L'Europa rivede gli aiuti agli egiziani: «Basta violenze»Riunione a Bruxelles

Bruxelles L'Unione Europea segue con estrema attenzione gli sviluppi attuali in Egitto e condanna nel modo più esplicito possibile tutti gli atti di violenza, ritenendo «sproporzionate» le recenti operazioni delle forze di sicurezza egiziane e inaccettabile l'alto numero di morti e feriti. È quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri europei che si è svolto a Bruxelles.
«Gli Stati membri hanno concordato inoltre di sospendere tutte le licenze di esportazione verso l'Egitto di materiali o equipaggiamenti che possano essere usati per la repressione interna». Nel documento presentato dall'Alto rappresentante per la politica estera europea, Catherine Ashton, in conferenza stampa, si afferma inoltre che l'Ue condanna ogni atto di terrorismo come l'omicidio di agenti di polizia nel Sinaio e la distruzione di chiese e luoghi sacri della comunità copta. «L'Ue invita tutti gli egiziani a mettere fine alla spirale di violenza e ad astenersi da azioni che possano incitare a nuove violenze.
L'Ue invita inoltre le autorità egiziane a mettere fine allo stato di emergenza, ripristinare i processi equi, rilasciare tutti i prigionieri politici e rispettare gli obblighi internazionali in materia di trattamento dei detenuti».Bruxelles chiede anche ai partiti politici egiziani di impegnarsi in un dialogo vero e inclusivo per ripristinare un processo democratico che risponda alle richieste legittime e alle aspirazioni del popolo egiziano. «Il futuro dell'Egitto può essere basato solo su una soluzione democratica con il pieno funzionamento delle istituzioni democratiche».
Non sembra insomma che l'Europa intenda prendere atto in alcun modo che in Egitto è in corso uno scontro decisivo con i Fratelli musulmani, e che parlare in queste condizioni di processo democratico da roprendere è purtroppo irrealistico.