La Nigeria sospende i processi contro gli omosessuali

In Nigeria i tribunali islamici del nord sospendono le accuse per paura di nuove violenze

Dopo che il 7 gennaio la Nigeria aveva approvato la legge che vietava i matrimoni gay, le critiche di tutto il mondo erano piovute sullo Stato. Oggi, due tribunali islamici del Nord hanno dovuto sospendere dieci processi riguardanti altrettanti uomini per paura di ritorsioni sugli imputati da parte della popolazione locale. "Oltre il 90% dei nigeriani sono contrari ai matrimoni gay. Ora la legge è in linea con le nostre convinzioni religiose e culturali, e credo che questo provvedimento sia stato preso per i cittadini, e quanto fatto dal Governo ne rispetta le preferenze”, ha affermato il portavoce del governo Reuben Abatim, in linea con la ricerca del Pew Research Global Attitudes Project, che ha evidenziato come nello stato nigeriano il 98% della popolazione consideri "sbagliato" il matrimonio gay, o comunque non veda decisamente di buon occhio il contrarre relazioni di tipo omosessuale.

Una settimana fa, sette uomini sono stati presi di mira da una folla inferocita: venendo a conoscenza dei processi pendenti sulle teste dei malcapitati infatti, la folla ha incominciato a tirare sassi e pietre sul gruppo. Solo con l'intervento della Polizia è stata fermata la carneficina. Il commissario dei diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, ha spiegato come la norma "peggiori una situazione già brutta. Raramente ho visto un atto legislativo che in così pochi paragrafi viola direttamente tanti diritti umani universali fondamentali". Pillay, che si dichiara preoccupato per l'omofobia che dilaga nelò paese, sosteniene che questa discriminazione non solo sia ingiusta, ma che in un paese come quello africano dove la percentuale di malati di AIDS è tra le più alte al mondo possa solo portare disinformazione, e quindi malattia. Gli omosessuali risultano i più colpiti, in quanto una vera e propria campagna di prevenzione non è mai stata attuata. Il paese ha anche vietato qualsiasi tipo di associazione omosessuale, condannando persino le effussioni in pubblico con una pena che può arrivare anche a 10 anni di reclusione. L’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu ha paragonato la legge all’apartheid, il che può dare un idea sulla attuale situazione delle cose. Intanto manifestanti appartenenti al mondo LGBT protestano in tutto il globo.

Commenti
Ritratto di lohengrin08

lohengrin08

Mer, 29/01/2014 - 18:22

Dov'è finita la nostra Kyenge ? Non era indaffarata a farci conoscere la vera libertà che si vive in africa?