Morsi e Mubarak s'incroceranno in tribunale

Il Cairo I leader del vecchio regime e di quello che lo ha sostituito, ma che è già caduto, si incroceranno in tribunale al Cairo: il 17 agosto riprenderà il processo a Hosni Mubarak e il 25 comincerà quello a carico di sei leader della Fratellanza musulmana, tra i quali l'imam Mohamed Badie e il suo vice Khairat el Shatert, accusati di istigazione all'omicidio durante le manifestazioni del 28 giugno scorso nel distretto di Mogattam al Cairo, nel corso del quale sono morte otto persone. El Shater si trova in carcere dal 6 luglio, mentre l'ordine d'arresto per Badie è scattato soltanto il 28. Dovranno poi presentarsi alla sbarra anche altri membri di spicco della Fratellanza, come Mostafa El Beshlawi, Mohamed El Beshlawi, Atef Semari e Mohamed Rashad Bayoumi. Proprio ieri, il ministero della Giustizia aveva annunciato la decisione di prolungare di 15 giorni della sua detenzione. Morsi, che si trova prigioniero in una località segreta, è accusato di spionaggio, di aver aiutato Hamas a orchestrare la sua fuga dal carcere di Wadi al Natroun e di aver distrutto documenti sensibili della polizia sulla rivolta del 2011.
Il 14 agosto invece toccherà all'ex ministro dell'Interno del regime Mubarak, Habib El Adly, ripresentarsi davanti ai giudici. El Adly era stato arrestato nel maggio del 2012 con l'accusa di riciclaggio e corruzione e condannato a 12 anni di carcere. Una pena rivista dalla corte di Cassazione che ha ordinato un nuovo processo. Il 17 invece dovrà comparire in tribunale l'ex raìs Mubarak, accusato di complicità nell'uccisione di oltre 800 manifestanti durante la rivolta del 2011. Nello stesso processo figurano anche El Adly, i due figli dell'ex presidente egiziano, Alaa e Gamal e sei alti funzionari della sicurezza. Nel giugno del 2012 Mubarak e El Adly sono stati condannati in primo grado all'ergastolo, ma nel gennaio del 2013 c'è stata una revisione della sentenza per «errata procedura». Mubarak tornerà davanti alla corte insieme ai figli due giorni dopo, il 19 agosto, per rispondere di uso illecito e personale di fondi dello Stato.
Tutto questo mentre continuano gli scontri tra opposte fazioni al Cairo: almeno un manifestante tra i sostenitori di Morsi è rimasto ucciso da colpi d'arma da fuoco. Al tempo stesso, sia i Fratelli Musulmani sia i salafiti di al-Nour fautori di un islam ancor più oltranzista sembrano aprire al dialogo. I primi si sono detti ieri disponibili a colloqui per la soluzione della crisi politica purché basati sul «ripristino della legittimità costituzionale». I secondi sono tornati sui loro passi e hanno detto di esser disposti a partecipare al «nuovo corso» politico post-golpe in cui sarà riscritta la Costituzione.
Preoccupa intanto il progressivo impoverimento del Paese. Cominciano a mancare i fondi per l'acquisto all'estero di carburante e di nafta per far funzionare le centrali termoelettriche e già si sono verificati i primi blackout.