Esplode la casa, muore ambasciatore palestinese

A Praga Giallo sul decesso. La polizia: "Non è un attentato". Ma un'équipe dell'Anp parte per le indagini

Si tinge di giallo la morte a Praga dell'ambasciatore palestinese Jamal al Jamal, deceduto a causa delle ferite riportate dopo un'esplosione in casa.

La deflagrazione - secondo quanto riportato dai media della Repubblica ceca - sarebbe avvenuta mentre apriva una cassaforte nella sua residenza. È probabile che il diplomatico abbia «maneggiato in modo maldestro pericolose sostanze esplosive», hanno riferito fonti vicine all'inchiesta citate dal sito Novinky.cz. Quindi, è stato trasportato in ospedale con lesioni alla testa e al torace, in uno stato di coma artificiale, ed è morto poche ore dopo. Da Ramallah una fonte palestinese ha riferito che l'esplosione sarebbe avvenuta mentre l'ambasciatore apriva una vecchia valigia. Jamal Al Jamal, questo il nome del 56enne diplomatico, è stato ricoverato nell'ospedale militare di Praga e viene tenuto in un coma artificiale. La moglie 52enne dell'ambasciatore è sotto choc ed è stata portata in un altro ospedale a causa delle inalazioni di fumo. La famiglia del diplomatico si era trasferita da poco nella nuova residenza su due piani, nel nord di Praga. Una portavoce della polizia, Andrea Zoulova, ha confermato l'esplosione senza fornire altri dettagli sulla vicenda, su cui è stata avviata un'indagine.

L'autorità nazionale palestinese invierà oggi a Praga una équipe di esperti per investigare assieme con la polizia ceca le circostanze della deflagrazione. L'annuncio del ministero degli Esteri palestinese è giunto prima che da Praga si apprendesse della sua morte. Le indagini serviranno a fugare ogni dubbio sulla possibilità che l'ambasciatore sia stato ucciso. «Le prime informazioni ottenute dagli investigatori suggeriscono che molto probabilmente non si è trattato di un attacco terroristico», ha spiegato il portavoce della polizia di Praga Andrea Zoulova, alla Cnn.

Ma sono tanti gli elementi misteriosi di questa vicenda. A cominciare dal fatto che l'abitazione del diplomatico conteneva una gran quantità di armi e forse anche di esplosivo. L'esplosivo, ha riferito il portavoce della polizia, era «probabilmente collocato in una cassetta di sicurezza e la sua detonazione è scattata dopo che la porta è stata aperta», forse per «mancanza di attenzione» da parte della vittima. Alcune casseforti possono essere dotate di piccole cariche per distruggere documenti segreti in caso di manomissioni, ma restano interrogativi sul fatto che nell'appartamento siano state trovate parecchie armi.

La palazzina di due piani è molto recente ed è stata costruita proprio per ospitare la missione diplomatica palestinese, dove Jamal aveva preso servizio lo scorso ottobre. Negli ultimi giorni, l'ambasciatore stava completando il trasloco dalla precedente sede diplomatica, portando con sé la vecchia cassetta di sicurezza che oggi gli è stata fatale.

Commenti
Ritratto di gian td5

gian td5

Gio, 02/01/2014 - 20:43

Chi di spada ferisce di spada perisce, molto bene un terrorista di meno.