"Loft in affitto distrutto": produttore in causa contro Arianna Huffington

Eric Steel, produttore di documentari, accusa la fondatrice dell'Huffington Post. In due anni avrebbe distrutto un loft di valore a forza di party

Prendere un appartamento "immacolato" e distruggerlo a forza di party e di una vita sociale piuttosto intensa. Succede, a New York, dove Arianna Huffington è in causa con Eric Steel, produttore di documentari che le ha subaffittato un loft, per averlo - a sentire lui - devastato. Piuttosto differente la versione della donna, che respinge al mittente ogni accusa.

Secondo Steel, a cui la Huffington, faccia dell'Huffington Post, passava ogni mese 32mila dollari per il subaffitto dei locali a Manhattan, nell'appartamento non c'è più nulla che sia com'era prima: non le pareti né il pavimento, ma neppure materassi ed elettrodomestici.

Considerato lo stato delle cose, il produttore ha chiesto alla Huffington mezzo milione di dollari per riparare i danni causati all'appartamento, che era stato progettato da Charles Gwathmey, architetto di grido, già autore del restauro del Guggenheim.

Nel contratto che i due avevano siglato - a sentire Steel - c'era scritto a chiare lettere che l'appartamento sarebbe stato abitato dalla sola Arianna Huffington, che invece ci ha portato più volte le figlie, e che non vi si sarebbero tenute feste, in considerazione del valore storico e artistico. I due avevano persino trovato un accorso sul numero massimo di persone da farci entrare: 12 alla volta.

Questo, appunto, a sentire il produttore. Quello che racconta la Huffington è notevolmente diverso. A sentire lei tutto quello che dice Steel è falso, fatta eccezione per "la metratura e l'indirizzo" del loft, 408,7 metri quadri al 227 della W 17th Street. La causa? Un tentativo bieco di estorcele più dei 93mila euro di deposito che trattiene e "rifiuta di restituirmi".