Ora l’Iran corteggia il nuovo Egitto Morsi deve dire "no"

Smentita un’intervista all’agenzia di Teheran in cui il neopresidente avrebbe detto di voler rivedere il trattato di Camp David con Israele

«Morsi è il primo civile a essere presidente in Egitto», titolava il quotidiano Al Masry El Youm il giorno dopo la vittoria del candidato dei Fratelli musulmani. Ieri, Mohammed Morsi, un tempo detenuto nelle carceri dell’ex regime, è entrato per la prima volta nell’ufficio che è stato di Hosni Mubarak, l’ex raìs oggi prigioniero e condannato all’ergastolo.

Dalla sua nuova scrivania Morsi, l’ingegnere di 60 anni che ha studiato negli Stati Uniti e si è formato politicamente nei meandri della burocrazia della Fratellanza, ha iniziato le consultazioni per la formazione di un nuovo governo, dopo le dimissioni del premier Kamal Ganzouri. Il neo presidente ha anche incontrato i generali, alla guida dell'Egitto da febbraio 2011. Nei giorni prima della sua elezione, dopo aver creato una coalizione con alcuni gruppi rivoluzionari e figure liberali e laiche della società egiziana, Morsi ha promesso che il suo sarà un esecutivo di unità nazionale. Nel suo primo discorso alla nazione, la debole retorica del neo presidente ha cercato di rassicurare tutti gli attori politici e sociali e di smussare le preoccupazioni di molti per una vittoria islamista, in Egitto e all’estero. Morsi ha parlato di unità, cooperazione tra le forze politiche nazionali e rispetto degli accordi internazionali, compreso quello con Israele. Le congratulazioni al nuovo presidente sono arrivate da diverse parti dal mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per la Turchia e l’Iran.

Ed è proprio da Teheran che potrebbe giungere uno dei primi problemi diplomatici della nuova leadership. Ieri sera infatti il nuovo ufficio della presidenza ha negato che Morsi abbia dato mai un’intervista - poi ripresa da tutti i media nazionali - all’agenzia semi-ufficiale iraniana. La Fars, considerata vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha pubblicato parole del nuovo presidente che hanno preoccupato la comunità internazionale, impegnata nel tentativo di isolare la Repubblica islamica a causa del suo programma nucleare. L’agenzia ha scritto che il nuovo presidente sarebbe pronto a dedicarsi «alla ripresa delle relazioni diplomatiche e strategiche con tutti i Paesi islamici, incluso l’Iran». I rapporti tra Cairo e Teheran sono interrotti dal 1979, con la firma del Trattato di pace tra Egitto e Israele, non accettata dagli ayatollah. Secondo la Fars, Morsi avrebbe anche detto che le relazioni internazionali dell’Egitto durante l’era Mubarak erano basate sugli interessi di Israele e Stati Uniti e che il Trattato di Camp David sarebbe da rivedere. Nonostante le dichiarazioni riportate dalla Fars, e poi smentite meno di 12 ore dopo dalla presidenza, Morsi domenica sera ha rassicurato sia Israele sia gli Stati Uniti sul rispetto di tutti gli accordi internazionali.

Meir Javedanfar, tra i maggiori esperti di Iran, spiega sul sito di politica mediorientale «Al Monitor» come Teheran attraveso i suoi mass media di Stato «crei false speranze» sulla ripresa delle relazioni con l’Egitto. Durante la campagna elettorale Morsi ha infatti più volte preso le distanze dall'Iran sciita. Parlando a un giornale del Kuwait il neo presidente ha definito i rapporti con Teheran e con le milizie sciite di Hezbollah «ingannevoli, calunniosi, senza basi», e ha parlato del suo rifiuto di incontrare diplomatici iraniani al Cairo a causa dell'appoggio di Teheran al regime di Bashar El Assad. I Fratelli musulmani, spiega Javedanfar, sanno che un riavvicinamento all'Iran può compromettere i loro solidi rapporti con il regno sunnita dell'Arabia Saudita - in confronto aperto con Teheran - causando danni anche alle importanti relazioni economiche dell'Egitto con il Golfo. Fonti diplomatiche occidentali a Teheran, citate dalla Reuters, sono inoltre convinte che un riavvicimanento tra Egitto e Iran sia al momento improbabile.

Twitter: @rollascolari

Commenti

Raoul Pontalti

Mar, 26/06/2012 - 10:15

Da premettere: l'ing. Morsi ha conseguito un dottorato (si era già laureato in Egitto) negli USA e pertanto li conosce benissimo, due suoi figli sono divenuti cittadini statunitensi: difficile che uno così rompa con gli USA se non per ragioni molto serie, certamente non per fisime ideologiche. Non corrisponde al vero che le relazioni tra Egitto e Iran siano interrotte per le ragioni indicate (pace con Israele) perché non solo non collimano le date (il regime khomeinista si instaurò dopo gli accordi di Camp David e i il conseguente trattato di pace tra Egitto e Israele) ma perché al Cairo io personalmente ho visto l'ambasciata iraniana dove assunsi informazioni per i visti, dunque le relazioni diplomatiche esistono. Altra cosa è il raffreddamento dei rapporti politici: Egitto legato agli USA e Iran in rotta con gli USA, Egitto sunnita e Iran sciita, Egitto che aiutò Saddam nella guerra Iraq-Iran, etc. Ora l'Egitto, in competizione con i paesi arabi del Golfo, apre all'Iran: mossa fine.

Raoul Pontalti

Mar, 26/06/2012 - 10:57

Le dichiarazioni di Morsi sulla revisione degli accordi di Camp David così come riportate dall'agenzia Fars non hanno nulla di trascendentale e riflettono il pensiero di Morsi già espresso in passato. Rivedere un trattato non significa stracciare un trattato e per rivederlo bisogna essere in due. La revisione riguarderebbe, giusta le pregresse dichiarazioni, la questione del gas del Sinai, attualmente venduto a prezzo di favore a Israele e la presenza militare egiziana nello stesso Sinai, attualmente inesistente in ragione degli accordi, per sedare le turbolenze delle popolazioni sinaitiche che da anni causano problemi al governo egiziano. Bisogna poi distinguere leggendo il testo pubblicato dalla Farsi tra le dichiarazioni virgolettate e le illazioni del giornalista dell'agenzia: cosa non difficile, e le frasi "forti" non sono virgolettate, sono quindi interpretazioni e illazioni iraniane.

no b.

Mar, 26/06/2012 - 11:50

strano, mi aspettavo qualche ridicolo islamofobo stile Voce nel deserto o Lot per rallegrarmi la giornata.. che peccato

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 26/06/2012 - 22:10

#1 Nabir al Bar. L'ing. Morsi richiama alla mia memoria un altro ingegnere. Anche lui con figli e familiari vari in U.S.A. Non mi pare, comunque, che fosse un campione di moderazione. Era un saudita. Peccato che al momento non mi sovvenga il nome...ma forse puoi aiutarmi.

killkoms

Mer, 27/06/2012 - 14:01

#4memphis35,non è/era quel tale che ha/aveva anche dei congiunti in svizzera?uno dei quali si è fatto fotografare,senza alcun imbarazzo,con dietro la scrivania la bandiera(crociata)svizzera,nonostante l'origine saudita e la fede islamica?

Ritratto di W.A.S.P.

W.A.S.P.

Mer, 27/06/2012 - 15:45

killkoms,memphis, preciso che il fondamentalismo nel mondo spesso e' stato creato dagli usa.controllate tutti i regimi fondamentalisti e vedrete le mani della cia. quindi come osama bin laden in questo momento tutte le cellule dormienti integraliste sono state risvegliate dalla cia. morsi essendo venuto al potere con il permesso degli usa,sicuramente rispettera tutti gli accordi internazionali ma di quello che succedera in egitto non sappiamo niente.

Raoul Pontalti

Mer, 27/06/2012 - 16:06

(per favore Rolla, devo risposta al mio confratello, Ti autrorizzo a espungere le parole che giudichi inopportune, ma non tutto il testo, che ha sapore goliardico) Per Menabellenius. Era un nostro confratello infatti che non aveva mai capito la differenza tra Santa Madre Goliardia e il Califfato. E sbagliava regolarmente la lingua sacra dei riti e per di più si comunicava (sacrilegio!) con acqua di fonte anziché con il divo sangue di Bacco. Aveva poi messo insieme una confraternita tutta sua che all'apparenza richiamava la nostra dei Clerici Extravagantes ma pur essendo indubbiamente stravagnti i sui adepti erano da ritenersi eretici. E anche la scelta di andarsene per la Battriana a sodomizzare cammelli non parve consona alla dignità di un sacerdote della Santissima Trimurti. Il nome di quel capo di eretici e scismatici è impronunciabile, perché anatemizzato, ma ci siamo capiti.