Occidente distratto e debole Così sta vincendo Bin Laden

Orrore e incredulità. Cristiani e ebrei sono le vittime predilette del terrorismo islamico, ma l'Occidente e Israele promuovono lo scardinamento degli stati nazionali favorendo lo smembramento dell'insieme del Medio Oriente in comunità etnico-confessionali avvantaggiando proprio i fanatici di Allah e Maometto. Ciò si consuma in un contesto di tacita connivenza e mistificazione della realtà dei maggiori organi della stampa e della televisione che hanno di fatto bandito persino l'uso dell'espressione «terrorismo islamico», limitandosi a parlare di «strage terroristica» attribuita genericamente a «kamikaze».
Come potremmo non indignarci per la strage di 72 cristiani a Peshawar nel Pakistan vittime dell'esplosione di terroristi islamici suicidi dei talebani, legati ad Al Qaida, all'esterno della chiesa subito dopo la messa domenicale? Come potremmo non preoccuparci per l'eccidio di 52 persone, tra cui dei cittadini stranieri, ad opera dei terroristi islamici del gruppo somalo Shabaab, legato anch'esso ad Al Qaida, che hanno trattenuto decine di ostaggi all'interno di un centro commerciale a Nairobi in Kenya preso d'assalto proprio per uccidere il maggior numero possibile di cristiani e ebrei?
Considerando che Bin Laden fondò alla vigilia degli attentati dell'11 settembre 2001 il «Fronte islamico internazionale per il jihad contro gli ebrei e i crociati» per coalizzare i terroristi islamici nella guerra santa contro cristiani ed ebrei, dobbiamo prendere atto che la sua strategia è riuscita. Ma soprattutto dobbiamo denunciare la convergenza che c'è di fatto tra la strategia occidentale e israeliana di smantellamento degli stati nazionali con i successi della guerra santa islamica sui vari fronti in Africa, in Asia e persino in Europa.
È della scorsa settimana la diffusione di uno studio del centro britannico di ricerca sulla Difesa Ihs Jane's in cui si evidenzia che su centomila combattenti «ribelli» in Siria, la metà sono terroristi islamici di due gruppi, Al Nusra e Stato islamico dell'Iraq e del Levante legati ad Al Qaida, o sono comunque estremisti islamici che tanto per intenderci sgozzano e decapitano i soldati e i civili legati ad Assad anche davanti ai bambini. Tra loro oltre un migliaio sono cittadini europei, compresi circa una cinquantina di terroristi islamici provenienti dall'Italia. Persino Israele ha registrato la morte in Siria del primo terrorista islamico con cittadinanza israeliana, che verosimilmente non è l'unico.
Israele sta commettendo una follia suicida: pur di scardinare e sconfiggere l'asse Iran-Siria-Hezbollah ha scelto di schierarsi dalla parte dei terroristi islamici di Al Qaida, dei Fratelli musulmani e dei salafiti che combattono in Siria per abbattere il regime di Assad. Sta ripetendo di fatto lo stesso errore commesso alla fine degli anni Ottanta quando scelse di sostenere Hamas trasformandolo da associazione caritatevole in movimento politico, con l'illusione che sarebbe servito a dividere il fronte palestinese e a indebolire l'Olp di Arafat.
In un incontro a cui ho partecipato ieri, nell'ambito della manifestazione dell'Israel Allies Foundation che promuove il sostegno dei cristiani a Israele, il ministro della Difesa israeliano Moshe Ya'alon ha chiarito che la priorità è fermare il programma nucleare iraniano, ha denunciato l'elezione del presidente Rouhani come una strategia per ottenere l'alleggerimento delle sanzioni senza intaccare la corsa iraniana al possesso della bomba atomica: «Israele è pronta a difendersi qualunque sarà la situazione».
Secondo Ya'alon gli stati nazionali arabi stanno crollando in Iraq, Siria, Libano e Libia perché erano delle costruzioni artificiali e i regimi dittatoriali sono serviti a coprire questa inconsistenza statuale. A suo avviso l'instabilità delle entità etnico-confessionali in conflitto durerà molto a lungo. La domanda è: a chi giova? Non ai cristiani del Medio oriente, non all'Europa che ha già al suo interno un radicalismo e terrorismo islamico autoctono, ma neppure a Israele. Fermiamoci con la follia suicida di sostenere i terroristi islamici per qualsivoglia ragione: sono loro i veri nemici di Israele, degli Stati mediorientali, dell'Europa, dell'Occidente e della comune civiltà umana.
twitter: @magdicristiano

Commenti

Raoul Pontalti

Lun, 23/09/2013 - 14:40

Ma che succede? Quell'unica volta che il nostro Magdi è stato lontano la domenica dai calici del vin santo e il lunedì scrive un articolo sobrio e da sobrio con anche un paio di considerazioni azzeccate (sullo smembramento del Medio Oriente deciso a tavolino dai partecipanti occidentali al (Nuovo) Grande Gioco e sul ruolo di Israele nel favorire i successi di Hamas) i suoi laudatores non si fanno vivi. Ammutoliti dall'incredibile verità che Magdi racconta? Probabile. Eppure questa volta Magdi riesce a infilare ben due argomenti validi e veri (quelli citati sopra) , concedendosi solo una leccatina al militarismo sionista riguardo al solito Iran. Erano delle entità statuali artificiali Libia, Iraq, Libano e Siria, e ciò è vero per le prime tre create con la decomposizione dell'impero ottomano, mentre la Siria ha una consistenza storica ben diversa. Altre nazioni artificiali sono i vari emirati del Golfo, Kuwait in testa, ma anche la Giordania e che dire di Israele? Non è che si voglia, con artificiose disintegrazioni di Stati esistenti, "naturalmente" consentire l'ingrandimento del più recente e più artificiale (anche se ottimamente funzionante ed efficiente) Stato della regione mediorientale?

Ritratto di sempreforzasilvio#

sempreforzasilvio#

Lun, 29/09/2014 - 16:04

Bin Laden e' morto, come fa a vincere? O siete come quei grillini che credono che sia tutto un complotto e che sia ancora vivo? POPULISTI DEL GIORNALE