Mitt Romney

I punti di forza
È il candidato che oggi ha più chance di battere Barack Obama: la sua moderazione e il suo essere un businessman lo portano ad avere una grande capacità di raccogliere fondi milionari. Il presidente democratico ha il miglior staff di fundraising della storia americana e per contrastarlo nelle presidenziali ci vorrebbe un candidato capace di contendergli il denaro che i finanziatori sganceranno durante la campagna. Romney, inoltre, è l’unico degli attuali candidati repubblicani che potrebbe trovare appoggio in quella vasta area di elettorato indipendente che non ha ancora deciso con chi stare: deluso da Obama e al tempo stesso spaventato dalla rabbia anti-casta dei tea party potrebbe scegliere un classico candidato conservatore moderato, con pochi grilli per la testa e un programma affidabile in campo economico. Ha governato da repubblicano lo stato più democratico d’America, il Massachusetts. Durante i suoi due mandati ha goduto di un apprezzamento bipartisan che l’ha portato alla ribalta nazionale.

I punti di debolezza
Romney non ha il trasporto emotivo e la genuinità che spesso si richiede a un candidato che debba scalzare il presidente uscente. È considerato uno che cambia idea troppo spesso a seconda degli stati che visita e dei temi che diventano centrali. Anche sul fronte della comunicazione politica, ha qualche pecca: in molti, per prenderlo in giro, lo definiscono un Robot. Uno che ripete senza grandi entusiasmi i discorsi che il suo staff gli scrive e che allo stesso modo si pone con l’elettorato. L’ala più oltranzista dell’elettorato conservatore lo considera troppo vicino agli affaristi delle lobby e di Wall Street. In più s’è già candidato con scarsi risultati nel 2008, quando fu l’ultimo a cedere la vittoria al senatore dell’Arizona, John McCain. L’altro limite è la sua fede: è mormone, quindi considerato da evangelici e cattolici più ferventi, un eretico. Finora nessun mormone è mai riuscito a conquistare la nomination, tantomeno la presidenza.