Israele e Palestina uniti dal business: sfruttare il gas

Gerusalemme Con la mediazione di Tony Blair, nella sua veste di inviato del Quartetto (Onu, Ue, Usa e Russia) per il Medio Oriente, Israele e l'Autorità nazionale palestinese (Anp) stanno negoziando un rarissimo accordo per lo sfruttamento di un giacimento di gas scoperto al largo della Striscia di Gaza: si stima che abbia una capacità di 28 milioni di metri cubi. Il tutto senza coinvolgere Hamas, che controlla l'enclave costiera dal giugno del 2007, e che ha già fatto sapere che non riconoscerà alcuna intesa che non la veda coinvolta. Le royalties che l'Anp potrebbe ottenere dall'operazione sarebbero un toccasana per le disastrate finanze palestinesi.

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Lun, 24/09/2012 - 13:50

Un'altra assurda concessione d'Israele ai loro nemici dichiarati. Non gli riesce di capire che costoro useranno la cosa solo per aggredire meglio Israele? L'hanno già fatto con la concessione di Gaza a cui non avevano alcun diritto, con i risultati che tutti possono vedere, vogliono continuare su questa assurda linea politica improduttiva e distruttiva? Sono troppo buoni e incoscienti! Altro che Gas da sfruttare gli darei a quei folli!

Raoul Pontalti

Lun, 24/09/2012 - 14:52

bastone del morto che parla (stock47) ma Tu sei stato alla scuola di Attila, Jack lo Squartatore, Al Capone e Pol Pot? Le acque prospicienti Gaza NON APPARTENGONO a Israele ma ai Palestinesi secondo le norme del diritto internazionale riconosciuto. C'è già in ingerenza di Israele nella faccenda, perché i Palestinesi potrebbero sfruttare quel giacimento in proprio avvalendosi di tecnici stranieri di propria scelta (salvo che il giacimento non si estenda entro le acque di pertinenza israeliana, in questo caso l'accordo è sicuramente utile a entrambi). Una considerazione: ma dove l'hai letto che la "concessione" di Gaza ai palestinesi sarebbe stata indebita? Ma dove hai studiato la storia e il diritto? Probabilmente queste discipline Ti sono completamente sconosciute, ma allora perché parli di cose che ne implicano la conoscenza ancorché elementare?

alberto_his

Lun, 24/09/2012 - 16:42

E' già da un pezzo che l'Autorità Palestinese ha destinato a BP (da qui la presenza del massone Tony) e CCC l'incarico per sfruttare il giacimento (tutt'altro che piccolo) che le spetta di diritto. La questione dibattuta riguarda invece i destinatari del gas e dei proventi. Israele ha fame di fonti energetiche a basso costo per sostenere la propria economia, mentre la Palestina necessita gas per smarcarsi dalla dipendeza energetica dai loro occupanti e tentare un rilancio industriale accettabile. AP vorrebbe avere i proventi senza passare dal rubinetto di Tel Aviv come avviene con le imposte. In ambo i casi abbiamo interessi contrastanti: Tel Aviv vuole evitare concorrenti sul mercato che ne attenuino la dipendenza economica e impedire che parte dei soldi possano alimentare un'opposizione più efficace all'occupazione. Hamas, uscito democraticamente vincitore dalle ultime elezioni, viene assai poco democraticamente escluso dalle discussioni, con buona pace dei sostenitori della democrazia vista da occidente.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 24/09/2012 - 16:54

"Gaza è stata territorio sotto amministrazione militare egiziana dal 1948 al 1967 ; con il trattato di pace tra Israele ed Egitto è stata fissata la frontiera internazionale dell’Egitto con Israele e con il territori da essa amministrati. Vale la pena di notare che le amministrazioni giordana ed egiziana furono il risultato dell’aggressione militare del 1948 al neonato stato di Israele. Pertanto tali territori, che NON APPARTENGONO GIURIDICAMENTE A NESSUN STATO SOVRANO, sono territori contesi SOTTO AMMINISTRAZIONE ISRAELIANA E IN ATTESA DI DESTINAZIONE, da definire con un trattato internazionale; quindi non ricadono nella definizione di territori occupati. Nell’ambito dell’amministrazione sono state definite delle zone di autonomia, riconosciute internazionalmente, dai trattati firmati da Israele e l’Autorità Palestinese. L’articolo 6 della Quarta Convenzione di Ginevra statuisce che la Potenza Occupante è vincolata ai termini di tale Convenzione solo se esercita le funzioni di governo in tali territori. Inoltre i precedenti regolamenti dell’Aia del 1907 stabiliscono che un territorio si considera occupato se rimane sotto l’effettivo controllo dell’occupante. Pertanto il trasferimento di poteri all’ Autorità Palestinese rende difficile caratterizzare la Cisgiordania e Gaza come territori occupati, anche in considerazione del fatto che il 98% della popolazione palestinese ricade sotto la giurisdizione dell’Autorità Palestinese. La linea di demarcazione tra Cisgiordania, Gaza e Israele corrisponde alla cosiddetta Green Line, la linea di demarcazione dal 1948 al 1967; tuttavia essa non è un confine di Stato ma una linea di cessate il fuoco sancita dall’armistizio di Rodi firmato nel 1949 con la Giordania e l’Egitto." Capito Pontalti? Gaza non ha alcuna SOVRANITÀ', NON E' UNA NAZIONE, non è niente, è solo un territorio concesso, per la troppa bontà d'animo degli israeliani, alle pretese illegittime dei cosiddetti palestinesi, perciò pretese su acque internazionali prospicienti sono solo che ridicole. Inoltre i giacimenti di gas sono in acque internazionali tra le 10 e 15 miglia nautiche, cioè ben oltre le prescritte 12 miglia nautiche, anche volendo ammettere che Gaza sia territorio sovrano, cosa che NON E'. In quanto la tuo stile offensivo nei miei riguardi non rendono le tue opinioni vere, semmai false.

alberto_his

Lun, 24/09/2012 - 17:32

@stock87: secondo le leggi internazionali i giacimenti in oggetto appartengono a Gaza sotto il controllo dell'Autorità Palestinese. La questione non è nemmeno dibattuta da Israele. Dibattuti sono invece i due temi dell'utilizzo del gas e, soprattuto, della destinazione dei proventi. Non esiste magnanimità nell'ambito degli affari internazionali, specie quando parliamo di fonti energetiche.

Raoul Pontalti

Lun, 24/09/2012 - 17:33

bastone del morto che parla: non sei nemmeno capace di intendere ciò che leggi su Wikipedia...E dimostri di confondere orrendamente il concetto di nazione con quello di Stato per tacere della sovranità. Ignori anche che oltre le acque territoriali vi sono lo acque della zona contigua e quelle della zona di sfruttamento economico di pertinenza dello Stato rivierasco corrispondente. Ripeti acriticamente quanto trovi sui siti anti islamici da un lato e in alcun alcuni siti estremisti nazistoidi dall'altro. Mangia polenta e cresci!

Raoul Pontalti

Lun, 24/09/2012 - 17:57

per alberto-his. Utilizziamo la stessa fonte (ignota ovviamente al bastone del morto che parla) e riconosco come Tu l'abbia trattata meglio. Osservo solo che Israele, che ha uno dei due giacimenti di Gaza confinante con le acque di propria pertinenza, contesta di fatto anche le ditte a cui l'ANP vorrebbero affidare l'intero processo di estrazione, trasporto, stoccaggio e lavorazione del gas poiché tra l'altro non vuole (non voleva salvo il vero) che il trasporto sia (fosse) effettuato verso l'Egitto. Le riserve di Hamas peraltro non sono peregrine perché un accordo che "saltasse" proprio la striscia di Gaza (via Egitto o via Israele) non sarebbe ovviamente gradito. Bisognerebbe conoscere i termini dell'accordo di cui all'articolo...

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 25/09/2012 - 15:35

Ho già commentato, la realtà di diritto internazionale è quella descritta se poi Israele vuole fare la buonista, come fece regalando Gaza, faccia pure, ma come con Gaza avrà gli stessi identici e forse maggiori problemi di prima. Capisco che cerchino di dimostrare buona volontà per cercare di vivere in pace con i propri vicini e mostrare alla comunità internazionale la loro buona fede ma gli islamici, gli israeliani lo dovrebbero sapere meglio di chiunque altro, non sono persone ragionevoli, seguono una fede che gli comanda di distruggerli. Non cambierà niente da come è adesso, partecipazione o non partecipazione.