I generali tornano in Somalia ma per investire nei resort

Compagnie di sicurezza private senza fini di lucro, che addestrano i somali, ma guadagnano grazie ad investimenti immobiliari in resort sull'oceano fortificati, dove alloggiano anche i militari italiani della missione europea. La società di un ex generale reso famoso dal film «Black Hawk Down» sulla più dura battaglia degli americani a Mogadiscio vent'anni fa, che vuole costruire alberghi in Somalia. E gli ex militari italiani, riuniti in una organizzazione non governativa, che da settembre cominceranno lo sminamento nei dintorni della capitale.
La Somalia, che vuole uscire dal lungo tunnel di guerra e anarchia, è un laboratorio per tanti ex militari occidentali, spesso veterani dell'Africa. I contractor «onlus», ovvero senza fine di lucro, sono la vera novità. L'idea è venuta all'americano Mike Stock, 36 anni, fondatore di Bancroft, una società americana «specializzata in sicurezza e potenziamento dello sviluppo economico nelle zone di conflitto». In Somalia ha dispiegato 100 contractor con il ruolo di consiglieri delle forze di pace africane e dei soldati governativi. Li comanda Richard Rouget, ex ufficiale francese, che negli anni Ottanta era al fianco di Bob Denard, uno dei mercenari più famosi. La sua nuova sfida è la Somalia, ma in un'ottica completamente diversa rispetto al passato.
La Bancroft è sbarcata a Mogadiscio nel 2007, ma solo ora è in pari nel campo dell'addestramento grazie ai contratti con l'Onu ed il Dipartimento di stato americano per 40 milioni di dollari. La missione dei contractor, però, non serve a guadagnare, ma a favorire la pacificazione per aprire la strada alla costola redditizia della società, la Bancroft Global Investment. Il giovane Stock sta investendo in Somalia 25 milioni di dollari nell'acquisto di terreni, una fabbrica di cemento e il fiore all'occhiello dell'International Campus: un resort fortificato con 212 stanze costruito all'aeroporto di Mogadiscio, di fronte all'oceano, per il personale internazionale. Casette prefabbricate, con un appartamento di lusso che costa 500 dollari a notte. Non mancano i bunker, l'officina per le macchine blindate ed i vetri antiproiettile, oltre ad una piscina per il relax. Nel campus alloggiano in stanze economiche anche una trentina di militari italiani della missione europea di addestramento dei soldati somali.
I piani sono ambiziosi: il resort dovrà diventare un hotel a cinque stelle, come l'Hilton a Fiumicino. Il Wall Street Journal ha rivelato che nei piani di investimenti alberghieri in Somalia è interessata anche la società americana Atlantean. Fra i membri del consiglio d'amministrazione spicca l'ex generale William F. Garrison. Nel 1993 guidò la missione americana a Mogadiscio, che dava la caccia al generale Aidid. La battaglia più feroce con il linciaggio dei piloti di un elicottero abbattuto, che costò la vita a 18 soldati Usa, venne descritta nel famoso film «Black Hawk Down». Il generale Garrison era interpretato dall'attore Sam Shepard.
Anche i nostri ex militari riuniti nel «Gruppo italiano di sminamento umanitario» sbarcheranno in Somalia a settembre. L'obbiettivo è bonificare i lati della strada che collega Mogadiscio ad Afgoye. «Oggi siamo l'unica organizzazione non governativa italiana impegnata in attività di sminamento. Ed il prossimo anno speriamo di operare pure in Libia», spiega l'ex generale Luigi Ramponi che presiede l'Ong. La missione è finanziata da 250mila euro del Ministero degli Esteri. Quattro ex militari esperti di bonifiche e logistica addestreranno le squadre somale di sminatori.
www.faustobiloslavo.eu