Nuovi controlli in aeroporto Telefono scarico? Non parti

Un cellulare scarico può lasciare a piedi. Da mercoledì, per chi viaggia verso gli Stati Uniti da alcuni aeroporti in Europa, Africa e Medio Oriente, la mancata ricarica di smartphone, telefonini, computer e tablet e in generale ogni dispositivo elettronico, può costare l'imbarco sul volo. Il segretario per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, Jeh Johnson, ha chiesto un aggiornamento delle misure di sicurezza: «Il nostro compito - ha spiegato agli schermi della NBC, durante l'emissione Meet the Press - è quello di anticipare il prossimo attacco, non semplicemente quello di reagire all'ultimo». Così saranno una dozzina gli aeroporti europei, africani e mediorientali in cui i controlli sui voli diretti verso gli Usa saranno più serrati.
Secondo quanto rivelato dal Dipartimento di Stato americano, non ci sarebbe una minaccia «immediata», ma la trasformazione nelle procedure sarebbe comunque dovuta a informazioni dell'intelligence americana sulla possibilità che elementi vicini ad Al Qaida possano preparare nuovi ordigni esplosivi capaci di non essere rilevati dai metal detector e dalla sicurezza aeroportuale in generale. Come spiega al Wall Street Journal l'esperto di sicurezza della Georgetown University di Washington, Bruce Hoffman, a preoccupare le autorità sarebbero ordigni non metallici nascosti negli involucri di regolari dispositivi elettronici. Da qui la necessità di verificare che tablet e smartphone dei passeggeri siano funzionanti, carichi o caricabili. La procedura non è nuova per quei viaggiatori che sono passati almeno una volta dall'aeroporto israeliano Ben Gurion di Tel Aviv, dove è prassi - anche se non regolare - controllare la normale accensione dei laptop di alcuni passeggeri. Con le nuove regole, chi non potrà dimostrare il regolare funzionamento del suo dispositivo elettronico non potrà portarlo a bordo dell'aeroplano.
Tra i pericoli e le minacce che il Dipartimento per la Sicurezza interna ha spiegato di voler anticipare c'è l'elevato numero di cittadini americani (una settantina) ed europei (centinaia secondo l'intelligence britannica) che sono andati nei mesi scorsi a combattere accanto a forze jihadiste in Siria. Sarebbero questi individui, dotati di passaporti statunitensi e quindi soggetti a meno controlli agli aeroporti internazionali, a porre i rischi maggiori per la sicurezza, assieme alla cooperazione di gruppi come Al Qaida in Yemen e il Fronte al Nusra in Siria.
Secondo fonti dell'intelligence americana riportate dalla NBC, cresce anche la minaccia posta dal rafforzarsi dello Stato islamico in Siria e in Irak - Isis. I suoi uomini, che hanno un considerevole know-how tecnologico e militare, hanno anche raccolto nei combattimenti in Irak delle ultime settimane vaste somme di danaro. Il loro leader, Abu Bakr al Baghdadi, pare però ora essere focalizzato sulla realizzazione di un «califfato» nella regione. Tuttavia, le conquiste territoriali dell'Isis preoccupano le intelligence. Fin dall'inizio dell'avanzata dei miliziani verso Bagdad, il governo britannico ha mostrato inquietudine: la creazione di un regime estremista nella regione - ha detto il premier David Cameron - è una minaccia per il Regno Unito, e Downing Street ha fatto sapere di aver arrestato 65 persone legate al jihadismo siriano negli ultimi 18 mesi. I giornali inglesi hanno riportato nelle scorse ore i nuovi, più robusti controlli agli aeroporti per i voli in partenza per l'America.