Due navi italiane proteggeranno la missione Unifil

Due navi militari, il cacciatorpediniere Andrea Doria e la fregata Maestrale, sono salpate ieri da Taranto per dirigersi al largo delle coste libanesi. Scopo della missione: tutelare le truppe italiane della forza Unifil in caso di conflitto siriano. Perché l'attacco americano potrebbe scatenare violenza in tutta l'area.
D'altra parte sono sempre più drammatici i toni usati dal regime di Damasco, che alza i toni, mostra i muscoli e minaccia. «Il governo siriano non cambierà posizione nemmeno se ci fosse la terza guerra mondiale, nessun siriano può sacrificare l'indipendenza del Paese», ha affermato in un'intervista all'agenzia Afp il vice ministro degli Esteri Faysal Moqdad. Il regime ribadisce quindi di volersi difendere ad ogni costo e con ogni mezzo possibile da un eventuale attacco americano. E a questo scopo, ha sottolineato Moqad, Damasco ha già adottato «tutte le misure» necessarie per far fronte a «un'aggressione». «Gli Usa stanno mobilitando i loro alleati in vista di un'aggressione. La Siria ha tutto il diritto di mobilitare i suoi di alleati e questi offriranno ogni tipo di sostegno», ha detto Moqdad riferendosi a Russia e Iran. Sostegno che arriva immediato anche sulle analisi e sui toni. Secondo il ministro degli Esteri russo un attacco militare contro la Siria potrebbe avere effetti catastrofici se un missile colpisse un piccolo reattore vicino a Damasco che contiene uranio radioattivo.
Intanto ieri Papa Francesco ha rilanciato da piazza San Pietro il suo richiamo contro la guerra. «Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!», ha detto invitando anche i non credenti a partecipare alla speciale giornata indetta per il 7 settembre e per la quale si allarga enormemente il fronte delle adesioni a livello mondiale.

Commenti

Demy

Gio, 05/09/2013 - 08:33

Perché l'attacco americano potrebbe scatenare violenza in tutta l'area. Perchè gli USA, per vendicare circa 1500 morti di cui non si conosce ancora l'esecutore/mandante, rischiano volutamente di fare una strage? Forse il fare la guerra in casa altrui è più facile che in casa propria? Loro non vogliono esportare la democrazia, agiscono in funzione del potere economico e quando non ci riescono con le armi, usano le loro agenzie di rating per affosare il mondo intero.Questa è la loro democrazia? Poi, come accaduto per l'11 settembre chiedono vicinanza,cordoglio,condanna per il vile atto compiuto ma,.....loro non hanno mai pensato ai milioni di profughi causati dalle loro guerre in diversi Paesi. Anche adesso, in Siria, ci sono circa 2.500.000 profughi in fuga dagli USA, più che dal dittatore Assad.Bella questa democrazia Americana. Meglio che la usino nel loro paese, magari non relegando i Pellerossa nelle riserve e, se possibile, non far commettere stragi con la pistola anche ai bambini nelle scuole. Di questo tipo di democrazia il Mondo ne può fare a meno, ed anche di un premio Nobel infangato dal nulla.

bret hart

Gio, 05/09/2013 - 10:19

preferisco stare sotto il comando americano che in quello dei paesi musulmani o comunisti cuba nord corea ecc comunque non sono d accordo con questa guerra in siria aiuterà i fondamentalisti islamici ad avere il potere spero che barakone ci ripensi e ancora se l aveva fatto bush si indignavano tutti con bandiere arcobaleno e girotondi ridicoli

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Gio, 05/09/2013 - 10:42

Se il fine ultimo è cercare un contesto, non uso neppure la parola pretesto, per attaccare l'Iran e i suoi siti nucleari in caverna contro cui sarà necessario, in zone peraltro popolate, utilizzare demolenti nucleari tattiche, gli Stati Uniti del Premio Nobel Obama sono sulla buona strada, l'Italia no. Non bastano in questo scenario due pur validissime unità navali, si dovrebbe provvedere a rivedere le regole di ingaggio del nostro Contingente in Libano, dotandolo di adeguato armamento per sostenere impegnativi scontri campali e, soprattutto, sottrarlo alla inefficiente e catena di comando delle Nazioni Unite e porlo da subito sotto comando Nato, presumibilmente sotto il Comando di rapido dispiegamento che ha sede stanziale a Solbiate Olona. La prospettiva di attacco preventivo all'Iran viene tra gli addetti ai lavori discussa da circa un decennio; uno dei miei primi articoli sull'argomento del novembre 2005 è ancora reperibile in rete sul sito del Consiglio della Resistenza Iraniana in esilio. Lo scorso anno, le prove generali di un attacco ai siti nucleari iraniani sono state fatte con contrasto simulato sulla base di Decimomannu in Sardegna. I militari non dovrebbero essere impreparati, i politici dovrebbero essere informati, ma il fatto non garantirebbe azioni razionali per i forti condizionamenti ideologici che caratterizzano questo governo ed, in particolare, suoi esponenti e membri della maggioranza che lo sostiene.

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Gio, 05/09/2013 - 10:46

Inserisco un collegamento ad un articolo in cui parlo, tra l'altro, della esercitazione sulla base di Decimomannu, omesso nel precedente commento onde evitare una possibile "censura" dal sistema automatico a causa dei tripli doppiovu. http://www.periodicoitalianomagazine.it/notizie/Esteri/pagine/Iran_e_nucleare

nino47

Gio, 05/09/2013 - 11:12

E vedremo chi proteggerà le nostre tasche da questo nuovo salasso per la solita "missione" inutile, a rimorchio dei soliti debosciati in cerca di un perenne sbocco alla propria industria bellica! Evidentemente, questo prossimo miliardo che ci costerà questa ennesima coglionata lo hanno trovato subito. Perchè cari signori, il problema non è giocare ai soldatini...è quello dell'iva!!!

Raoul Pontalti

Gio, 05/09/2013 - 12:15

L'ineffabile ing. Prinzi, nuclearista in Italia, ci fa sapere: a) che preconizza addirittura l'uso di armi nucleari tattiche (le prime armi nucleari impiegate dopo l'ultimo conflitto mondiale) per distruggere i siti nucleari iraniani anche se si trovano in zone popolate mentre dovrebbe per coerenza difendere l'accesso iraniano al nucleare civile; b) che quei deficienti in divisa che fanno crepare i sottoposti a Nasiryya perchè si scordano come si faccia un fossato anticarro e lasciano morire gli altri che in Kosovo furono mandati a recuperare uranio impoverito a mani nude a Decimomannu si masturbano, insieme con gli amici di Tsahal spesso ospiti in Sardegna, con simulazioni di attacchi all'Iran; quindi noi con le nostre tasse paghiamo i deficienti che mandano a morire stupidamente i nostri ragazzi o a sparare a vanvera contro pescatori scambiati per pirati o a giocare alla guerra all'Iran, ossia che fanno tutto meno che preoccuparsi di difendere veramente il sacro suolo della Patria e la vita degli Italiani; c)con l'articolo segnalato di avere conoscenza della geopolitica (che implica anche conoscenze di storia, geografia, ivi compresa quella etnica, religiosa, linguistica, etc.) inferiore a quella del mio cane che almeno con me il Medio Oriente lo ha viaggiato: tutti i paesi sgretolati secondo Prinzi (Tunisia, Egitto, Libia, ma a suo tempo anche l'Iraq, e ad eccezione della Siria) erano ostili all'Iran e a dominanza sunnita oltre che arabi, in particolare la distruzione dell'Iraq di Saddam fu un graditissimo regalo per gli Iraniani. Un consiglio cameratesco Giorgio: lascia perdere materie che non conosci e non capisci, non farTi abbindolare da quei deficienti del tutto identici coma forma mentis e preparazione tecnico-culturale ai due allucinati che dapprima scambiarono pescatori per pirati e poi volendo sparare in acqua colpirono scafo e pescatori, perché costoro se lasciati fare ci procureranno solo danni e lutti e figure meschine al cospetto del mondo come da tradizione.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 05/09/2013 - 13:35

Tutelare? Cosa vogliono "tutelare" in una situazione ormai fuori controllo? L'unica cosa che si doveva fare è quella di ritirare immediatamente le nostre truppe da quei luoghi, altro che "tutelare", che suona come atto di guerra da paraventi!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 05/09/2013 - 17:24

Insomma siamo in guerra anche noi. Ma chi l'ha deciso? Napolitano o Letta? Non mi pare che il Parlamento abbia deciso qualcosa in proposito. Anche per questo ennesimo errore Napolitano è bene che se ne vada.

Ritratto di marforio

marforio

Ven, 06/09/2013 - 14:21

DUE NAVI CHE AVREBBERO SERVITO A PRENDERE EMIGRANTI DAL MARE IN MENO .

franco@Trier -DE

Ven, 06/09/2013 - 17:18

certo che queste due navi italiane metteranno paura alla flotta sovietica, è il mio orario delle barzellette.