DOPO I DUECENTO MORTI A TREMSEHGli Usa: «L'Onu agisca contro le atrocità»

Il solito bagno di sangue e la solita smentita del regime di Damasco turbano l'opinione pubblica internazionale e spingono gli Stati Uniti ad alzare la voce contro le «atrocità» del dittatore Bashar al Assad e a sollecitare un'azione dell'Onu. Gli oltre 200 morti denunciati dall'opposizione nel villaggio di Tremseh sono considerati solo propaganda dalla dittatura siriana che parla di «molti terroristi» uccisi ma nessun civile di fronte all'ennesima strage perpetrata dalle forze governative. Anche la voce dell'Onu si alza, senza alcuna reale conseguenza: l'inviato speciale dell'Onu Kofi Annan ha sottolineato come Damasco abbia violato le risoluzioni delle Nazioni Unite e ogni accordo.