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Il sequestro della «Montecristo» riapre la ferita delle altre due navi italiane tuttora nelle mani dei pirati somali. Sono la «Savina Caylin» e la «Rosalia D’Amato». Il caso della prima è particolarmente drammatico. È una petroliera ed è finita preda dei sequestratori lo scorso 8 febbraio, mentre navigava a circa 880 miglia al largo delle coste della Somalia. A bordo c’erano 22 membri dell’equipaggio, cinque dei quali italiani. Il mese scorso i familiari dei rapiti, che sono originari di Trieste e di Procida in provincia di Napoli, avevano rivolto alle massime autorità italiane un appello, raccolto dalle amministrazioni locali. Alcuni giorni dopo si era fatto vivo con una telefonata, dopo settimane di assoluto silenzio che avevano fatto temere il peggio, il comandante della «Savina Caylin», Giuseppe Lubrano Lavadera. Parole agghiaccianti: «Aiutateci a uscire da qui subito, o qualcuno non riuscirà a tornare a casa».