Libia, scomparsi due operai italiani

I due operai, entrambi di origini calabresi, si trovano nel Paese nordafricano per eseguire dei lavori con una società edile. L’agenzia libica Lana: "Rapiti da un gruppo armato"

Due operai edili, Francesco Scalise e Luciano Gallo, sono scomparsi da ieri mentre erano in Libia, nella zona della località Terna della Cirenaica. I due operai, entrambi di origini calabresi, si trovano nel Paese nordafricano per eseguire dei lavori con una società edile. I due operai scomparsi lavorando da circa quattro mesi per un’impresa edile che si occupa di lavori stradali. Ieri mattina i due sono usciti con il loro furgone per eseguire dei lavori e non hanno fatto più rientro. Il furgone con gli attrezzi da lavoro è stato trovato abbandonato, era in una zona isolata.  Il ritrovamento è stato effettuato da alcuni operai della General World, l’impresa edile per la quale lavorano Francesco Scalise e Luciano Gallo. In base a quanto afferma l’agenzia libica Lana, citando il racconto dell’autista dei due operai, gli italiani sono stati rapiti da un gruppo armato che li ha costretti a scendere dal loro furgone e a salire su un altro veicolo nei pressi del villaggio Martuba, tra le città di Derna e Tobruk.

Commenti
Ritratto di nutella59

nutella59

Dom, 19/01/2014 - 04:27

Ennesima dimostrazione di quanto il Ministero degli Esteri sia farcito d'incompetenza, amici degli amici e nepotismo da cent'anni e piú. Solo un ministero del tutto incasinato permette che succedano cose come quella successa ai Marò, costretti a tornare in India BEN DUE VOLTE (la prima con la nave i cui servivano la seconda con l'aereo) ed è TALMENTE DISORGANIZZATO (non voglio pensare che sia ancora affetto da filo islamismo come ai tempi della spada dell"Islam di Mussolini!) da non mandare (come ricevo io sempre dal Dipartimento di Stato Americano quando sono all'estero, cioè non negli USA) chiare indicazioni dei posti dove NON SI DEVE ANDARE perché PERICOLOSI, come Bengazi e la Cirenaica, in mano ai jihadisti e fuori da ogni controllo del governo centrale. Che al Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana siano i soli a non saperlo? Che gliene freghi dei loro cittadini? Che tutto sia sempre disorganizzato, approssimato e fatto a livello dilettantesco da gente che viene PAGATA SOMME INCREDIBILI OGNI MESE (le paghe consolari e di ambasciata sono pazzesche!) e non si occupa dei cittadini che del paese in che dovrebbero servire e la Farnesina non ha un sistema di avviso CHIARISSIMO E PER TUTTI, PRIMA DI PARTIRE, in cui si dicano cose come: se andate in posto tal dei tali siete in pericolo e le vostre assicurazioni non valgono, come gli USA fanno con me, semplice cittadino USA senza alcun incarico ufficiale?

Raoul Pontalti

Dom, 19/01/2014 - 11:30

Nutella59 ossia della disinformazione infantile. Trascurando che i marò andarono QUATTRO volte e non DUE in India (una volta per servire poi sulla nave, quindi furono sbarcati dopo il fattaccio e infine due volte con l'aereo: dopo le feste natalizie e dopo le elezioni politiche), le informazioni sulla situazione all'estero con relativi consigli si rinvengono sul sito viaggiaresicuri del Ministero degli affari esteri che ha istituito anche il servizio on-line Dove siamo nel mondo per intervenire tramite anche l'Unità di crisi quando necessario. A questi servizi si possono muovere un'infinità di critiche (condite di improperi come feci io una volta telefonicamente con un responsabile del primo servizio), ma non si può negare che esistano e che non siano di qualche utilità. Di più: le notizie di pericolo vengono inserite tempestivamente, il difetto è che non vengono tolte con la stessa tempestività e spesso per taluni paesi mancano informazioni in ordine alla corruzione presenti invece per altri. Io da viaggiatore e con proprio veicolo consulto sempre quei siti (e altri ovviamente, anche svizzeri e francesi analoghi). Quei due poi sapevano benissimo a cosa andavano incontro o comunque lo doveva sapere la ditta che li impiegava, avendo anche esperienze pregresse di lavoro in quei luoghi. Hanno rischiato consapevolmente.

Ritratto di nutella59

nutella59

Dom, 19/01/2014 - 17:45

@Raoul Pontalti: quindi, secondo lei, i vari impiegati degli esteri dai cognomi multipli alla Terzi Di Sant'Agata e Staffan De Mistura e compagnia cantante sarebbero piú che degli inetti che han fatto carriera per nepotismo? O il Ministero degli Esteri manderebbe messaggi ai cittadini che stan partendo per la Libia che non si deve andare in Cirenaica e che nel caso scelgano di farlo ugualmente le loro assicurazioni di viaggio non li coprirebbero? Chi avrebbe detto poi che era opportuno che i marò tornassero in porto su richiesta della Capitaneria Indiana mentre erano in acque internazionali? A quello mi riferivo, come mi riferivo al rimandarceli dopo la vacanza di natale dell'anno scorso... Tutto frutto d'incompetenza e di mancanza di palle...tanto ci sono i dodici milioni di baionette, no? Spezzeremo le reni all'India?... Evidentemente non sa di che cosa parla e lo fa solo per partito preso. Aveva ragione De Gaulle quando disse in un'intervista a Indro Montanelli nel 1958: "L'Italia non è un paese povero, ma un povero paese".