IL PARADOSSOIl «caso Battisti» e le allucinazioni degli intellettuali

«Il Brasile è un grande Paese. Che ha fatto un percorso straordinario di democratizzazione. Dal quale dovremmo prendere lezioni anziché darle». La perla delle dichiarazioni sul Brasile spetta al segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero che così alla fine del 2012 commentò il no carioca all'estradizione di Cesare Battisti. Ma a favore di quel no che ipotizza una sorta di pregiudizio italiano nei confronti di un rapinatore assassino ispirato però da idee libertarie e di sinistra si sono schierati fior d'intellettuali.
A incominciare dal filosofo francese Bernard Henry-Lévi e dalla giallista d'oltralpe Fred Vargas, per arrivare agli scrittori italiani Massimo Carlotto e Tiziano Scarpa. Roberto Saviano che inizialmente aveva firmato pure lui un manifesto a favore del terrorista ha pensato bene di sfilarsi dalla lista degli «amici» nel 2009. Chi non ha mai fatto marcia indietro è invece l'ex premier dame Carla Bruni.

Commenti

Mario-64

Dom, 14/07/2013 - 09:05

Bravo Ferrero ,vada di persona a studiare lo "straordinario percorso" del Brasile ,cosi' potra' incontrare Battisti e passerete memorabili giornate a parlare di Marx e del paradiso in terra. La Bruni gia' la abbiamo sbolognata ai francesi ,adesso mancano costui e Saviano...

Ritratto di raffaelelupo

raffaelelupo

Lun, 15/07/2013 - 11:04

l'ex premier dame Carla Bruni = Come cambiano le lingue!!! avrei creduto si dovesse scrivere "l'ex première dame Carla Bruni"