L'Egitto avrà una cristiana nel governo

Tra i 33 ministri figurano tre donne, una delle quali è la cristiana Maha Zeneddin che guiderà il ministero della Sanità

In un Egitto senza pace (almeno sette morti e feriti che si contano a centinaia solo negli scontri dell'ultima giornata) il nuovo governo tecnico e di tendenza liberale del dopo-golpe, guidato dal premier ad interim Hazem el-Beblawi, ha giurato nelle mani del capo dello Stato (altrettanto ad interim) Adly Mansour.
Significativo che sia stato nominato vicepremier il generale Abdelfatah al-Sisi, il ministro della difesa che ha gestito da capo delle forze armate la destituzione del presidente Mohammed Morsi. Altrettanto significativo che i Fratelli Musulmani abbiano rifiutato di riconoscere la legittimità del nuovo governo, così come avevano rifiutato di riconoscere quella di Mansour. Per loro, Morsi rimane il legittimo capo dello Stato egiziano, in quanto eletto dal popolo in regolari elezioni.

Ma forse è ancor più significativo, almeno come gesto d'immagine, che nella pletorica (33 ministri) compagine dell'esecutivo figurino tre donne, una delle quali è la cristiana Maha Zeneddin che guiderà il ministero della Sanità. Oltre a lei sono presenti altri due ministri copti.
Tutto questo mentre è purtroppo ripresa la battaglia nelle strade del Cairo tra sostenitori del deposto presidente Morsi e le forze di sicurezza egiziane. Le forze dell'ordine sono intervenute in modo energico, arrestando 401 militanti islamisti. Si tratta delle prime violenze nella capitale dall'8 luglio, quando erano morti 55 militanti islamici in un tentativo di assalto al quartier generale della Guardia repubblicana.
Sembra frattanto prepararsi un'offensiva nella penisola del Sinai contro i gruppi armati islamisti che negli ultimi tempi hanno intensificato azioni terroristiche come rapimenti e assassinii. In base a un'intesa segreta con Israele (il trattato di pace tra i due Paesi infatti non lo consentirebbe) è stato autorizzato il trasferimento di due battaglioni di fanteria nella penisola, uno a nord nella zona di el-Arish e uno a sud verso Sharm el-Sheikh, per affrontare militarmente la questione.

Si è acceso infine un focolaio di tensione tra le nuove autorità egiziane e la Turchia. Il capo dello Stato turco Abdullah Gül ha chiesto all'ambasciatore egiziano ad Ankara Abderhaman Salah El-Din il «rilascio immediato» del presidente deposto e una rapida transizione, in otto mesi, verso una normalizzazione politica. Il governo del Cairo, che già martedì aveva chiesto alla turchia di non interferire negli affari interni egiziani, ha ribadito ieri con maggior forza lo stesso concetto. Proprio in questi giorni l'internazionale dei Fratelli musulmani è riunita a Istanbul.

Commenti

linoalo1

Mer, 17/07/2013 - 09:10

Così come qualcuno si meraviglia che,li in Egitto, sia stata fatta una Ministra Cristiana,nessuno si meraviglia che da noi sia stata fatta una Ministra Nera?Lino.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mer, 17/07/2013 - 14:54

linoalo 1 - Intanto in Egitto nessuno si meraviglia della ministra cristiana. E tra l'altro i ministri cristiani nel nuovo governo sono 3 e non 1. Poi ti ricordo che nei paesi islamici con presenza di cristiani è normale coinvolgere anche questi ultimi nei governi. Devo ricordarti il vece-Saddam e ministro degli esteri Tareq Aziz? Che addirittura era cattolico? Mica quelli sono dei provincialotti lecchisti come i padani!

Ritratto di FrancoTrier

FrancoTrier

Mer, 17/07/2013 - 19:45

però pensandoci bene sono come noi noi nera loro cristiana...

churchill

Mer, 17/07/2013 - 21:05

Omaer El Mukhtar. Ma che dici, negli ultimi dieci anni i Cristiani sono stati purgati quasi da tutto il medio oriente. Cosa ce ne frega che ogni tanto cosmeticamente, o per necessita,' mettono UNO DUE O TRE MINISTRI CRISTIANI per mostrarsi illuminati e tolleranti. Ogni Padano é mille volte meglio di un islamico, vero rozzo intellettuale. Nei paesi Cristiani vige libertà, stato di diritto e liberta' religiosa. Nei paesi islamici vige il corano e basta. Tutto detto.

killkoms

Mer, 17/07/2013 - 21:54

@omar el mukhtar,non sempe è così!in molti paesi islamici i cristiani sono trattatipeggio dei paria d'india!e anche in egitto,ogni occasione è buona per dare addosso ai cristiani,già ai tempi del faraone mubarak!anche nei recenti scontri di questi giorni,alcuni cristiani sono stati uccisi solo perchè tali!

mila

Gio, 18/07/2013 - 05:32

@ Omar -Quello che Lei dice e' vero, ma solo per certi Paesi islamici, come per l'Egitto attuale, dove l'esercito sta cercando di fermare la deriva islamista e riportare nel Paese l'ordine e una certa tolleranza religiosa. Non mi sembra che nel governo di Morsi ci fossero critiani, e men che meno cristiane. Speriamo che continui cosi'.

mborrielli

Gio, 18/07/2013 - 08:48

Killkoms, sottoscrivo. Pensa che i posti migliori in cui i cristiani stavano bene sono pure quelli in cui i Fratelli Mussulmani fanno più casino. Perché ? In Syria stavano benissimo sotto Assad, adesso con la guerra civile sono diventati bersaglio costante. In Arabia è vietato persino celebrare messe: ti mettono in galera sempre che non ti separino la testa dal resto del corpo. Certi arabi sono un cancro. Dico certi, perché certi altri sono delle persone deliziose, ed io ne conosco tante.