I 4 giornalisti italiani in mano ad Al Qaida

Il capo della cellula irachena di Al Qaida annuncia che Al Nusra, la formazione ribelle che detiene da ormai sei giorni il giornalista della Rai Amedeo Ricucci e i tre componenti della sua troupe dopo averli sequestrati in Siria, non è altro se non un'estensione della sua organizzazione.
Con un comunicato audio Al Baghdadi, l'enigmatico e misterioso leader succeduto ad Al Zarqawi, spiega che «è tempo di dire che il Nusra Front non è altro se non un'estensione e una parte dello Stato Islamico dell'Iraq».
Da venerdì scorso non si hanno notizie ufficiali sulla sorte di Ricucci, Elio Colavolpe, Andrea Vignali e Susan Dabbous, se non si considera uno scarno comunicato pubblicato ieri sulla pagina Facebook del sito informativo siriano «Zaman al Wasl», nel quale si preannuncia la liberazione dei quattro giornalisti entro breve tempo, aggiungendo che sono stati fermati nella zona di Darkush, nella provincia di Idlib, perché considerati possibili spie.
Purtroppo, sono trascorse nel frattempo più di ventiquattr'ore dalla diffusione di questa notizia e non si hanno conferme di una loro liberazione, né sono state diffuse sui siti arabi o sui portali jihadisti altre notizie in merito.
Fin dall'inizio della vicenda sia il ministero degli Esteri sia la Rai hanno chiesto che venga mantenuto il silenzio stampa.