il 7 maggio del 2015. Sin da ora si può dire che un sempre maggior numero di elettori britannici concorda con farage. E il fenomeno non è certo relegato all'Inghilterra. La stessa ventata di cambiamento soffia in tutto il Vecchio Continente. Presa tra crisi economica e austerità, l'Europa costruita sulle ceneri della seconda guerra mondiale con una visione di pace, unità e prosperità traballa. Guadagnano terreno i partiti che vogliono riformare, modificare o smantellare l'Ue. Anni di recessione e di austerità hanno eroso la fede degli europei in una istituzione con un budget annuale di 140 miliardi di euro e influenza su temi che vanno dalla giustizia all'agricoltura. Secondo i sondaggi, i partiti euroscettici nelle elezioni potrebbero ottenere tra il 25% e il 30% dei 751 seggi da eleggere nel nuovo parlamento di Strasburgo.

Oltre che per le europee si vota anche per il rinnovo di 161 consigli locali in Inghilterra e 11 in Irlanda del Nord. I risultati delle elezioni locali sono attesi per venerdì. Quelli per le europee verranno invece resi noti domenica, quando le votazioni saranno concluse in tutti i 28 Paesi dell’Unione, per evitare di influenzare chi deve ancora votare. Il party per l’eventuale vittoria, l'Ukip ancora non lo ha organizzato. Meglio aspettare i risultati definitivi. Meglio aspettare di vederlo nero su bianco quel risultato storico che Farage insegue da almeno un anno, da quanto in elezioni locali l’Ukip si era imposto come mai prima, relegando in alcuni casi i conservatori ad un umiliante terzo posto. Così in 12 mesi il volto dell’ex banchiere votatosi all’euroscetticismo, è cresciuto dalle sporadiche apparizioni di allora all’onnipresenza. Nonostante il 50enne Farage sia da 15 anni membro dell'Europarlamento, molti lo vedono come un outsider, un volto capace di cambiare la politica. Un sentimento che riecheggia in tutto il continente. Nei Paesi ricchi, come la Germania, molti elettori sono scontenti per i salvataggi di Grecia e Portogallo, le cui economie sono collassate sotto debiti impagabili. E dall'altra parte, in questi Paesi, i cittadini si sentono umiliati per le pesanti condizioni imposte al saldo del debito. I messaggi dei partiti euroscettici si rivolgono, quindi, ai votanti di destra contrari all'immigrazione e preoccupati per l'identità nazionale e l'aumento delle comunità musulmane, ma anche a quelli di sinistra che temono il potere delle banche e delle grandi aziende.

Saranno le prime scosse di quel terremoto annunciato? Anche la Germania non è immune dall'euroscetticismo. Il partito Alternativa per la Germania, fondato lo scorso anno, vuole la fine dell'euro nella sua forma attuale e lo stop ai salvataggi dei Paesi dell'Eurozona indebitati. Anche se gli euroscettici otterranno un risultato roboante, la caduta dell'Unione europea non sembra imminente. L'Europarlamento resterà, infatti, dominato da due grandi blocchi di centrodestra e centrosinistra. L'influenza dei nuovi entrati sarà probabilmente limitata dalle profonde divergenze.

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Gio, 22/05/2014 - 16:14

Speriamo stravinca e ci liberi da questa porcata.

roby55

Gio, 22/05/2014 - 18:54

I fatti danno ragione a Farage. Contra factum non valet argumentum.

Ritratto di jasper

jasper

Gio, 22/05/2014 - 20:32

Per un Paese come la Gran Bretagna essere in Europa o avere l'Euro come moneta è ovvio che significa poco o niente. Con la loro organizzazione, il loro background e con la loro moneta (la Sterlina), possono benissimo fare a meno della UE, mentre per noi uscire dall'Euro e tornare alla Lira (che era già prima una moneta miserabile da terzo o Quarto mondo) sarebbe un vero disastro. Pensate soltanto per esempio che ci vogliono 1927,37 Lire per un euro, mentre nella Repubblica Dominicana ci vogliono solo 48 Pesos per un Euro. Questo la dice lunga su che razza di valuta si basava la nostra economia e finanza. Chi vuol tornare alla Lira deve farsi visitare il cervello prima d'andare a votare.