Hollande da Francesco Con un imbarazzo e tante incomprensioni

Il giornale cattolico La Vie annunciava «un Papa superstar che accoglie un capo di Stato ai minimi della popolarità». Ma il presidente francese, ricevuto ieri in Vaticano per la prima volta dall'elezione nel 2012, ha incontrato il Pontefice senza lasciarsi distrarre dal fardello delle sue scelte politiche o dalle vicende personali: «Il dibattito con la Chiesa cattolica è possibile nel pieno rispetto dei principi di laicità», dice François Hollande dopo il colloquio con Francesco.
Alla vigilia, una vignetta pubblicata su Le Monde aveva creato qualche imbarazzo: «Chi sono io per giudicare...?», dice il Papa a Hollande, ritratto in sella allo scooter con due première dame. Ma nei trentacinque minuti faccia a faccia i due capi di Stato hanno discusso anche di bioetica e di famiglia. Punti chiave, per la Chiesa, su cui il presidente francese ha glissato nel resoconto alla stampa. I contenuti in materia di bioetica e famiglia non coincidono perfettamente, tanto che il comunicato della Santa Sede li cita, mentre nei dieci minuti di resoconto alla stampa, Hollande ha preferito concentrarsi sull'accoglienza ai rifugiati, sul conflitto israelo-palestinese e sul rispetto delle comunità religiose e la tutela dei luoghi di culto non toccando l'argomento.
Dopo la visita in Santa Sede, Hollande si è recato all'Istituto francese, e non a San Giovanni in Laterano com'era accaduto al suo predecessore Nicolas Sarkozy per essere insignito del titolo di canonico d'onore nel 2007. D'altronde le divergenze col Vaticano sono molte. È noto che i provvedimenti approvati dalla maggioranza socialista - dal matrimonio gay che Oltralpe ha unito già 7.000 coppie dello stesso sesso, alla revisione della legge sull'aborto con richiamo all'interruzione di gravidanza come diritto della donna e non come possibilità, votato dall'Assemblée - non siano graditi Oltretevere. Una lettera aperta al Papa firmata da 110mila cattolici francesi aveva espresso «profondo malessere» per le posizioni dell'Eliseo anche sulla bioetica. E il nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura, nei giorni scorsi aveva accennato all'interessamento del Papa per la recente «marcia per la vita» promossa a Parigi.
Ciononostante, la tappa in Vaticano si è svolta in un clima cordiale. Lo scambio di doni, Hollande che saluta Papa Francesco con un à bientôt, a presto, è stato certamente utile a distendere le piccole tensioni della vigilia. Anche in vista della collaborazione che l'Eliseo intende instaurare col Pontefice sui dossier internazionali. A Bergoglio, che è il «benvenuto in Francia quando lo vorrà», Hollande ha chiesto di ricevere in Vaticano una delegazione delle opposizioni democratiche siriane: «Per far capire che la pace si raggiunge attraverso una soluzione politica pluralistica». «Il Papa ed io ci siamo ritrovati su questo punto - ha detto -. Dobbiamo fare di tutto per fermare i combattimenti e permettere di dispiegare aiuti umanitari in Siria». Oltre a condividere la «preoccupazione riguardo ai cristiani d'Oriente», che «devono essere sostenuti e protetti ovunque, affinché non prendano il cammino dell'esilio a causa dei combattimenti in corso» e per cui «la Francia è mobilitata». Il presidente francese ha pure invitato il Papa a interessarsi alla conferenza internazionale sul clima. Soprattutto, ha detto a Bergoglio che la laicità francese permette il confronto con tutti, replicando in Vaticano la «lezione» che i socialisti hanno portato nelle scuole francesi facendo affiggere una carta della laicità.
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Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 09/04/2015 - 21:31

E "Madame la Revoloution" cosa avrebbe da dire ai nipoti dei rivoluzionari della Bastiglia?