Gli indiani vogliono vedere i marò alla sbarra

Nuova udienza il 30 gennaio. La polizia antiterrorismo indiana vuole che presenzino in aula per "torchiarli"

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Gli indiani vogliono i marò alla sbarra, forse per torchiarli, anche se l'antiterrorismo non ha ancora presentato il voluminoso rapporto d'accusa contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il processo «speciale» ai fucilieri di Marina è partito ieri con un rinvio al 30 gennaio. Il pubblico ministero aggiunto, Siddharth Luthra, a nome della polizia antiterrorismo (Nia), voleva obbligare i marò a presentarsi in aula. Non solo: gli investigatori pretendono che vengano intrapresi «i passi appropriati per garantire la custodia» di Latorre e Girone, secondo il giornale The Hindu.

Il pm ha poi precisato: «Non sto dicendo che devono essere fisicamente presi in custodia», ma passare sotto la completa tutela della corte speciale del giudice Darmesh Sharma e venire alla sbarra. Fonti italiane a Delhi gettano acqua sul fuoco, ma gli indiani fanno sapere al Giornale che la Nia «vuole interrogare ancora i fucilieri di Marina». E non escludono ulteriori sviluppi. I marò non si sono presentati all'udienza di ieri e attraverso i loro legali hanno chiesto di venir esentati anche in futuro.

L'unico dato certo è che l'antiterrorismo non ha ancora consegnato il rapporto d'accusa. Staffan De Mistura, inviato speciale del governo, volato a Delhi, ha precisato che l'ulteriore rinvio «non è stato subito ma voluto dai nostri legali per l'esistenza di troppe zone grigie ed ambiguità da parte indiana». De Mistura ribadisce: «Non possiamo accettare di procedere senza un capo di accusa chiaro e la certezza che non venga evocata la legge sulla repressione della pirateria» che prevede la pena di morte. L'ex ministro degli Esteri Giulio Terzi ribadisce che il processo a Delhi «è illegittimo. Affidare la sorte dei nostri ragazzi all'India è profondamente sbagliato sia giuridicamente che politicamente».

Secondo fonti indiane la Nia presenterà «l'atto d'accusa entro la fine del mese» e sarà pesante. I fucilieri di Marina, in servizio anti pirateria, sono accusati di aver ucciso due pescatori il 15 febbraio del 2012 al di fuori delle acque territoriali indiane.

L'aspetto paradossale è l'esempio che ci sta dando Delhi verso la superpotenza americana «colpevole» dell'arresto per qualche ora della console indiana a New York. Dopo immediate proteste e rappresaglie il governo indiano ha intimato ieri la chiusura di tutti gli esercizi commerciali e la palestra gestita da locali nel compound dell'ambasciata degli Stati Uniti. Non solo: le macchine con targa diplomatica americana potranno venir multate se violano le norme del traffico.

www.gliocchidellaguerra.it

Commenti
Ritratto di cartastraccia

cartastraccia

Gio, 09/01/2014 - 09:12

anche io li voglio vedere alla sbarra, anzi dietro le sbarre sarebbe anche meglio.

Ritratto di rapax

rapax

Gio, 09/01/2014 - 09:23

il bello..anzi il brutto e' che l'occidente(perche' e' solo colpa dell'occidente e dell'ingordigia delle sue corporation, non delle capacia' dell'india) ha permesso ad un paese popoloso si ma fetecchia e con le pezze al culo di diventare un grosso bacino puzzolente ma foriero di domanda per le cui sopra..ergo l'occidente si prostituisce anche al paese delle mosche..l'india se ne frega dei rapporti con gli usa per una sua diplomatica...noi Italia versiamo ancora soldi per i suoi mocciosi e per i suoi straccioni..siamo la terza nazione che da militari per le missioni di pace all'onu..abbiamo potere di veto in ue su certe questioni...abbiamo sicuramente piu' gente loro che noi da loro...e non siamo riusciti a mettere su uno straccio di rappresaglia!!! questo per cosa? per due elicotteri?? per cosa???

Ritratto di Manieri

Manieri

Gio, 09/01/2014 - 09:37

Unica soluzione per un Paese serio: organizzare un blitz, liberare gli ostaggi e rimpatriarli. Ma noi viviamo nella patria del dialogo, non della giustizia.

Ritratto di DR JEKILL

DR JEKILL

Gio, 09/01/2014 - 09:40

Che titolo , tutto un programma ! Certo che sono strani gli indiani vorrebbero alla sbarra due indagati di omicidio .... Incredibile ! Questi due pistoleros incompetenti hanno fatto piu' danni loro di immagine ed economici di un ciclone.

bezzecca

Gio, 09/01/2014 - 10:00

Secondo me appena si presentano in tribunale verranno arrestati .

canaletto

Gio, 09/01/2014 - 10:04

IO SONO IMPOTENTE DI FRONTE A CERTE SITUAZIONI MA IL GOVERNO E IL COLLE SE NE STANNO ALTAMENTE FREGANDO ED E' UNA GROSSISIMA VERGOGNA. ANDATEVENE E LASCIATE IL POSTO A GENTE CHE SI DA DA FARE PER RIPORTARLI IN PATRIA. E QUANTO ALL'INDIA COMINCIAMO A METTERE SANZIONI E MANDARE FUORI/ESPELLERE TUTI GLI INDIANI CHE ABBIAMO QUI.

Ritratto di gianni2

gianni2

Gio, 09/01/2014 - 10:06

e noi vorremmo vedere fuori dalle balle la Bonino e i suoi lacché. Vorremmo anche cacciare tutti gli indiani che abbiamo sulla nostra terra.

buri

Gio, 09/01/2014 - 10:13

abbiamo perso due anni a calare le braghe con l'India, invece dovevamo agire subito battendo il pugno sul tavolo, trascinare l'India fi fronte ad un tribunale internazionale rivendicando la nostra competenza sui fatti contestati ai nostri militari visto che tali fatti erano avvenuti in acque internazionali, contestando a quel paese di aver attirato la nave nelle proprie acque con l'inganno e arrestando i nostri militari in modo ilegitimo, a poi rompere le relazioni diplomatiche- ringraziamo Monti per questa ulteriore disgrazia, fra le tante causate dal suo governo

Aleramo

Gio, 09/01/2014 - 10:14

Purtroppo c'è gente che commenta senza essersi preventivamente informata. E' chiaro come il sole che i due fucilieri non sono responsabili della morte dei pescatori del St. Anthony. Il comandante della petroliera su cui erano imbarcati ha ribadito in due interviste (una a Repubblica) che il peschereccio contro cui i militari avevano sparato non era il St. Anthony, che i colpi erano stati sparati solo in acqua e che quando il peschereccio (non il St. Anthony) si è allontanato l'equipaggio era tutto in piedi sul ponte (quindi in apparenza vivo). Inoltre, un'approfondita analisi dei dati disponibili dimostra che la versione indiana non sta in piedi (v. http://www.seeninside.net/piracy/). Nell'Oceano Indiano i pescatori del Kerala sono assaliti dalle navi di Ceylon per questioni di diritti di pesca, molti pescatori sono stati uccisi in questo modo, non c'è nessun bisogno dei nostri militari del San Marco. L'India ha sempre usato questa videnda per motivi elettorali e di politica interna. Purtroppo certi militanti duri e puri non sono interessati a informarsi...

Ritratto di sitten

sitten

Gio, 09/01/2014 - 10:48

Italia, democratica è antifascista non si farà piegare da nessuno. Annate a cagare, calabraghe quququqraqua.

Rossana Rossi

Gio, 09/01/2014 - 10:49

Questa triste storia è una delle pagine più vergognose della nostra non-politica........

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 11:07

@cartastraccia - Informati prima di sparare sentenze mediatiche. @Aleramo, concordo appieno e aggiungo qualche altro dettaglio. 1. Il calibro era quello del Kalashnikov (AK-47) 7,62mm e non dei Beretta AR70/90 (5,56 mm calibro Nato - introvabile praticamente in quanto in dotazione alle forze Nato). 2. I fori d'entrata/uscita del proietto erano IN PARALLELO e non dall'alto verso il basso (come ci si aspetterebbe da un proiettile sparato da un ponte di una nave) 3. I nostri Maro' erano in acque internazionali (come da tracciato GPS) quindi non l'India non può arrogarsi ALCUN diritto di competenza giuridica 4. I Maro' erano in possesso di passaporto Diplomatico quindi NON-ARRESTABILI. E' ovvio che l'India e' in violazione a 360 gradi di tutte le norme del diritto internazionale e della legge del mare. Ai cialtroni disinformati che infestano questo forum, rammendo che bisogna attivare il cervello prima di muovere il dito e scrivere c*zz*t*!!

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 11:09

PS al mio intervento, aggiungo: e se finissero per uccidere due militari italiani innocenti, per le regole di ingaggio e di reciprocità cosa dovremmo fare noi? Mandare una flotta nelle coste dell'India e attaccarli? Perché in questo caso si tratterebbe di attacco al nostro esercito - che rappresenta l'Italia. Cosa ha intenzione di fare l'Italia per evitare un'escalation di questo tipo??

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 11:20

@ Rossana Rossi - Non potrei essere più che d'accordo con lei!!

Ritratto di perigo

perigo

Gio, 09/01/2014 - 11:25

L'unico modo per risolvere la questione è impuntarsi. L'Italia chieda il rientro in Patria immediato dei due marò o metta in atto delle rappresaglie diplomatiche, industriali, economiche. Siamo stati troppo deboli, e qualcuno ne ha approfittato in mala maniera.

ClaudioB

Gio, 09/01/2014 - 11:28

Naturalmente @cartastraccia e @Dr Jekill, i veri depositari della verità, sanno esattamente come dono andate le cose su questa faccenda. Che pena .....

BlackMen

Gio, 09/01/2014 - 11:38

Aleramo: presto allora ma che fa ancora qui in italia??? Quelli è un anno che si barcamenano tra perizie balistiche discordanti e tracciati radar fantasma. Corra in India e vada a sbrogliare la matassa dall'alto della sua incontrovertibile verità! :-)

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 09/01/2014 - 11:40

Gli indiani hanno ragione. Cosa faremmo noi se fossero stati loro ad uccidere due nostri pescatori?

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 13:07

@tempus_fugit_888 Ma quale ragione?? Per cortesia si informi!! Legga il mio intervento le notizie che scrivo sono 100% attendibili - non posso rivelare le fonti - ma le assicuro che sono 100% attendibili. I nostri Maro' non hanno ucciso proprio nessuno e, anche lo avessero fatto (cosa che non e') l'India deve sottostare ai trattati internazionali ed al diritto internazionale. Cosa che non ha fatto. SI INFORMI prima di dire cretinate. Grazie

Raoul Pontalti

Gio, 09/01/2014 - 14:49

per Italia Nostra: forse non puoi rivelare le Tue fonti perché sono ridicole (Casapound e dintorni...). Sulle argomentazioni che esponi avevo già posto osservazioni in altri commenti, qui mi soffermo sugli (inesistenti) passaporti diplomatici e sulle "acque internazionali". Innanzitutto va detto che un passaporto diplomatico non conferisce immunità personale (solo ai capi di Stato e ai capi missione diplomaticae in pochissimi altri casi) e in secondo luogo i marò eventualmente disponevano di passaporto di servizio che è cosa diversa. L'Italia ha sempre rivendicato immunità funzionale per i due militari e questa sussiste (quando sussiste...) indipendentemente dal tipo di passaporto. Infine non va dimenticato che competente a stabilire la sussistenza o meno dell'immunità funzionale sia essa di natura diplomatica o di servizio governativo è la magistratura secondo i propri riti. Sulle acque internazionali: inizialmente avevo sostenuto anch'io l'applicabilità dell'art. 97 dell'UNCLOS che darebbe la competenza giurisdizionale all'Italia e di cui qui Ti riproduco il comma 1 nel testo italiano "In caso di abbordo o di qualunque altro incidente di navigazione nell'alto mare, che implichi la responsabilità penale o disciplinare del comandante della nave o di qualunque altro membro dell'equipaggio, non possono essere intraprese azioni penali o disciplinari contro tali persone, se non da parte delle autorità giurisdizionali o amministrative dello Stato di bandiera o dello Stato di cui tali persone hanno la cittadinanza", pur con qualche dubbio e sulla concorrenza con il SUA e su cosa si intenda per incidente di navigazione. La Corte suprema indiana con sentenza del gennaio scorso ha però fugato ogni dubbio: l'art. 97 citato è inapplicabile anche per altra buona ragione. L'art. 97 è contenuto nella parte VII dell'UNCLOS che tratta dell'alto mare ed esclude (art. 86) l'applicabilità delle norme ivi contenute anche alle ZEE (zone economiche esclusive) e l'at 97 stesso precisa che l'ambito d applicazione delle norme in esso contenute è esclusivamente l'alto mare. La Enrica Lexie al momento del fattaccio si trovava nella famigerata zona contigua compresa nella ZEE indiana e quindi non può applicarsi l'art.97, senza contare che qualificare incidente di navigazione una sparatoria suscita quantomeno delle perplessità. La giurisdizione quindi, sia per la stessa UNCLOS che per la SUA, è concorrente e avendo gli Indiani messo le mani sui rei possono tranquillamente processarli secondo le norme del loro diritto penale interno.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 15:56

@ Pontalti (Mi pare di averti visto in quel di Trento qualche volta). Le fonti non sono affatto ridicole e se le continui a chiamare così commetteresti vilipendio allo Stato (ergo occhio a come ti esprimi). Dalle info che ho io e dai tracciati GPS e' evidente che l'Enrica Lexie fosse FUORI dalle acque territoriali indiane pertanto di competenza secondo l'UNCLOS della bandiera della quale la nave batteva: l'Italia appunto. Quanto ai fori di entrata e uscita e al calibro non collima con la storia degli indiani. Abbiamo visto tempo fa come si sono mossi loro, sequestrando il passaporto al nostro ambasciatore (altra irregolarità). Quanto alla corte suprema indiana sinceramente me ne frego visto che esistono regole di diritto internazionale e l'UNCLOS che si esprime in materia. Spesso ti do Ragione Pontalti, sta volta no vecio... L'hai sparata.

Ritratto di serjoe

serjoe

Gio, 09/01/2014 - 15:59

"La pena di morte..e' esclusa"....recita il "bravo" De Mistura."Son due anni che viaggio su e giu'..e non mi arrendo perdipiu'....dei Maro' mi occupo io...e gli porto i doni ed ogni ben di dio.Sono li' ben tutelati...mentre io ho da far con dei matti.Se un giorno ritorneranno..dovremo star ben attenti..a non far un altro simil danno."

Ritratto di DR JEKILL

DR JEKILL

Gio, 09/01/2014 - 16:36

@Pontalti ma cosa perdi tempo a rispondere a gente per i quali il patriottismo è come il tifo da stadio. Questi si ritengono offesi nell'onore ??!! non si rendono neanche conto di che importanza come paese è l'India, probabilmente il posto piu' lontano che hanno visto è la piazza del loro paesello.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 18:18

@Dr Jakill Visto che Pontalti aveva risposto a me, ne deduco che la sua mail e' pure indirizzata a me. Mi spiace informala che sono 20 anni che giro il mondo e parlo 6 lingue fluentemente. Non e' una questione di onore come la mette lei ma di legalità. Quanto all'india ho amici indiani con i quali mi frequento da anni e non in un paesello ma in una città di dieci milione di persone dalla quale scrivo.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 19:33

Posizione della Enrica Lexie - Documento depositato presso la Procura di Roma. Leggetevelo signori http://www.seeninside.net/piracy/pdf/esposto_enricalexie_all_C_analisi_posizioni.pdf Conclusione: Con questa nuova posizione Mr. Freddy si mette correttamente a 20,5 miglia dalla costa e sulla rotta della Enrica Lexie, ma molto più a sud, circa 28 miglia (52km). E stavolta avrebbe atteso invano, perchè la Lexie era passata in quel punto circa due ore prima, alle 14:00, non alle 16:00. La presenza di altri cinque componenti l'equipaggio che smentiscono quanto hanno dichiarato il 17 febbraio a The Hindu indica tutti i componenti l'equipaggio del St. Antony sono da considerarsi inattendibili ai fini processuali.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 09/01/2014 - 19:50

Pontalti and DR Jekill (Mr Hyde no?) Termino con la seguente analisi del Prof. Sasikala sul proiettile rinvenuto sul cranio di uno dei due pescatori. In sostanza il Prof. Sasikala ci sta descrivendo una classica pallottola di fucile. Partendo dalla circonferenza (24mm) C è facile calcolare il raggio R, con la formula R=C/2π , e quindi il diametro del nostro proiettile sarà: 7,64mm Che può identificarsi facilmente con un calibro nominale(+) di 7,62mm, un classico calibro che esiste sia in versione occidentale (NATO) che orientale (ex URSS, tipico lo AK47) Quindi il calibro del proiettile esce dall'autopsia fatta dall'anatomopatologo Prof. Sasikala incaricato dalla magistratura indiana. E questo scagiona completamente i nostri militari.

Ritratto di Soldato di Lucera

Soldato di Lucera

Gio, 09/01/2014 - 20:30

Pontasino e dr. House, antimilitaristi perché comunisti, se i marò avessero salvato una bambina in mare, per loro, sarebbero stupratori pedofili. Sono passati vicino alla puzzolente india, mentre qualche marittimo ellenico ha fatto tiro a segno con i pescatori... E quindi vai con le lezioni di diritto, internazionale dall'accademia navale di paperopoli . Pontalti...sei un fantone di montagna, mica perché ti hanno infilato il manico del piccone nel sedere, che c'entrano qualcosa i marinai di oggi....supera i tuoi traumi, oppure rivivi le tue esperienze, per esorcizzarle! Comprati un mulo e mettilo sul balcone e poi vai coi segoni equini come ai bei tempi! Ha ha haaa! Cazzone fantone di montagna!

Frank38

Ven, 10/01/2014 - 00:22

Ricordo a tutti il tema delle regole di ingaggio che mi sembra sia molto trascurato, se i militari italiani hanno pienamente rispettato le suddette regole non possono essere imputati (per la legge italiana) dei reati a loro imputati (anche se effettivamente commessi). In quel caso la responsabilità degli omicidi sarebbe di chi ha ordinato loro di fare quell'azione di forza che loro hanno eseguito in quanto è in dovere di ogni militare di qualsiasi nazione rispettare gli ordini ricevuti. La responsabilità sarebbe di chi ha definito le regole di ingaggio quindi in ultima istanza del governo italiano (che ovviamente non può essere processato da un giudice indiano). Tra due nazioni nemiche questo sarebbe effettivamente un bel problema da gestire con rischio di ritorsioni e altri problemi, ma tra due nazioni amiche (come dovrebbero essere in teoria italia e india) dovrebbe alla fine prevalere il buon senso e il tutto essere gestito diplomaticamente con un accordo tra le parti in modo da non scontentare nessuno (risarcimenti ecc.) senza la necessità di accanirsi in maniera assurda su militari che hanno fatto il loro dovere (un incidente del genere, sempre se le regole di ingaggio sono state rispettate, può succedere a chiunque)

Raoul Pontalti

Ven, 10/01/2014 - 01:41

ancora per Italia Nostra: come sarebbe a dire che Ti pare di avermi visto? Io sono inconfondibile e per il mio incedere da caprone (per giunta in preda all'orchite) e per il mio aspetto intermedio tra quello di un orso e di un cinghiale e per il mio vociare caratterizzato da un'alternanza di ringhi e grugniti (con qualche barrito intercalare). Non mi hai mai visto e Ti sei fatto raccontare di me da qualche bocia di Casapound o dei Fratelli (bastardi) d'Italia et similia. Sulle Tue "nobili" fonti la cui irrisione mi comporterebbe una denuncia per vilipendio (degli eredi dell'8 settembre, del tradimento e della vergogna): trattasi evidentemente di furieri della Marina e di marescialli delle altre Armi dediti alla cresta sulle forniture... Sul sequestro del passaporto dell'ambasciatore Daniele Mancini: giammai avvenuto, come si è letto anche sulle colonne di questo Giornale (ma sei capace di leggere e di intendere ciò che leggi?) all'ambasciatore fu applicato un provvedimento di divieto di uscita dall'India accompagnato dall'ingiunzione di fornire spiegazione, entro il 18 marzo 2013, del mancato rientro dei marò per i quali egli stesso si era prestato quale garante sottoscrivendo specifico affidavit (cfr ad es. articolo di Binelli del 15 marzo scorso su questo Giornale). Il provvedimento de quo, che non ebbe mai effetti giacché l'ambasciatore non ebbe mai necessità di abbandonare l'India e per contro non fu mai ostacolato nei suoi movimenti all'interno dell'India, decadde automaticamente con il rientro dei marò sul suolo indiano. Sulla questione dei "fori di entrata e uscita" e del calibro che non collima (con che?): donde trai le Tue disinformazioni? dalle cazzate dei parenti di dirigenti di Casapound? Sei Tu forse esperto di medicina legale e di tecnica necroscopica? nonché di balistica comparata? Hai potuto compulsare la perizia medico- legale relativa all'autopsia effettuata sui cadaveri dei due pescatori? Il parente del dirigente (di Casapound) che non sa una fava di tecnica necroscopica e di relativi referti sostiene che il perito necroscopo non avrebbe indicato il calibro dei proietti rinvenuti, bensì solo le loro dimensioni lineari, dalle quali il parente del dirigente desume fantastici calibri sovietici. Da un qualsiasi manuale di tecnica necroscopica si riscontra che dei corpi estranei si descrivono dimensioni, peso, forma, se immediatamente riconoscibile anche natura chimico-fisica (altrimenti occorrono indagini laboratoristiche), ma giammai il "calibro" (che in caso di proietti pertiene propriamente all'arma che gli ha sparati), il quale peraltro è desumibile dalle dimensioni lineari riscontrate. Sui fori di entrata e uscita: quelli di uscita non vi furono posto che i proietti furono rinvenuti in quanto trattenuti e quindi non usciti (se fossero usciti il perito necroscopo non li avrebbe potuti descrivere nel modo che fece incazzare il parente del dirigente). Un foro di uscita che non esiste non può ovviamente collimare con le Tue elucubrazioni, ne convengo... Sui fori di entrata: ma hai presente la distanza tra gli sparacchiatori e i bersagli? Hai qualche reminiscenza di trigonometria piana? Non Ti sarà allora difficile rilevare che gli angoli in questione sono inferiori ai 7° simulanti quindi tiri "paralleli" (al pelo dell'acqua) ancorché effettuati a ca 23 metri di elevazione sull'acqua e se poi tieni conto delle posizioni assumibili dai corpi oggetti di tiro al bersaglio (in particolare tronco e testa) rispetto al piano rappresentato dal ponte dell'imbarcazione potrai anche sussumere come possibili anche angoli negativi simulanti tiri da sotto il pelo del'acqua. Di più: proprio la controperizia eseguita sotto la responsabilità dell'ammiraglio Alessandro Piroli avrebbe riscontrato sulla scafo del St. Antony colpi provenienti ...dal basso! Si dovrebbe con ciò ipotizzare un attacco proveniente da...un sottomarino? No ovviamente e l'ammiraglio Piroli fornisce la spiegazione: tratterebbesi di rimbalzo dei proietti sull'acqua. Vedi dunque che in questi casi tutto è possibile e negare certe ipotesi potrebbe inguaiare i marò: con gli angoli "paralleli" come dici Tu e negativi come riscontrati da Piroli si puàò sostenere la tesi del rimbalzo accidentale e scagionare i marò dall'accusa di omicidio volontario.

Ritratto di filatelico

filatelico

Ven, 10/01/2014 - 06:42

IMMEDIATO RIMPATRIO DEI MARO' Bonino, de Mistura, Terzi, Napolitano, Letta VERGOGNATEVI SANZIONI ECONOMICHE IMMEDIATE E SE NON BASTASSE BLITZ E LIBERAZIONE DEI VALOROSI SOLDATI ITALIANI

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 10/01/2014 - 06:59

X Italia Nostra (Gio, 09/01/2014 - 13:07). Come da tuo suggerimento mi sono informato: i morti esistono, sei tu che non esisti.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Ven, 10/01/2014 - 11:03

Raul Pontalti, allora la cosa da spiegare e' troppo lunga. Nella storia dei pescatori non collima nulla. Le fonti che ho sono Nato (ad alti livelli) e per aggiunta ti faccio vedere quello che posso farti vedere. dai un'occhiata a questo e ti renderai conto che in dono dell'ubiquità non appartiene alla Enrica Lexie. http://www.seeninside.net/piracy/pdf/esposto_enricalexie_all_C_analisi_posizioni.pdf Queste sono prove matematiche dell'estraneità dei nostri militari. Quando sono a Trento ci si vede per un caffe. Quanto a tempus_fugit_888 quando ti svegli e inizia ad usare il cervello batti un colpo. Non perdo tempo con gente come te.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Ven, 10/01/2014 - 11:04

Raul, continui a chiamare in causa Casapound. Non sapevo neppure esistessero. Per tua informazione di loro non me ne può fregare di meno - così come del resto dei pagliacci che affollano la scena politica italiana.

Ritratto di Soldato di Lucera

Soldato di Lucera

Ven, 10/01/2014 - 12:39

Rauolle sei tutto chiacchiere e muli

Raoul Pontalti

Ven, 10/01/2014 - 13:21

infine per Italia Nostra: lo berrò volentieri il caffé (e anche una birra), avvertimi quando passi in città: raoul.pontalti@brennercom.net Su Casapound: per la questione della Enrica Lexie Tu saccheggi il sito dell'ing. Di Stefano che è parente (propriamente il padre) di un dirigente di Casapound.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Ven, 10/01/2014 - 13:53

Si, ma non e' solo quella la fonte alla quale mi riferisco. Per quanto riguarda l'autopsia è avvenuta eccome, infatti anche il nostre Forze Armate hanno messo le mani sulle informazioni in merito al calibro del proiettile. Il calibro Nato è inferiore a quello rinvenuto nel cranio di uno dei due pescatori. Inoltre ci sono gli orari, posizioni (come da tracciati) e distanze percorse che non coincidono con le dichiarazioni dei pescatori e sono alquanto dubbie. Come sai anche tu, c'èuna guerra del pesce in atto con lo Sri Lanka e le probabilità che la guardia costiera sia coinvolta nella sparatoria è reale. (Loro montano mitragliatrici che sparano quel tipo di calibro). Io guardo un po' oltre le appartenenze politiche. Se un padre di un dirigente di Casapound dice che 2+2 fa 4, non è che non faccia più quattro solo perché lo afferma uno di Casapound. Mi spiego? Lo avesse detto uno del PD, la cosa stava in piedi comunque (sempre vi siano le prove materiali ovvio). A me interessano i fatti ed in aggiunta ad altre informazioni in mio possesso molto affidabili, a me sembra che l'argomentazione dell'Ing. Di Stefano sia argomentata da tracciati e numeri sui quali si può anche discutere, ma in possesso di prove schiaccianti. Io l'inglese poi lo parlo come l'italiano ed ho capito assolutamente tutte le parti di quel documento dell’Ing. Di Stefano. Per la birra come no? A proposito di birre e pizze (da urlo) prova Alle Palme (Volano) se ti capita di passare da quelle parti.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Ven, 10/01/2014 - 13:53

Si, ma non è solo quella la fonte alla quale mi riferisco. Per quanto riguarda l'autopsia è avvenuta eccome, infatti anche le nostre Forze Armate hanno messo le mani sulle informazioni in merito al calibro del proiettile. Il calibro Nato è inferiore a quello rinvenuto nel cranio di uno dei due pescatori. Inoltre ci sono gli orari, posizioni (come da tracciati) e distanze percorse che non coincidono con le dichiarazioni dei pescatori e sono alquanto dubbie. Come sai anche tu, c'èuna guerra del pesce in atto con lo Sri Lanka e le probabilità che la guardia costiera sia coinvolta nella sparatoria è reale. (Loro montano mitragliatrici che sparano quel tipo di calibro). Io guardo un po' oltre le appartenenze politiche. Se un padre di un dirigente di Casapound dice che 2+2 fa 4, non è che non faccia più quattro solo perché lo afferma uno di Casapound. Mi spiego? Lo avesse detto uno del PD, la cosa stava in piedi comunque (sempre vi siano le prove materiali ovvio). A me interessano i fatti ed in aggiunta ad altre informazioni in mio possesso molto affidabili, a me sembra che l'argomentazione dell'Ing. Di Stefano sia argomentata da tracciati e numeri sui quali si può anche discutere, ma in possesso di prove schiaccianti. Io l'inglese poi lo parlo come l'italiano ed ho capito assolutamente tutte le parti di quel documento dell’Ing. Di Stefano. Per la birra come no? A proposito di birre e pizze (da urlo) prova Alle Palme (Volano) se ti capita di passare da quelle parti.