Il golpe "soft" d'Egitto è già costato 70 morti

Ieri diciassette vittime negli scontri fra seguaci di Morsi e militari. La Farnesina ai turisti: nessun problema a Sharm e Luxor, ma restate nei resort. No a viaggi al Cairo e nel Sinai

Una decina di ambulanze sono parcheggiate in fila lungo un vialone vicino all'aeroporto. A pochi metri, centinaia di persone sventolano bandiere egiziane e mostrano fotografie del deposto presidente. «Dov'è Mohammed Morsi?», gridano rivolte al quartier generale della Guardia repubblicana, dove pensano sia rinchiuso il loro rais. I soldati, barricati davanti all'entrata dietro sacchi di sabbia e filo spinato, tengono strette le armi. Ci sono stati scontri tra loro e i manifestanti pro-Morsi, ieri. Tre civili sarebbero morti, ma la confusione di una giornata piena di tensione è molta, persino la notizia che fosse stato imposto un coprifuoco in due città del nord del Sinai, vicino al confine con israele e la Striscia di Gaza, è stato smentito dall'esercito. Secondo tre giovani, in mano le immagini di Morsi, la Guardia repubblicana avrebbe sparato sui «manifestanti pacifici». Loro, dicono, erano presenti e hanno visto nove cadaveri. Poco più in là, gli infermieri di una delle ambulanze raccontano di non aver visto e sentito nulla: «Non ci sono stati scontri, non ci sono morti». Un'altra persona è rimasta uccisa vicino all'università. In serata la tv di Stato, dove si sono dispiegati i blindati dell'esercito, citando il ministero della Sanità aggiorna la macabra conta: i morti in tutto il Paese sono 17, i feriti 416.

È stato il giorno della piazza islamista: migliaia di persone si sono trovate nel sobborgo del Cairo di Nasr City, vicino alla moschea di Rabaa Al Aldawiya, per protestare contro quello che definiscono «un colpo di Stato» e la deposizione di un leader democraticamente eletto. Alla notizia degli spari della Guardia presidenziale, la festa si è caricata di tensione. Gli elicotteri hanno sorvolato senza sosta la città, sempre più bassi e i caccia sono passati veloci in formazione sui manifestanti raccolti davanti al quartier generale della Guardia repubblicana: una dimostrazione alla piazza della presenza dell'esercito che però è intervenuto solo due ore dopo l'inizio degli scontri.

Quello che qualcuno ha definito «il golpe di velluto» ha causato in meno di una settimana almeno 70 vittime. Molti commerci e attività restano chiuse e il turismo sarebbe sceso del 17,3% in questi mesi rispetto allo stesso periodo l'anno scorso. La Farnesina sconsiglia agli italiani viaggi al Cairo, Alessandria, Suez, Ismailiya, nel Delta del Nilo e in Sinai - dove ieri un soldato è stato ucciso da uomini armati ed è stato chiuso il valico con Gaza - ma spiega che non ci sono criticità per regioni non toccate dalla crisi, come Luxor e il Mar Rosso. I disordini continuano nel cuore della capitale. Gruppi di sostenitori di Morsi hanno attraversato in serata uno dei ponti del Nilo, puntando verso l'edificio della televisione di Stato, vicino a piazza Tahrir, dove si trovano ancora manifestanti delle opposizioni e sono iniziati nuovi scontri.

Dal palco di Nasr City, i leader dei Fratelli musulmani hanno chiesto ai loro sostenitori di «essere saggi» e non usare violenza. Mohammed Badie, la guida del movimento, che secondo la stampa nazionale era stato arrestato giovedì, quando le forze di sicurezza hanno fermato molti alti membri del gruppo, ieri rilasciati, ha parlato alla manifestazione: «Non possiamo rinunciare a Morsi se non con il sacrificio della nostra vita». Molti sostenitori dell'ex rais condividono la sua radicale posizione. Mohammed Sheineshin, 43 anni, è arrivato al Cairo da Milano, dove vive e fa l'elettricista, proprio per la protesta. Dice di essere «pronto a morire» per la legittimità del presidente. Per Moahmmed Ezz Al Eran, un medico, seduto a uno dei tanti caffè improvvisati nella piazza pro Morsi, il rais ha sbagliato molto, «soprattutto nel non condividere il potere con altre forze politiche» però «questo non giustifica l'intervento dell'esercito». Lo smantellamento del potere dei Fratelli musulmani ieri è continuato con lo scioglimento da parte del nuovo presidente Adly Al Mansour della Camera alta del Parlamento.