Israele rassegnato a un conflitto che non vuole

GerusalemmeC'è un Paese che non c'entra niente, non fa parte della coalizione che Obama sta cercando di mettere insieme per attaccare la Siria, ha ripetuto in tutte le lingue che non intende occuparsi dei complessi affari, le rivoluzioni, gli scontri interni, le stragi, le persecuzioni da cui sono funestati i suoi vicini. Non parteggia per nessuno. Nel corso di questi due anni di incredibili violenze ai suoi confini, si è limitata a mordersi la lingua e a raccogliere i feriti che tracimano dalla lotta fra Assad e i ribelli oltre il Golan, e curarli nei suoi ospedali. Questo Paese si chiama Israele, ed è l'unico contro cui i siriani e i loro alleati iraniani minacciano vendetta per ciò che si prepara. Nelle ultime ore la radio siriana trasmette musiche marziali, le milizie alawite si preparano e gli ufficiali intervistati affermano che ogni arma sarà usata in caso di attacco, ovvero allude all'uso delle armi chimiche che Assad ha accumulato in grandi quantità. Lunedì Khalaf Muftah, presidente del Baath, il partito di Assad, ha detto alla radio che «Israele cadrà sotto il fuoco se gli USA e i loro alleati lanceranno un attacco contro la Siria» e ha aggiunto: «Abbiamo armi strategiche (cioè armi chimiche), sappiamo usarle, ed esse sono normalmente puntate contro Israele». Hossein Sheikholeslam, il direttore generale degli affari esteri del Parlamento iraniano, ha detto che se un attacco ci sarà il regime sionista ne sarà la prima vittima. Afif Nablusi, un clerico legato a Hezbollah ha dichiarato che il Libano risponderebbe a un attacco contro la Siria, e che Israele sarebbe colpito.
La risposta di Israele è un cauto procedere verso l'azione eventuale, il sistema antimissile è schierato al confine, la radio spiega di continuo che il rischio è il minimo, che Assad non sarà così pazzo da esporsi a meno di un attacco molto aggressivo, che nel 2007 non ha risposto quando Israele gli ha distrutto gli impianti nucleari. La folla in coda litiga davanti ai centri di distribuzione delle maschere antigas (con le file gli israeliani sono peggio degli italiani), la tv spiega di nuovo che non è sulla maschera che si punta ma sull'abilità dell'esercito. Infatti, di maschere ne mancano ben il 40 per cento. Netanyahu ripete un messaggio uguale: «Noi non ne vogliamo sapere niente, ma ho un consiglio da amico: non ci provate». Il miluim, ovvero le riserve, sono state mobilitate, ma solo mille uomini, quasi tutti dei servizi d'informazione perché se mai qualche missile partisse verso Israele, la sirena che chiede di correre ai rifugi (anche quelli in disordine, la gente li apre e li spazza, ci mette qualche bottiglia d'acqua e la radiolina) è la cosa più importante. Tutti fanno, tutti preparano, ma l'uso consolidato in 60 anni è calmarsi a vicenda, ridere del pericolo incombente, fare i buffoni con le maschere per i bambini.
Assad sa che se attacca Israele, è la sua fine. Ma ciò che non è ragionevole, lo è tuttavia in Medio Oriente, e qui è d'uso dire «muoia Sansone con tutti i Filistei». Assad ha usato, dopo aver fatto centomila morti, l'arma che in fondo era l'unica proibita da un consesso internazionale inetto, perchè provocarne la reazione? Forse semplicemente uno dei suoi ha spinto il bottone, la quantità non era giusta, la valutazione sulla diffusione delle notizie errata, la valutazione politica sbagliata (mi hanno lasciato far tutto, sarà così anche adesso…), o la sua nevrotica perfidia fuor di controllo… Non si sa: gli idioti possono ancora agire e costringere gli israeliani a correre nei rifugi e a usare le maschere.

Commenti

franco@Trier -DE

Dom, 01/09/2013 - 10:07

Israele incomincia ad avere paura o ha capito come è la storiella USA?

andrea24

Dom, 01/09/2013 - 10:56

Dire che Israele non c'entra niente solo perché non fa parte della coalizioncina di attacco iniziale è come arrampicarsi sugli specchi.

Ritratto di marforio

marforio

Dom, 01/09/2013 - 11:13

Certamente agli Israeliani fa piu piacere un Assad che essere circondato da fedayn, ajatollah e fratelli mussulmani.Anche Netanyahu ha capito che il colorato e un venduto ai sauditi, che furono coloro che misero vagoni di soldi per la sua riconferma a presidente.

Ritratto di marforio

marforio

Dom, 01/09/2013 - 11:13

Certamente agli Israeliani fa piu piacere un Assad che essere circondato da fedayn, ajatollah e fratelli mussulmani.Anche Netanyahu ha capito che il colorato e un venduto ai sauditi, che furono coloro che misero vagoni di soldi per la sua riconferma a presidente.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 01/09/2013 - 11:24

ridicolo....... negli USA non si muove foglia che Sion non voglia

alberto_his

Dom, 01/09/2013 - 11:47

Fiamma continua ad avallare l'inconsistente tesi stragista a carico di Assad, giustificando l'ennesimo criminoso atto di aggressione in preparazione al di fuori di ogni regola, logica e dignità. Israele è già parte del conflitto, essendo intervenuto per prestare soccorso ai "ribelli" feriti (quelli citati nell'articolo), supportarli con informazioni di intelligence e, soprattutto, bombardando siti siriani. Proprio quest'ultimo atto, vero atto di guerra, renderebbe legittima la rappresaglia proporzionata siriana indipendentemente dall'attacco USA. Troppo ghiotta l'opportunità di far fuori l'asse sciita e suggellare definitivamente la supremazia nella regione, contando che i tagliagole qaedisti rappresentano un pericolo solo teorico non avendone mai e da nessuna parte attentato all'incolumità o agli interessi. Gli altri complici del misfatto (Turchia, Giordania e fors'anche Cipro) avrebbero legittimamente la loro quota-parte di rappresaglia, mentre gratuite sono le parole di neutralità della Bonino dato che nessuno ha mai chiesto il supporto logistico al nostro paese, essendo questo delegato ai paesi prima citati.

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Ausonio

Dom, 01/09/2013 - 15:33

Sion spera che l'Iran risponda all' aggressione alla Siria (il che sarebbe giusto perché attaccare la Siria è il primo passo per attaccare l'Iran). Sion è il mandante di questa strategia criminale.

andrea24

Dom, 01/09/2013 - 19:41

Vediamo cosa dice il Times of Israel:“La Perfida Albione lascia nelle mani di Assad una vittoria spettacolare...Come una tempesta perfetta l'inettitudine e lo scoraggiamento britannico lancia un messaggio sbagliato al “macellaio di Damasco”(questo è un termine che è stato coniato dal mainstream ebraico),e lascia Israele più certa di sempre che può contare solo su se stesso”.

Ritratto di W.A.S.P.

W.A.S.P.

Mar, 03/09/2013 - 09:37

israele sicuramente e' l'ultimo paese che vuole la fine di assad,perche sarebbe in una palla di fuoco senza assad. ma con tutti i dollari che katar e a.saudita offrono ad usa e alleati entra a fare parte di questo gioco,ad esempio da mesi israele e giordania addestrano guerrieri d'elite e li mandano in siria contro assad e tutto a spese dei ricconi beduini(katar-a.saudita)la vera payra di israele sta nel fatto che tutte le armi chimiche che assad pssiede(uno stock abnorme) un domani potessero entrare nelle mani dei crimanali integralisti. poi l'iran non permettera mai che accadesse questo peche la fine di assad sarebbe la fine dell'iran..