Italiano rapito in Yemen Blitz per liberarlo

Sequestro lampo nello Yemen. Ieri un funzionario italiano dell'Onu è stato rapito, insieme al suo autista, e poi liberato nel giro di poche ore. L'uomo, che lavora per l'Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) è stato sorpreso a Sanaa, la capitale, nel quartiere meridionale di Hada. Malgrado si tratti di una zona sottoposta a intensa sorveglianza, in quanto ospita parecchie ambasciate straniere, gli aggressori sono riusciti a intercettare l'auto blindata sulla quale i due occidentali viaggiavano. Hanno stretto la vettura tra un taxi e un furgone, costringendoli a fermarsi. Quando i due sono scesi per affrontare gli intrusi, dal taxi sono usciti i miliziani armati, che li hanno portati via. Ma poche ore dopo, un blitz delle forze di sicurezza li ha liberati, arrestando il commando di sequestratori.
Nessuna buona notizia, invece, dalla Libia, dove qualche giorno fa è scomparso il tecnico veneziano di 48 anni. Ieri Cristina, una delle sorella di Gianluca Salviato, ha parlato con i funzionari del Ministero degli Esteri che stanno seguendo il caso. La famiglia Salviato, che sin dal momento della sparizione in Cirenaica mantiene uno stretto contatto con la Farnesina, per ora non ha lanciato appelli. Sembrerebbe, inoltre, che per ora per la sua liberazione non sia stato chiesto alcun riscatto.