È morto Jeb Magruder. Fu tra i protagonisti del Watergate

Finì in carcere per avere negato e poi confessato che la Casa Bianca sapeva dell'irruzione al quartier generale democratico

Jeb Magruder fotografato durante un'intervista all'Ap a Columbus (Ohio)

Jeb Stuart Magruder, una delle figure principali nello scandalo Watergate, è morto a 79 anni in seguito a un infarto.

L'uomo, che nel 1971 ebbe un ruolo di primo piano nel comitato per la rielezione del presidente repubblicano, confessò, dopo averla negata in un primo momento, che l'irruzione nel comitato democratico del Watergate Complex, avvenuta nel 1972, fu ordinata direttamente dall'allora presidente degli Stati Uniti.

Nixon voleva ottenere informazioni sul numero uno dei Democratici, Larry O'Brien e per farlo sfruttò un piano ideato da G. Gordon Liddy, ex agente del Fbi che lavorava al comitato per la rielezione, che prevedeva appunto l'irruzione e l'installazione di cimici negli uffici degli avversari politici.

Nel 1974, Richard Nixon rassegnò le sue dimissioni sulla scia dello scandalo scatenato dall'inchiesta del Washington Post portata avanti da Carl Bernstein e Bob Woodward.

Magruder, che davanti alla Corte aveva inizialmente negato i fatti, finì in carcere per sette mese per ostruzione alla giustizia. Dopo avere ascoltato la sua sentenza di condanna disse: "Sono fiducioso che l'America possa sopravvivere ai suoi Watergate e ai suoi Jeb Magruder". Uscito di prigione, dopo una grazia negata da Ronald Reagan, divenne pastore presbiteriano nel 1984.

In un documentario mandato in onda nel 2003 dal Public Broadcasting Servic (Pbs) e in un'intervista con l'Associated Press, Magruder raccontò di avere sentito Nixon ordinare l'effrazione il 30 marzo 1972, durante una riunione con l'allora ministro della giustizia John Mitchell.