Hollande: «Lascio Valérie» Eliseo senza première dame

Parigi«Rendo noto di aver messo fine al rapporto con Valérie Trierweiler». Il presidente francese, François Hollande, l'ha annunciato all'agenzia France Presse dopo una giornata di smentite ufficiali dell'Eliseo. La poca trasparenza delle comunicazioni, le indecisioni e i rimandi hanno costretto Hollande in persona, in serata, a ufficializzare la «fine della vita in comune» con la compagna, chiudendo a titolo personale un giallo gestito in modo piuttosto imbarazzante per un capo di Stato.
Oggi in India per sostenere l'Ong Action Contre la Faim, Valérie non è più première dame. Durante la sua visita non prenderà la parola né accetterà domande. Ma le ultime parole le ha pronunciate in serata via Twitter, congendandosi dal palazzo presidenziale: «Tutta la mia gratitudine va allo straordinario personale dell'Eliseo, di cui non dimenticherò mai l'abnegazione e l'emozione al momento della partenza».
La coppia Hollande-Trierweiler non esiste più, cancellata dallo scandalo Gayet. Nonostante il Journal du dimanche avesse scritto che la notizia sarebbe arrivata, l'entourage presidenziale ieri definiva «prive di fondamento» le voci sull'imminente separazione. Anche alla Bbc: «Non ci sarà alcun annuncio, false notizie sono circolate sui giornali francesi». Mentre per l'intera giornata i media spiegavano che «lui l'ha consultata e messa al corrente, lei accetta la situazione, ma lascia a Hollande l'iniziativa del suo gesto».
Due giorni fa Trierweiler aveva pure licenziato il suo avvocato, Frédérique Giffard, perché «senza autorizzazione» aveva rivelato a Le Figaro che la coppia stava cercando un compromesso nella più totale discrezione. A pranzo, vis-à-vis. Sembrava tutto definito giovedì: Valérie che va a vivere nell'appartamento affittato da entrambi, nel 15° arrondissement di Parigi, continuando a lavorare come giornalista per il magazine Paris Match, anche se non più come cronista politica. E Hollande pronto a volare da solo a Washington, per incontrare Obama l'11 febbraio.
Il JDD ieri spiegava le ragioni del rimando: «Valérie cerca un'uscita dignitosa», riferendosi a una specie di Tfr amoroso, un indennizzo economico come risarcimento danni dopo lo scandalo. Nulla di tutto questo sarebbe vero, ha fatto sapere l'Eliseo. Il precedente è quello di Sarkozy e Cécilia, decisamente più sobrio: «Annunciano la loro separazione consensuale. Non faranno nessun commento».
Paradossalmente, però, la questione Valérie è stata una pausa dai problemi della politica, per Hollande. Da oggi si torna a questioni pubbliche. Con i francesi pronti invece a criticare il presidente sull'operato politico. Una cinquantina di organizzazioni eterogenee hanno infatti invitato i cittadini a scendere in piazza già oggi. Un evento per chiedere la fine di «Hollandia», scrive il quotidiano Libération, mosso dalla difesa dei valori tradizionali della famiglia e dalla denuncia di una fiscalizzazione troppo elevata, fino al rifiuto dell'immigrazione e dell'islam. Dietro la manifestazione, nata su Facebook, c'è anche lo zampino del «comico» Dieudonné, oltre agli ultracattolici che hanno già fortemente contestato Hollande sui matrimoni gay.
La manifestazione è stata ribattezzata il «Giorno della rabbia» e potrebbe registrare fino a 25 mila presenze. Centinaia di magliette e cartelli con lo slogan «Hollande, dégage!» sono pronte a sfilare da piazza della Bastiglia all'Opéra. Un collettivo «espressione di una presa di coscienza della società civile di fronte a un'azione governativa deleteria che ci porta dritti verso il baratro», si legge nel comunicato del gruppo che chiede le dimissioni del presidente.

Commenti

buri

Dom, 26/01/2014 - 11:23

ma chi se ne frega delle storie di lenzuola di Monsieur Hollande, saranno fatti suoi o no, capisco che bisogna riempire le pagine dei giornali e raccontare qualcosa in TV, ma gli italiani hanno altri problemi soprattutto quando i miei contatti in Francia mi dicono che alla maggiore parte dei francesi la cosa non interessa, anzi che da fastidio quell'intromissione nella vita privata del presidente della repubblica