Padre Dall'Oglio è stato rapito dagli islamisti

Un gruppo di miliziani legati ad al Qaeda in Iraq avrebbe rapito un prete italiano in Siria, il gesuita Paolo Dall'Oglio, nella città di Raqqa, nell'est del Paese, controllata dalle forze ribelli. Dall'Oglio è conosciuto per essere contrario al regime di Damasco, tanto che fu espulso lo scorso anno. Secondo fonti dell'opposizione il gruppo si chiama Stato Islamico dell'Iraq e del Levante e avrebbe sequestrato il sacerdote mentre camminava per le strade di Raqqa.
Dall'Oglio è noto per essere stato il rifondatore, negli anni Ottanta del monastero cattolico siriaco Mar Musa (Monastero di san Mosè l'Abissino), nel deserto a nord di Damasco, in Siria, in cui sono accolti anche aderenti di religione ortodossa. È fortemente impegnato nel dialogo interreligioso con il mondo islamico. Il suo attivismo gli ha causato l'ostracismo del governo siriano, che ne decretò l'espulsione durante il soffocamento della proteste popolari deflagrate nel 2011. Il decreto d'espulsione non fu però attuato in seguito all'accordo raggiunto con le autorità siriane, affinché il gesuita non si esprimesse sulla situazione politica del Paese. L'espulsione è stata poi eseguita il 12 giugno 2012.
Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1975, Dall'Oglio ha praticato il noviziato in Italia, prima di intraprendere gli studi universitari a Beirut, in Libano. Nell'82 ha scoperto i ruderi del monastero cattolico siriaco Mar Musa, costruito nell'XI secolo attorno a un antico romitorio occupato nel VI secolo da San Mosè l'Etiope, e vi si è insediato per un ritiro spirituale dal mondo in un posto di grande solitudine religiosa. Nel '84, è stato ordinato sacerdote del rito siriaco cattolico e ha deciso di ricostruire le mura del monastero.