L'Eni scivola a Piazza Affari: "Ma per ora non ce ne andiamo"

Ripercussioni sul colosso dell'Energia che opera a Tripoli

La Libia è tutt'altro che un mercato marginale per Eni. Forte di legami con Tripoli che risalgono al 1959, il gruppo del Cane a sei zampe ricava dal Paese nord-africano il 15% della propria produzione complessiva. Il crescendo delle tensioni sta quindi avendo un impatto diretto sull'attività del colosso energetico italiano, visto che la settimana scorsa la Libia ha prodotto solo 200mila barili di petrolio equivalente al giorno, 100mila in meno rispetto alla settimana procedente e ben lontano dagli 1,4 milioni di barili dell'anno scorso. L'allarme rosso non è però ancora scattato: «Eni non ha adottato provvedimenti di evacuazione del proprio personale dal Paese e le attività produttive proseguono in linea con il trend del primo trimestre», spiega un portavoce. Dove invece, a una prima analisi, Eni ha subito una forte penalizzazione è nell'andamento di ieri in Borsa. A fine seduta, il titolo ha perso il 2,85%. Sul forte calo ha tuttavia inciso in modo determinante il cosiddetto «effetto cedola». Il gruppo ha infatti pagato proprio ieri un acconto pari a 0,55 euro sul dividendo complessivo da 1 euro. Senza il versamento dalla cedola, la quotazione avrebbe subìto un calo limitato a mezzo punto percentuale.

Commenti

chicolatino

Mer, 21/05/2014 - 19:05

e qui nessuno che commenta, I sinistroidi ovviamente non capiscono nulla di economia (se no forse quella ideale espressa ne Il Capitale e che vede il Cuba e Nord Corea la massima espressione pratica). Questi erano gli obiettivi di francesi, amerciani ed inglesi nell'abbattre Gheddafi, cioe' danneggiare l'Eni, da sempre nel mirino dei maggiori colossi energetici mondiali...Chi era il leader Italiano che piu di tutti si era prodigato ed avva ben tessuto le ragnatele per l'Eni con grandi partner di idrocarburi (Russia, Libia, Kazakistan, Arabia Saudita) diversificandone il rischio ed accrescendone le opportunita' di sviluppo??? e che fine ha fatto? buttato giu' da presioni interne ed esterne (Europee e USA).. guarda caso....SVEGLIA PECORONI! Certe "ragnatele" si possono tesserae solo con leader e ministri degli esteri giusti, che siano in grado di trattare... ce la vedo la Mogherini trattare con re Adballah, con Putin, Nazarbayev..sic