Giallo Arafat: «Non è morto avvelenato»

La soluzione del mistero della morte del leader palestinese Yasser Arafat, avvenuta nel 2004 nell'ospedale di Clamart, vicino a Parigi, è forse vicina. I periti incaricati dalla giustizia francese, hanno escluso l'ipotesi di un omicidio: «Il rapporto esclude l'ipotesi dell'avvelenamento e si orienta verso la morte per cause naturali». Recenti rapporti di esami medici svizzeri e russi sui prelievi delle spoglie di Arafat hanno invece rivelato la presenza di quantità anomale di polonio 210 e sembravano rafforzare l'ipotesi di un avvelenamento pur senza indicare la sostanza radioattiva come causa del decesso. Israele, parola del portavoce del ministero degli esteri Yigal Palmor, accusata di essere mandante dell'avvelenamento, ha accolto il rapporto senza «alcuna sorpresa». Nasser al-Qidwa, nipote di Arafat, dirigente di al-Fatah e presidente della fondazione Arafat si dice «scettico». Suha, la vedova di Arafat, è «sconvolta».

Commenti

Raoul Pontalti

Mer, 04/12/2013 - 14:09

Circa un mese fa, allorché fu data la notizia delle conclusioni di esperti svizzeri che davano compatibile con avvelenamento da 210Polonio la morte di Arafat sulla base della sostanza radioattiva riscontrata sui suoi resti mortali (ossa e forse sudario) commentai così: "Facciamo un paio di conti della serva e per giunta grossolani: si afferma che il Polonio in questione sia l'isotopo 210Po che ha un tempo di dimezzamento di 138 giorni, dopo otto anni circa dalla morte di Arafat l'elemento radioattivo in questione dovrebbe essersi ridotto a meno di un milionesimo, ossia oltre il 99,99% del 210Po si sarebbe trasformato in 206Pb, un isotopo stabile del piombo (costituente un quarto del Pb in natura). Assumendo che la dose di Polonio fatta ingerire ad Arafat sia stata di 50 ng (nanogrammi, ossia la miliardesima parte del grammo) dose sicuramente letale e che la massa in cui ricercare il Polonio non ancora decaduto sia quella delle ossa e assumendo infine che il Polonio nelle ossa si distribuisca elettivamente come il Plutonio o il Pb (ma non è vero perché chimicamente si complessa con proteine e si rinviene concentrato, in fegato, milza e rene) si dovrebbero ricercare un centinaio di attogrammi di 210Po per grammo di osso: esistono apparecchi in grado di rilevare siffatte quantità? Né va meglio se si ipotizza di ricercare il 206Pb derivato dal decadimento radioattivo: questo sarebbe sì rilevabile ottenendosi grossolanamente e per eccesso una concentrazione di 2 picogrammi di Pb per grammo di osso, che corrisponde grossolanamente ad una quantità 500 volte inferiore a quella del PB che si riscontra nella popolazione normale e quindi come si possa riconoscere quel piombo come derivato dal decadimento del polonio piuttosto che dalla normale piombemia rimane un mistero. Concludendo: ci dicano gli Svizzeri che strumenti abbiano usato e che risultati hanno ottenuti e la vedova mostri le cartelle cliniche di Arafat: dall'esame comparato si potrà giudicare dell'attendibilità del giudizio di "compatibilità" tra reperti chimico-fisici e anatomopatologici da un lato e clinici dall'altro con il preteso avvelenamento da 210Polonio.".