Il film su San Nicola fa scoppiare il caso diplomatico

Bari Non è incidente diplomatico, ma poco ci manca. E non poteva essere altrimenti, visto che di mezzo c’è San Nicola. Fatto sta che da Bari parte la sollevazione popolare contro il film horror firmato dal regista Dick Maas intitolato Sint, che sta spopolando in Olanda: il protagonista è Sinterklaas, San Nicola, appunto, in questo caso tratteggiato però come un vescovo feroce. Il quale, dopo aver sparso terrore tra i villaggi è messo al rogo ma torna sulla terra la notte di ogni cinque dicembre, alla vigilia del giorno del suo compleanno, per vendicarsi uccidendo grandi e bambini.
La pellicola ha suscitato sdegno e polemiche in Olanda ma anche a Bari, dove sono custodite le ossa del santo. E sono scesi in campo i frati domenicani della basilica. «Gli adulti - dichiara il responsabile del centro studi San Nicola, padre Gerardo Cioffari - vedranno questo film come un “gioco”; mi auguro tuttavia che i bambini, che non hanno il senso critico per distinguere il gioco dalla realtà, siano lasciati fuori dai traumi della nostra epoca turbolenta». Sulla vicenda è intervenuto il console dell’Olanda a Bari, Massimo Salomone. «Non sarà certo questo film che potrà scalfire l’immagine di San Nicola - dichiara -L’attacco più forte in realtà è stato quello sferrato tanto tempo fa dagli Stati Uniti, che hanno tentato di sostituire il santo con la figura commerciale di Babbo Natale, ma senza successo perché nei Paesi Bassi il culto nicolaiano è molto sentito: basti pensare che il patrono di Amsterdam è proprio San Nicola e ogni 5 dicembre i bimbi continuano a ricevere i doni».
In Olanda il film, in cui trovano posto fiumi di sangue e teste mozzate, è vietato ai minori di 16 anni. Sinterklaas è raffigurato su un cavallo bianco: cavalca sui tetti, accompagnato da uno scudiero che lui stesso poi decapita, e terrorizza una moderna e tranquilla cittadina. La pellicola sta riscuotendo un grande successo e mentre in Olanda la gente fa la fila al botteghino, a Bari monta la polemica. Perché il caso è tutt’altro che chiuso. Al punto che interviene l’ambasciata dei Paesi Bassi: il portavoce, Aart Heering, modererà un dibattito pubblico che si terrà venerdì dinanzi al Portico dei pellegrini della basilica.