Infanta di Spagna sotto accusa E ora il re pensa di abdicare

Tutta colpa del caso Noos, di quel maledetto affare che oggi rischia di far affondare la Corona di Spagna. A finire nel vortice delle indagini per corruzione c'è anche l'Infanta Cristina, che il 27 aprile prossimo dovrà comparire davanti al giudice. Brutta storia questa dell'Istituto Noos, che infanga la famiglia reale, che farebbe addirittura pensare al re di abdicare, di lasciare il posto al figlio Felipe.
L'infanta, 47 anni, che fino ad ora non era stata coinvolta nell'inchiesta per corruzione aperta alla fine del 2011 del tribunale di Palma di Maiorca, nelle Baleari, dovrà testimoniare come «persona sospetta» nel caso di corruzione che coinvolge il marito Inaki Urdangarin. Secondo la magistratura, la Fondazione avrebbe organizzato diversi eventi legati al mondo dello sport per il governo della Comunità Autonoma delle isole Baleari, giustificando con fatture false o gonfiate i soldi pubblici ricevuti dal governo regionale, nel periodo in esame (2003-2007) per un totale di sei milioni di fondi pubblici. Tutto, all'inizio, sembrava dovesse risolversi con l'indagine sul marito ex campione di pallamano che si è dato agli affari.
A Corte avevano preso tutti le distanze. In un clima da “si salvi chi può“, il re aveva subito fatto sapere di volerlo fuori dalle cerimonie ufficiali, per lui niente fotografia tradizionale di Natale, niente feste. Bandito a Corte per salvare la faccia degli altri. Tutti, a partire dal re, sembravano disgustati da quel genero un po' avventato e disonesto tanto che il sovrano aveva anche suggerito alla figlia la soluzione del divorzio. Poi però, l'inchiesta, come un fiume in piena, esonda, fino ad allargarsi rovinosamente a un Juan Carlos già in grave difficoltà, alla sua amante austriaca con cui era andato a fare il safari in Africa, all'Infanta.
Tutta colpa delle dichiarazioni del socio di Urdangarin, Diego Torres. Alcune e-mail, che ha consegnato ai magistrati, proverebbero che Urdangarin avrebbe spiegato alla moglie i dettagli del funzionamento dell'Istituto Noos, della cui direzione Cristina faceva parte e che sarebbe stato lo strumento con il quale i due soci avrebbero intascato contributi pubblici non dovuti. In una comunicazione Urdangarin poi si rivolge a una lunga lista di persone, tra le quali Juan Carlos, la regina Sofia, e il segretario dell'Infanta Cristina, Carlos Garcia Revenga. Ecco perché la famiglia ora trema. La Casa Reale si è rifiutata di commentare, facendo sapere di non volersi esprimere sulle «decisioni giudiziarie». La strategia difensiva, fin dall'inizio, è stata quella di marcare la distanza tra l'Infanta e il marito, arrivando addirittura a fare pressioni per il divorzio. Voci sostengono che per salvare la situazione, Juan Carlos potrebbe decidere di abdicare in favore del figlio Felipe, ma finora nessuna indicazione è stata data.