L'Iran bandisce WhatsApp: "Il proprietario è ebreo"

Per le autorità il fondatore di Facebook e proprietario dell'app di messaggistica è "sionista americano". Ma il governo iraniano si dissocia

Giro di vite in Iran contro internet e affini. Dopo il blocco dal 2009 di Twitter e Facebook, ora nel mirino delle autorità della Repubblica islamica è finito anche WhatsApp, da due mesi di proprietà di Mark Zuckerberg.

Ed è proprio il biondino di Palo Alto a non piacere, perché "ebreo" e "sionista americano", come ha spiegato il capo della commissione iraniana per i reati sul web, Abdolsamad Khorramabadi. L'annuncio del blocco ha innescato una forte polemica nel paese, con il governo che ha subito preso le distanze. Il ministro delle Comunicazioni, Mahmoud Mehr, ha dichiarato che l'esecutivo "è assolutamente contrario al divieto su WhatsApp". Già lo scorso 19 marzo il sito d'informazione Parsine aveva riferito che WhatsApp era stata oscurata in tutto l'Iran dai servizi di intelligence, ma il governo aveva smentito. A inizio anno la questione è arrivata all'attenzione anche della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, il quale ha lanciato una fatwa che vieta in Iran le chat online tra uomini e donne non legati da vincoli parentali, bollando la pratica come "immorale".

Commenti
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MACzonaMB

Sab, 03/05/2014 - 13:52

buono...a sapersi

Raoul Pontalti

Sab, 03/05/2014 - 17:49

Non vado nemmeno a verificare altrove i termini della notizia: la giudico sin d'ora falsa perché altra cosa è l'accusa di sionismo (e in Iran è grave e pour cause: lo Stato sionista vuole bombardare l'Iran...) e l'altra di ebraismo, assolutamente inconcepibile in Iran che non discrimina su basi razziali o religiose se non per concedere privilegi alle minoranze: gli Ebrei infatti hanno diritto ad un seggio alla Majlis (Parlamento iraniano) a titolo etnico-religioso come gli zoroastriani, mentre i cristiani hanno due seggi. Ma l'accusa di sionismo va provata e collegata con azioni anti iraniane, ma come riferito nell'articolo il governo iraniano non ritiene che la caccia alle streghe (sioniste) in questo caso abbia fondamento.

Raoul Pontalti

Dom, 04/05/2014 - 09:47

Non vado nemmeno a verificare altrove i termini della notizia: la giudico sin d'ora falsa perché altra cosa è l'accusa di sionismo (e in Iran è grave e pour cause: lo Stato sionista vuole bombardare l'Iran...) e l'altra di ebraismo, assolutamente inconcepibile in Iran che non discrimina su basi razziali o religiose se non per concedere privilegi alle minoranze: gli Ebrei infatti hanno diritto ad un seggio alla Majlis (Parlamento iraniano) a titolo etnico-religioso come gli zoroastriani, mentre i cristiani hanno due seggi. Ma l'accusa di sionismo va provata e collegata con azioni anti iraniane, ma come riferito nell'articolo il governo iraniano non ritiene che la caccia alle streghe (sioniste) in questo caso abbia fondamento.

simone64

Dom, 04/05/2014 - 14:01

E se anche fosse ??

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Dragon_Lord

Dom, 04/05/2014 - 21:37

MA QUANTO SONO IDIOTI ED IGNORANTI, POVERA GENTE CHE NASCE IN QUESTI LUOGHI MALEDETTI E RETROGRADI

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bobirons

Lun, 05/05/2014 - 07:21

Potenza del settarismo ... e dell'imbecillità connessa. Quando visitai Teheran negli anni '90, per entrare nell'atrio dell'albergo bisognava passare sulla scritta: Down with american imperialism (abbasso l'imperialismo americano (?!?!). Poi, recatisi al banco del ricevimento si apprendeva che la camera doveva essere pagata in sonanti dollari USA. E' anche vero che una delle impiegate di un ufficio governativo che visitai, il capo debitamente coperto dal velo, sfoggiava al collo una catenina con appesa una croce. Mio nonno avrebbe detto che una parola è poca, ma due sono troppe. Lascio ad un "edotto" commentatore il giudicare. Certo che se Israele vuol bombardare l'Iran, questo ha giurato, e propaganda in ogni dove, la distruzione d'Israele. Forse la prima pietra la dovrebbe scagliare chi è senza colpa.