Datagate, nel mirino della Nsa pure i membri del Congresso. Spiato anche Barack Obama?

Il viceministro della Giustizia, James Cole, ha ammesso che la Nsa ha raccolto dati su telefonate avvenute negli uffici del Congresso. E su Obama si è rifiutato di rispondere

Il caso Datagate tiene ancora banco negli Usa. Secondo la rivelazione del vice ministro alla giustizia americano, James Cole, nessuno è sfuggito all’azione di spionaggio della National Security Agency (Nsa), neppure i membri del Congresso Usa. Secondo Cole gli 007 hanno "probabilmente" messo sotto controllo alcune delle linee riservate ai parlamentari. Il dubbio che anche lo stesso presidente americano, Barack Obama, sia stato spiato aleggia. Durante un’audizione davanti alla commissione giustizia del Congresso, dove all’ordine del giorno c’era la riforma che l’amministrazione Obama si appresta a varare per limitare l’azione della potentissima Nsa, il viceministro Cole è stato incalzato dalle domande del parlamentare repubblicano, Darrell Issa. "Sono stati mai raccolti dati su telefonate che cominciano per 202-225 seguiti da quattro numeri?", ha chiesto Issa riferendosi ai prefissi da comporre per chiamare gli uffici del Congresso. "Probabilmente sì, è stato fatto", ha ammesso il vice ministro. Il deputato Issa ha tentato il colpaccio finale, provando a chiedere quello che in molti non osano: viene spiato anche Obama? La Nsa ha mai messo sotto sorveglianza le telefonate del presidente? Ma stavolta Cole si è rifiutato di rispondere, riservandosi forse di farlo in futuro.

Commenti

cgf

Mar, 04/02/2014 - 23:29

Anche in Italia abbiamo la NSA de noialtri, a capo di essa c'è Befera, ci controllano tutto, quanto, come e dove spendiamo i ns soldi e poi chi chiederanno il 27% senza preocuparsi che per avere quanto abbiamo abbiamo già versato una cifra di pari/superiore importo, già l'apparato e le 'provvigioni' costano.