Istanbul, ancora scontri Piazza Taskim blindata

Scontri fra polizia e manifestanti in alcuni quartieri di Istanbul. In un'altra piazza, gremita da un milione di persone, parla il premier

Turchia, polizia a Taksim tra le fiamme di una barricata

La situazione resta tesa in Turchia. Scontri fra polizia e manifestanti sono in corso in alcuni quartieri di Istanbul, dove piazza Taksim è stretta d’assedio da un imponente dispositivo di polizia. Migliaia di manifestanti convergono verso la piazza simbolo della rivolta. Sono già segnalati scontri con la polizia, che ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, nel quartiere alawita di Gazi, a Sisli, Kurtulus e Harbiye. La gendarmeria ha bloccato il ponte sul Bosforo per impedire ai manifestanti in arrivo dalla riva asiatica di avvicinarsi.

La polizia turca continua a tenere completamente isolato parco Gezi: gli agenti controllano rigidamente gli accessi al parco e anche all’adiacente piazza Taksim. Un nastro giallo circonda l’intera area, bloccando l’ingresso nella zona, dove i camion dei rifiuti e i bulldozer hanno rimosso nelle ultime ore i detriti e le barricate che erano state fortunosamente issate dai manifestanti. Secondo quanto riportato dal sito globalproject.info, la polizia avrebbe miscelato sostanze chimiche nell'acqua scagliata con gli idranti contro i manifestanti.

La polizia turca sta facendo uso massiccio di gas lacrimogeni contro una manifestazione pacifica di diverse migliaia di persone a Kizilay, nel cuore di Ankara.
Molti agenti sparano i candelotti lacrimogeni a tiro teso a altezza d’uomo verso la folla, mentre in mezzo alla piazza passano auto e autobus. Centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa sono appoggiati da mezzi blindati e da cannoni ad acqua. Diversi manifestanti sono stati arrestati.

Intanto, centinaia di migliaia di sostenitori del premier, Recep Tayyip Erdogan, stanno seguendo il comizio del premier. Il comizio è stato organizzato dal partito islamico Akp del premier per rispondere alle manifestazioni anti-governative che hanno visto scendere in piazza in tutto il paese centinaia di migliaia di giovani.

Commenti
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Ausonio

Dom, 16/06/2013 - 14:07

Non ho simpatia per Erdogan ma è ovvio che ci sia una mano straniera dietro questa vicenda.... la stessa dietro Egitto, Siria??

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Ausonio

Dom, 16/06/2013 - 14:07

La Turchia è vicina alla Russia.... e a qualcuno ciò non piace

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 16/06/2013 - 14:09

La Turchia ha annullato il debito col FMI.

Raoul Pontalti

Dom, 16/06/2013 - 15:20

Non fare il complottista fuori luogo o Ausonio! La scelta cretina di distruggere alberi secolari in un parco per ragioni di speculazione edilizia l'hanno fatta dei cretinissimi (speriamo non anche corrottissimi) politici locali scatenando la protesta dei cittadini. La scintilla ha generato poi un incendio grazie sia alla paglia (popolazione incavolata per scelte del governo nazionale in altri campi) presente in gran quantità e alla benzina (intervento poliziesco stupidamente brutale) improvvidamente gettata su quella paglia in luogo dell'acqua dal governo turco. Questa volta lo zampino USA non c'è, anche se nulla vieta che qualcuno esterni da mosca cocchiera. Tra l'altro gli USA non hanno davvero alcun interesse a inguaiare un regime che è perfettamente allineato con loro sulle questioni internazionali più spinose: sanzioni all'Iran, conflitto interno siriano, etc. e che ha riallacciato i rapporti con Israele.

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Dragon_Lord

Dom, 16/06/2013 - 15:22

tra poco la Turchia entrerà a far parte dell'Unione Europea, anche gli italiani con i loro sacrifici contribuiranno ai fondi europei ai quali avrà accesso. Siatene FIERI ED ORGOGLIOSI ITALIANI DI NOBILE ED ANTICA STIRPE

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Ausonio

Dom, 16/06/2013 - 15:34

Raoul Pontalti, non ho parlato di USA. Comunque credo poco a manifestazioni del tutto spontanee. Il dubbio è lecito. Tutto qui.

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serjoe

Dom, 16/06/2013 - 16:42

La chiusura di Morsi verso la Siria proprio nel momento di difficolta' degli insorti siriani,dovrebbe suggerire che l'Egitto dei Fratelli musulmani aveva gia' deciso da tempo di abbattere il governo legittimo di Assad.Ora sono venuti allo scoperto e si sono schierati per forza di cose.Lo scenario della imposizione della legge islamica va quindi avanti e passa dalla Tunisia,Iraq,Libia e ora la Siria con l'appoggio di Erdogan che sogna anche lui di trascinare la Turchia in questa direzione divenendone una specie di sultano.La presa di posizione degli USA e di Israele che ci paiono contradditori hano un loro fondamento logico: creare una situazione che sunniti e sciiti si scannino tra loro,creino instabilita' permanente nei rispettivi paesi e si rendano da soli deboli ed innocui e quindi facilmente manipolabili.I dimostranti turchi lo hanno capito dove Erdogan va a parare e non ci stanno a vedere le belle turche in burka.Da qui la ribellione. Pontalti: gli USA ci sono sempre e dappertutto,proprio come il prezzemolo.

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laisa1942

Dom, 16/06/2013 - 16:54

erdogan ha avuto la green light da obama..., stessa storia dell'egitto..., dopo la sua conferenza al cairo 2009...la primavera araba e' cominciate, il moderato Mubarak e' stato arrestato...e i fondamentalisti sono al potere.

Ritratto di laisa1942

laisa1942

Dom, 16/06/2013 - 16:57

Raul Pontalti...se puoi seguire siti in lingua Inglese, e ascoltare televisioni straniere, anziche' limitarti all'IDOLATRIA per obama che la sinistra ha inculcato...vedrai che di porcherie, cover ups e scandali ce ne sono tanti, e tutti fanno capo a 'lui'...

ben39

Dom, 16/06/2013 - 17:12

Non capisco coloro che si stupiscono appurando certi fatti. Le rivoluzioni, da quando cominciarono le prime civiltà, non si sono mai fatte con le carezze... purtroppo è così, sennò uno è meglio che se ne resta a casa dalla mamma.

alberto_his

Dom, 16/06/2013 - 17:18

Raoul Pontalti e Ausonio: l'atteggiamento della Turchia non è affatto privo di ambiguità nei rapporti con numerosi attori sullo scacchiere mediorientale. Riceve forniture energetiche dalla Russia ma mira anche a diventare un hub per i gasdotti in direzione Europa in concorrenza con la Russia stessa. Commercia forniture energetiche con l'Iran in cambio di oro e numerose società commerciali e bancarie iraniane trovano nei partner turchi una sponda utile ad aggirare le restrizioni sulle transazioni commerciali. Pur permanendo la comunanza di interessi con Israele per l'oro nero e quello blu e nonostante le scuse coatte (limitate alle parole, per ora) da parte israeliana per la vicenda della Freedom Flottilla, i rapporti tra i due paesi non sono ancora tornati all'armonia di qualche tempo fa (lo stesso Erdogan non risparmia critiche sulla situazione di Gaza): un filo spezzato può essere riannodato ma resterà sempre il nodo in mezzo. Vero è che la Turchia continua a svolgere il suo ruolo filo-Nato nel conflitto Siriano, ma le ambiguità sopra riportate potrebbero mettere in allarme i falchi di USA e Israele che preferirebbero avere un alleato assolutamente e inequivocabilmente schierato in vista dell'escalation bellica che pare possa essere prossima data la mal parata dei "ribelli" siriani. Da questo punto di vista i militari turchi, assai sensibili alle prebende USA come quelli egiziani, potrebbero meglio partecipare alla partita. Non va dimenticato il disegno generale: la grossa partita passa dall'Iran che deve essere assolutamente neutralizzato e controllato per completare l'accerchiamento alla Russia e comandare i rubinetti energetici verso la Cina, oltre che per garantire la completa supremazia Israeliana nella regione.

Raoul Pontalti

Dom, 16/06/2013 - 19:00

Ribadisco che la Turchia si è allineata agli USA sulle sanzioni all'Iran, mantenendo solo la deroga per il gas in quanto La Turchia dipende(va) quasi totalmente per gli approvvigionamenti di gas da Russia e Iran e le alternative qatariota e degli EUA ancora non sono pienamente operative. Che poi sottobanco i Turchi facciano loschi traffici magari passando per la "consociata" repubblica turcocipriota (che ospita ogni genere di traffico valutario illecito ed è forse la più importante centrale del riciclaggio di denaro sporco) è altra faccenda. Nella NATO la Turchia ci sta a pieno titolo, limitandosi a protestare talvolta per certe iniziative USA nella grande base di Incirlik, ma concedendo sempre nuove basi come la recentissima base radar di Sirnak nel Kurdistan turco. Regimi militari o sotto stretto controllo dei militari e affardellati da rivolte interne o dal mancato consenso della popolazione non sono funzionali agli USA (vedi America Latina e recentemente l'Egitto dove gli USA hanno favorito i cambi di regime), è pertanto da escludere una volontà USA di modificare gli attuali assetti politici turchi. Concludo con un riferimento a serjoe: il prezzemolo si mette quasi dappertutto, nel caffè ad es. no. Fuor di metafora: le esternazioni USA e UE a favore di una moderazione nei confronti dei manifestanti hanno un duplice scopo: attrarre simpatie anche tra coloro che protestano (con uno sguardo alla ben più ampia opposizione politica turca)e dare anche una parvenza di dignità nazionalistica al governo turco ché altrimenti apparirebbe come il cagnolino degli USA (come negli effetti è).

Franco Ruggieri

Dom, 16/06/2013 - 19:13

E' ipotizzabile, sulla base dei fatti trascorsi, che questo milione sia stato costretto a manifestare, magari da quegli esseri ignobili che si chiamano "imam".