Dallo Spazio al nucleare: a rischio vent'anni di intese

I rapporti Stati Uniti-Russia tornano al '91. In discussione tutti i dossier scottanti su cui Obama e Putin collaborano. A partire dall'Iran

Se non è ancora un ritorno alla guerra fredda, è solo perché manca la contrapposizione ideologica - comunismo verso liberismo - che segnò lo scontro del XX secolo. Ma la crisi ucraina potrebbe egualmente mettere la parola fine a buona parte dei rapporti di collaborazione che si sono instaurati tra Russia e Occidente a partire dal 1991. L'annessione della Crimea comporta infatti il rifiuto di Putin di riconoscere i trattati che hanno formalizzato il nuovo assetto geopolitico internazionale nato dalla dissoluzione dell'Urss e lancia una sfida per cui l'Occidente è a tutt'oggi sostanzialmente impreparato. Se per esempio lo Zar decidesse di ripetere l'operazione Crimea nell'Ucraina orientale, o mettesse le mani sulla Transnistria (una striscia di terra russofona tra Moldavia e Ucraina in cui sono ancora presenti truppe del Cremlino), saremmo egualmente impotenti; e se, in un momento di follia megalomane, invadesse i Paesi baltici ormai membri della Nato, ma in cui vivono consistenti minoranze russe, dovremmo intervenire in loro difesa in base all'articolo 5 del Trattato senza avere apprestato i mezzi per farlo. Ma, prima ancora della incipiente guerra delle sanzioni (ultima idea: espellere la Russia dal G8) è il clima che è venuto a crearsi a rendere la situazione incandescente, con Obama e Putin che si detestano, lo Zar che accusa l'America di avere fomentato le manifestazioni libertarie a Mosca e dà asilo al «traditore» Snowden e il presidente americano che risponde cancellando una visita ufficiale in Russia.

Tutto ciò mette in pericolo una serie di accordi importantissimi, anche se poco conosciuti: la gestione comune della stazione spaziale, cui oggi si può accedere unicamente grazie ai razzi russi; il permesso di Mosca a usare il suo sistema ferroviario e il suo spazio aereo per rifornire le truppe della Nato in Afghanistan e per procedere, entro l'anno, al loro ritiro; il proficuo scambio di informazioni tra i servizi segreti nella comune guerra al terrorismo islamico; la collaborazione nel cosiddetto gruppo 5+1, che sta cercando di negoziare con l'Iran la rinuncia a un arsenale nucleare (Mosca ha già minacciato ieri: stiamo valutando un cambio di posizione); il tentativo comune, sia pure con una visione diversa, di mettere fine alla guerra civile in Siria; le trattative, già avviate, per una ulteriore riduzione degli armamenti in Europa.

Anche Putin, tuttavia, rischia di pagare un prezzo elevato per la sua aggressione, specie se la reazione occidentale si concentrerà sul settore econimico-finanziario: l'economia russa sta perdendo colpi, i capitali esteri fuggono, il rublo tracolla e il costo delle operazioni militari non è stato certo indifferente. Per giunta, la Crimea è una regione povera, con un reddito pro-capite di poco superiore ai due terzi di quello della Russia e ha bisogno praticamente di tutto: l'80% della sua acqua, della sua elettricità e del suo gas le sono state fin qui fornite dall'Ucraina, che interromperà le forniture o le proseguirà solo a pagamento. Dei 540 milioni di dollari del bilancio regionale, 300 erano forniti da Kiev e, per potere pagare stipendi e pensioni, il governo regionale dipenderà d'ora in avanti da Mosca. Le banche, prese d'assalto dai cittadini impauriti, sono sull'orlo del fallimento.

L'unica vera risorsa della Crimea, il turismo, è minacciata non solo dallo stato di semiguerra, ma anche dalla difficoltà delle comunicazioni con l'esterno, visto che sono stati sospesi tutti i voli con l'eccezione di quelli con Mosca; e la mancanza di un continuità territoriale tra la Russia e la penisola, separate dallo stretto di Kersh, renderà tutto più difficile e più caro. Se le condizioni economiche peggiorassero, l'entusiasmo della popolazione crimeana per il ritorno alla patria russa potrebbe presto svanire, come è accaduto nell'Ossezia del Sud occupata nel 2008. Nessuno si illude che Putin faccia marcia indietro, ma almeno potrebbe essere dissuaso da altre avventure.

Commenti

Xander

Gio, 20/03/2014 - 11:57

Come ci manchi Ronald Reagan!

Anonimo (non verificato)

killkoms

Gio, 20/03/2014 - 13:56

è assurdo mettere tutto in crisi per un paese similgrecia!la russia non può fare quello che le pare,ma gli Usa,quando hanno voluto,hanno sopportato di peggio,come l'invasione turca di cipro e la pseduo repubblica turca di cipro del nord,riconosciuta dalla sola turchia stessa!operaione questa che ha comportato all'Onu un intervento ancora in atto..!

L'Anonimo

Gio, 20/03/2014 - 18:16

(1/3) Ecco un articolo russofobo. L’impero russo scomparve nel 1917, ad esso si sostituì l’URSS, che a sua volta scomparve nel 1991 e si divise in tutta una serie di stati… eppure il giornalista usa il termine “zar” per riferirsi al Presidente russo, mentre ad esempio non è che chiami Obana il presidente “yankee”. Ma la finta astuzia è quella di presentare Putin come un dittatore che un mattino si è svegliato e ha deciso di invadere la Crimea e che pertanto potrebbe ripetersi… Complimenti, esimio giornalista! Troppa fatica a dire che la Federazione Russa a differenza degli USA non va in giro a bombardare/invadere paesi o fomentare pseudo rivoluzioni e veri colpi di stato come gli USA.

L'Anonimo

Gio, 20/03/2014 - 18:17

(2/3) Putin è stato costretto a muoversi in Crimea, perché gli USA hanno pianificato (da anni) e portato a termine il colpo di stato in Ucraina. Mica è un novello Hitler, come pure si vorrebbe far credere, che rivendica l’annessione alla Russia di tutte le aree abitate da russi o russofoni. Gli USA vogliono il controllo dell’Est Europa per controllare l’Asia, dividere l’Europa e isolarla dalla Russia. Il mondo unipolare voluto dagli USA è un Far West dove loro sono gli unici con la pistola e la licenza di uccidere. Putin rischia di pagare caro la sua aggressione?

L'Anonimo

Gio, 20/03/2014 - 18:18

(3/3) Esimio giornalista, se il Suo vicino di scrivania le sfìlasse ogni giorno la merenda dal cestino, se si rimangiasse continuamente la parola data, se le desse scapaccioni insomma facesse il bullo e la vessasse … e un giorno Lei si ribellasse, per ciò stesso Lei diverrebbe aggressivo e violento? Non credo proprio. Esiste la legittima difesa. Questo è mentire sapendo di mentire, ossia propaganda russofoba. Quanto a fare i conti in tasca ai russi… forse dovranno aprire il portafogli per la Crimea, ma magari inizieranno a farsi pagare il gas dagli ucraini… sa a quanto ammonta il debito ucraino?

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 20/03/2014 - 19:06

E l'Afganistan?? Dimenticate che senza la concessione dello spazio aereo nella sfera di influenza russa i criminali della NATO avranno serie difficoltà a muoversi... Forza Putin... niente sconti..

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 20/03/2014 - 19:07

Spero che la Russia armi l' Iran. Ma comunque lo sta facendo la Cina. I sionisti possono masticare amaro e rodersi il fegato.