Obama: pronto l'attacco, ma non ora

Il presidente Usa appare incerto e chiederà prima l'ok al Congresso. "I raid? Dopo il 9 settembre"

Sono pronto. Anzi no. Il discorso con cui Obama annuncia di aver schierato le forze armate e di aver deciso d'attaccare, ma di non volerlo fare prima di aver ottenuto il via libera del Congresso è un po' la summa della sua politica estera negli ultimi cinque anni: eternamente tentennante e indecisa, caratterizzata da imprevedibili accelerate seguite da altrettanto brusche frenate. Ma stavolta quando annuncia di voler sentire un Congresso in vacanza fino al 9 settembre prima di far volare missili e bombardieri Barack Obama supera se stesso e sconfina nella sceneggiata napoletana. Sulle prime tutto sembra andare in una direzione opposta. Chiunque ascolti la diretta di ieri sera della Casa Bianca e presti orecchio alle prime frasi del Presidente è convinto che l'attacco stia per scoppiare. «Sono pronto a dare l'ordine», attacca Obama con piglio da condottiero mentre spiega che darà il via ad azioni limitate per punire un regime di Damasco colpevole, a suo dire, di aver dato il via ad un attacco chimico «contro la dignità umana, contro la nostra sicurezza e quella dei Paesi alleati». Ma poi, dopo una pausa teatrale in cui tutto il mondo immagina i missili Tomahawk in volo e la Siria in fiamme, il presidente cade nel grottesco e ingrana una retromarcia senza precedenti. Una retromarcia in cui s'intravvede l'imbarazzante incapacità decisionale dell'uomo chiamato a guidare la più grande potenza del mondo. «Ritengo di avere il potere di ordinare un attacco senza l'autorizzazione, ma credo che sia prima necessario avere un dibattito» spiega aggiungendo di aver parlato con i leader al Congresso e di aver fissato un dibattito e un voto alla sua riapertura.

Sembra che l'imbarazzante cambio di rotta sia stato deciso il giorno prima, dopo la lettura di inequivocabili sondaggi secondo cui oltre i tre quarti degli americani avrebbero gradito un voto del Congresso prima di un intervento militare in Siria. Obama non se l'è sentita di sovrapporre la sua leadership alla volontà popolare, ha telefonato a Parigi spiegando i suoi dubbi, ha raccolto il sostegno di Hollande che gli ha confermato l'intenzione di «punire Assad rispettando i tempi di ciascun Paese» per la necessaria azione, poi ha deciso appunto di rivolgersi al Congresso. Nel suo tipico stile ambivalente, Obama ha sottolineato di «rispettare il punto di vista di chi invita alla cautela», aggiungendo però che gli Usa «debbono riconoscere i costi di non reagire» alla carneficina voluta da Assad. Il presidente ha precisato di sapere che i connazionali «non amano la guerra», ma ha ammonito che «non si possono tenere gli occhi chiusi davanti a quanto avvenuto a Damasco» né trascurare precisi interessi di «sicurezza nazionale», che l'aggressività del regime siriano mette «in pericolo».

Probabilmente al termine del suo intervento sia il nemico Bashar Assad, sia gli ayatollah iraniani, sia l'avversario Vladimir Putin si stanno già sbellicando dalle risate. Il presidente che due minuti prima si è detto pronto a scatenare l'inferno «tra un giorno, una settimana o un mese» si è già preso una pausa di almeno 9 giorni. Una pausa in cui dovrà affrontare le forche caudine di un G20 che si apre martedì a San Pietroburgo e rischia di trasformarsi nella grande rivincita del presidente russo, che potrà recitarvi la parte del leader serio e responsabile lasciando al collega americano quella del guerrafondaio. Qui Obama ha promesso di perorare la causa dell'intervento contro Assad, correndo il rischio di una memorabile figuraccia.

Commenti
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serjoe

Dom, 01/09/2013 - 08:58

Un bel pasticcio per Obama nel quale si e' infilato da solo tracciando la linea rossa per darsi un contegno di irremovibile difensore dei diritti umani,in questo caso dei diritti di AlQaeda a distruggere un intero paese che prima era civile e ben organizzato.Degli USA di oggi non ci si puo' fidare e ha lungimiranza Berlusconi a legarsi con Putin nel quale ha intravisto un leader che puo' contribuire a mettere un po' d'ordine in questo casino.L'occidente delle banche oramai porta le bandiere degli omossessuali,delle,delle Pussy Riot,delle Femen,dei diritti dei cani e dei gatti.

wavettore

Dom, 01/09/2013 - 09:34

Non ci sono dubbi che l’attacco chimico e’ stato compiuto dai ribelli all’opposizione sotto la guida dei servizi segreti Israeliani, Inglesi ed Americani. Come non ci sono dubbi che Obama e’ stato spinto piu’ volte ed e’ infine caduto nella trappola dei Sionisti. Ma questo scomoda posizione potrebbe offrire il perfetto momento per Obama per un cambio di rotta e cambiamento della politica estera Americana. La stessa mano nascosta che ha compiuto l’attacco dell’Undici Settembre e che ha fornito la falsa evidenza per la guerra in Iraq e’ adesso responsabile per questi attacchi chimici al fine di espandere il Conflitto. Invece di un attacco in Siria senza obbiettivi Obama dovrebbe ricercare dapprima i colpevoli dell’attacco e poi i loro sponsors. Allora scoprirebbe che CIA ed altre agenzie segrete di Stato lavorano indipendenti dal presidente Americano e sotto uno stesso ombrello guidato da un gruppo Anglo-Giudaico con una agenda mirata ad una Guerra di Religioni ossia alla Terza Guerra Mondiale. Questo governo parallelo dei Sionisti e’ la piu’ pericolosa minaccia per l’intera Umanita’. Esiste una singola Soluzione. http://www.wavevolution.org/it/humanwaves.html

abocca55

Dom, 01/09/2013 - 09:36

Ma l'era della menzogna non durerà a lungo. Il Popolo Americano non si fida più dei suoi politici e l'America è ormai sfiduciata da tutti i cittadini del Mondo. Giustamente si è fatto tanto rumore per la sorte degli Ebrei durante in nazismo, ma si è taciuto e si tace sulla sorte degli innocenti giapponesi vittime delle atomiche e sui poveri vietnamiti, iracheni, tripolini, ecc. Il VENTO della giustizia arriverà impetuoso!

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stenos

Dom, 01/09/2013 - 10:11

Ci siamo, in arrivo l'ennesima follia americana costruita sul nulla, incendieranno il medio oriente, il prezzo petrolio andra' alle stelle, ci sara' il crollo delle borse incul.ndosi i piccoli azionisti, migliaia di profughi che arriveranno solo dagli idioti, noi. L'unica spetanza e' che Putin infili qualche nave nei porti siriani per scongiurare l'attacco. Non mi sarei ai aspettato di dover tifare per i russi.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 01/09/2013 - 10:11

Ci siamo, in arrivo l'ennesima follia americana costruita sul nulla, incendieranno il medio oriente, il prezzo petrolio andra' alle stelle, ci sara' il crollo delle borse incul.ndosi i piccoli azionisti, migliaia di profughi che arriveranno solo dagli idioti, noi. L'unica spetanza e' che Putin infili qualche nave nei porti siriani per scongiurare l'attacco. Non mi sarei mai aspettato di dover tifare per i russi.

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marforio

Dom, 01/09/2013 - 10:12

Ha superato carter , in quanto a stupidezza.

CALISESI MAURO

Dom, 01/09/2013 - 10:44

Marforio: non e' stupido, esegue gli ordini, anzi i suoi capataz, sono leggeremente nervosi, perche' e' titubante.... ma come dopo avergli dato il premio nobel e altre prebende non co opera :(( Non va mica bene!

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Ausonio

Dom, 01/09/2013 - 11:12

Obama come ogni presidente USA è solo un pupazzo nelle mani dei sionisti.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 01/09/2013 - 11:17

Putin e Xi Jinping agiscano. La Russia armi Iran e Siria e la Cina svenda il dollaro. Per gli USA deve essere la fine. La nazione più criminale nella storia umana assieme all'URSS e alla Cina di Mao.

ciccilla

Dom, 01/09/2013 - 14:58

Obama dimentica cosa fondamentale: Constituzione Americana non le consente senza nullaosta del Congresso iniziare la Guerra se gli USA non sono stati attacati! Nella lettera 140 congressman di entrambi partiti le hanno ricordato questo fatto. Invece della aprovazione puo trovare in Congresso la procedura di impeachment. Al meno teoricamente.

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marforio

Lun, 02/09/2013 - 15:32

XAusonio- ausonio domenica 11:17 . La prima volta da tempo che fai un commento onesto e usando il cervello.